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RETROSPECCHIO


Nomisma Energia: combustibile pregiato dai rifiuti



Dai rifiuti combustibile di qualità elevata

Fondata nel settembre 2006 da Davide Tabarelli che ne è il presidente e da Alessandro Bianchi, amministratore delegato, la società Nomisma Energia ha compiuto uno studio sul «combustibile da rifiuti di qualità elevata» che ha presentato a Roma, presso il Gestore dei Servizi Elettrici lo scorso mese. Premesso che dal 1995 al 2007 la produzione annua di rifiuti urbani in Italia è cresciuta del 27 per cento pari a 7 milioni di tonnellate in più, raggiungendo un nuovo record di 33 milioni di tonnellate, lo studio dimostra che l’Italia è fra i Paesi più arretrati in quanto destina a discarica gran parte dei rifiuti, oltre il 60 per cento rispetto alla media europea del 38 per cento; e sono poco diffusi il riciclaggio e il recupero energetico tramite termovalorizzatori. Il combustibile da rifiuti di qualità elevata, chiamato brevemente Cdr-Q, deriva dai rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata poi appositamente trattati. Questi rifiuti sono costituiti per circa il 50 per cento da biomassa, che in tutti i Paesi industrializzati è considerata una fonte rinnovabile. Per di più si tratta di biomassa non vergine in quanto già soggetta ad altri processi produttivi, senza ricorrere a quella vergine ottenuta, ad esempio, dal legno delle foreste. Il Cdr-Q deve essere impiegato nella combustione in centrali elettriche o nei cementifici, al fine di evitare la realizzazione di nuovi impianti e l’uso di combustibili fossili per circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. In Italia potrebbero esserne consumati 3,7 milioni di tonnellate derivanti da circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. I benefici economici e ambientali ottenibili dal suo impiego in cementifici e centrali elettriche sono vari: riduzione per 7 milioni di tonnellate l’anno delle emissioni di anidride carbonica, principale gas che causa l’effetto serra; notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi fissati nella Conferenza di Kyoto; aumento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili per 2,7 terawattore all’anno, pari al consumo di un milione di famiglie, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei; risparmio energetico annuo nei cementifici di 0,33 milioni di tonnellate equivalenti petrolio rispetto all’obiettivo nazionale di 2,9 per il 2009; riduzione degli oneri di smaltimento e, usando impianti non dedicati, esecuzione dello stesso in tempi rapidi. Un calcolo economico di tali benefici indica un importo complessivo di 650 milioni di euro all’anno, un costo di 307 euro per tonnellata di Cdr-Q impiegato nelle centrali elettriche e di 59 euro di quello usato dai cementifici. Il mancato sfruttamento delle potenzialità del Cdr-Q, avverte lo studio di Nomisma Energia, rappresenta uno spreco economico ma anche un’occasione perduta nel tentativo di risolvere il grave problema rifiuti. Dal 2003 il Cdr-Q è utilizzato con successo nella cementeria Buzzi di Robilante, al servizio di 54 Comuni della Provincia di Cuneo. (Fer. Bru.)
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