chiudi
RETROSPECCHIO


Eur: una mostra di fotografie minuto per minuto



Carlo Riccardi, Venditore ambulante


Aperta al pubblico per soli otto giorni lo scorso gennaio, la mostra fotografica «Istantanee di vita: volti, gesti, persone, architetture dell’Eur» ha presentato i momenti più significativi della storia del quartiere romano dalla sua progettazione ad oggi. Promossa da Paolo Cuccia e da Mauro Miccio, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Eur spa, la società che lo gestisce, l’iniziativa ha posto in risalto la dimensione umana del quartiere nei suoi momenti più autentici, documentati con attenzione e sensibilità da fotografi professionisti come Alberto Cartoni e Carlo Riccardi, oltreché da numerosi fotoamatori. Sono state esposte oltre 300 immagini per la maggior parte inedite, alcune delle quali conservate nell’Archivio storico fotografico dell’Eur spa, altre concesse da privati e da associazioni locali. La mostra ha avuto luogo nei corridoi dello storico Palazzo degli Uffici, sede legale dell’Eur spa, e nei suggestivi locali del Rifugio Antiaereo. Protagoniste della retrospettiva - che ha compreso anche parte delle 3.050 lastre fotografiche recentemente restaurate, facenti parte del fondo fotografico della società Eur costituito complessivamente da circa 16 mila pezzi -, sono state immagini che ritraggono i volti, i gesti, le persone, le architetture dell’Eur. Foto che mostrano i momenti più significativi della vita all’Eur, come quelle degli operai che avviarono la costruzione dell’E.42, ossia degli edifici destinati ad ospitare, per volere di Benito Mussolini, l’Esposizione Universale del 1942 che non ebbe luogo a causa della guerra; o di quelli che li completarono negli anni 50, dopo oltre un decennio di abbandono. O come le foto di persone qualsiasi che vivono e lavorano nel quartiere. Oltre agli operai intenti al trasporto e alla messa in opera delle grandi statue del Palazzo della Civiltà Italiana, si sono visti o rivisti scultori, pittori e mosaicisti impegnati nell’esecuzione di opere e affreschi che ripropongono le tradizioni popolari d’Italia. Ma anche istanti ricchi di una umanità che traspare nelle pause dalla fatica, negli operai seduti in terra, nel loro dissetarsi a una botticella, negli usi e costumi di una lunga tradizione contadina vigente ancora nell’Italia del primo Novecento fatta di solidi valori e convinzioni. Chiudevano la mostra le immagini delle gare olimpiche del 1960 svoltesi tra le vie e gli impianti sportivi dell’Eur, e quelle, recentissime, della posa della prima pietra della «Nuvola», nuovo Centro Congressi dell’Eur. (Fer. Bru.)
chiudi