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MAGISTRATURA.
EMERGENZA PROCURE:
LAVORIAMO SUBITO
PER TROVARE
SOLUZIONI ADEGUATE

 

 


di COSIMO MARIA FERRI
Componente del Consiglio
Superiore della Magistratura



Gli eccessi del
correntismo vanno
combattuti e superati
non con una diversa
rappresentanza
quantitativa dei togati
all’interno del CSM,
ma rendendo aperta
a tutti, a prescindere
dall’appartenenza alle
correnti, l’Associazione
Nazionale Magistrati
e la possibilità di lavorare
nel suo interno


da vari mesi che si parla della scopertura d’organico di molte Procure e della necessità di fronteggiare il problema con interventi risolutori. Nell’auspicare che il legislatore riveda al più presto la norma contenuta nel decreto legislativo n. 160 del 2006 - quella che impedisce ai «magistrati ordinari in tirocinio», ex uditori giudiziari, di assumere in prima nomina e sino al raggiungimento della prima valutazione di anzianità e cioè dopo 4 anni incarichi di sostituto procuratore - a mio modo di vedere, il Consiglio Superiore della Magistratura e ritengo anche l’Associazione Nazionale Magistrati hanno il dovere di contribuire a trovare soluzioni condivise in applicazione di quelle parti della legge che offrono soluzioni al problema anche solo parziali o non del tutto esaustive.
I benefici economici per i magistrati che, avendone titolo, si rendano disponibili a trasferirsi per un congruo periodo di tempo presso Procure «scomode» sono, per esempio, una risposta anche a richieste avanzate in passato dallo stesso CSM. Sono state previste, infatti, indennità sicuramente significative per coloro che vengono trasferiti in tali sedi disagiate. Bisogna però andare oltre, individuando una griglia di misure ulteriori sia legislative che amministrative, da affiancare a quelle economiche, in grado di garantire l’effettività del risultato auspicato.
Ad esempio si potrebbe per un verso garantire la possibilità di un più proficuo impiego della magistratura onoraria requirente e, per l’altro, prevedere non soltanto agevolazioni economiche o corsie preferenziali per i trasferimenti, ma incentivi di carriera per i trasferimenti in senso verticale in relazione sia ai magistrati che garantiscano la copertura di sedi disagiate sia a quelli che prestino il consenso alle applicazioni infradistrettuali. Pur essendo «la coperta corta», occorre incentivare le applicazioni infradistrettuali ed extradistrettuali distribuendo il sacrificio dei magistrati; sacrificio che però deve essere premiato dall’organo di autogoverno sia in sede di valutazione di professionalità sia al momento del conferimento degli incarichi semidirettivi e direttivi.
L’impegno e il sacrificio di chi presta servizio in sedi disagiate offrendo la disponibilità ad essere applicato o trasferito, o a permanervi, devono essere premiati. I benefici di più rapido avanzamento in carriera non potranno comunque prescindere da una valutazione sull’operato del magistrato, e ciò anche oltre le previsioni che pure sono contenute nelle modifiche normative apportate; tali misure appaiono, infatti, maggiormente idonee, rispetto a quelle di natura soltanto economica, a «stimolare» gli interessati.
Deve essere rivista la scelta - relativa ai cosiddetti uffici «a copertura immediata» -, di prevedere anche un meccanismo di trasferimento d’ufficio prescindendo dalla disponibilità degli interessati, essendo pur sempre necessario contemperare le esigenze di piena funzionalità degli uffici giudiziari con il rispetto non solo formale del principio costituzionale della inamovibilità dei magistrati. Quel meccanismo produrrebbe, a mio avviso, effetti di tipo numericamente vantaggioso per le sedi in difficoltà soltanto nel breve periodo, perché è evidente che ciascun soggetto potenzialmente in posizione tale da subire il dettato della norma, opererebbe per evitare di rientrare in tale previsione per il futuro.
Resta aperto, inoltre, il problema di assicurare che l’introduzione di tali incentivi non produca l’effetto, che sarebbe invero paradossale, di una penalizzazione dei magistrati già operanti in sedi disagiate. Di qui l’opportunità di valutare se non debba riconoscersi anche a costoro una qualche forma di incentivo economico e di carriera in cambio di una rinnovata disponibilità a permanere in tali sedi, eventualmente anche per un periodo maggiore di quello che li legittimerebbe a presentare la domanda di trasferimento.
Molte questioni dunque restano da definire, ma ciò non toglie che sia necessario, in questa fase, riconoscere al ministro della Giustizia di aver saputo interpretare il carattere d’urgenza del grido d’allarme che gli operatori hanno lanciato, prevedendo tempestivamente un intervento mirato. Altrettanto doveroso è però sottolineare come i contenuti di questo intervento, che pur in parte sono apprezzabili, possano essere meglio calibrati per l’individuazione delle migliori soluzioni. 
A tal proposito mi preme infine segnalare come nell’ultimo bando di trasferimento per i posti requirenti, sono rimasti scoperti e privi di aspiranti numerosi, posti pubblicati, relativi a Procure del Sud ma anche del Nord. Un dato positivo deve essere invece segnalato nella Procura di Reggio Calabria dove non solo è stato coperto l’unico posto pubblicato per il quale peraltro c’erano più aspiranti, ma si è anche verificato che un magistrato in servizio nella Procura di Reggio e trasferito a quella di Velletri abbia rinunciato al trasferimento per rimanere dove era; e un altro in servizio nella Procura di Termini Imerese ha rinunciato al trasferimento a quella di Vicenza. Tali segnali vanno colti positivamente come punto di partenza per sensibilizzare e motivare i singoli magistrati e per farci prendere piena coscienza delle soluzioni interne che la magistratura ha anche nell’attuale quadro normativo, e della grande responsabilizzazione che tutti le riconoscono e che la politica deve rispettare.

Posti scoperti nelle Procure del Sud: Lanusei, Nuoro, Sassari, Tempio Pausania, Caltanissetta, Enna, Gela, Nicosia, Larino, Catania, Ragusa, Castrovillari, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Paola, Rossano, Lanciano, Vibo Valentia, Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Agrigento, Marsala, Palermo, Sciacca, Termini Imerese, Trapani, Melfi, Lagonegro, Potenza, Locri, Palmi ecc. Nelle Procure del Nord: Brescia, Biella, Casale Monferrato, Busto Arsizio, Lecco, Lodi, Vigevano, Voghera, Acqui Terme, Aosta, Vercelli, Tolmezzo, Trieste, Venezia.

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