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RETROSPECCHIO


Luceat: il futuro arriva su fibre ottiche plastiche



Fibre ottiche plastiche


Prima azienda europea specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di trasmissione dei dati su fibra ottica plastica, fondata nel 2000 da Alessandro Nocivelli in collaborazione con la Metallurgica Bresciana, per quattro anni la Luceat si è dedicata alla ricerca che le ha consentito di realizzare il primo centro europeo di produzione di fibra plastica. Dal 2005 offre i propri prodotti ad aziende operanti nell’automazione industriale, nella videosorveglianza, nelle reti locali e nella domotica. Conduttore ottico che consente il passaggio di dati lungo una rete, la fibra plastica può trasportare considerevoli quantità di informazioni in un cavo per grandi distanze e senza interferenze elettromagnetiche. Per queste caratteristiche consente di aumentare la velocità di consultazione di internet, di semplificare l’uso dei sistemi domotici tra cui la videosorveglianza e l’automazione degli apparecchi domestici, di cablare gli edifici più grandi o di antica costruzione, operazioni irrealizzabili con altri mezzi di trasmissione. Scoperta negli anni 70 e usata essenzialmente nell’illuminotecnica, la fibra plastica è oggi diffusa nei settori dell’automazione industriale e dei trasporti, ma le sue applicazioni sono infinite e vantaggiose anche nella domotica e nelle telecomunicazioni. La Bticino ha creato una partnership con la Luceat che ha portato a realizzare su fibra plastica il My Home, sistema di cablaggio domestico per il controllo e l’automazione delle abitazioni private. La Luceat non ha inventato la fibra plastica ma ha rivoluzionato il suo uso e studiato le sue infinite applicazioni. In un futuro prossimo la fibra plastica potrà infrangere le ultime barriere alla comunicazione grazie anche alla facilità di installazione e ai contenuti costi di produzione e manutenzione. La televisione via internet o il VoIP sono il primo passo verso un cambiamento destinato a dotare ogni abitazione di un canale per la videosorveglianza, la telemedicina, telesoccorso, internet ad altissime velocità. Nel 2006 i ricavi totali della Luceat sono stati di 423 mila euro in quanto l’azienda era impegnata esclusivamente nella ricerca, in cui ha investito complessivamente oltre 2,5 milioni di euro; alla fine del 2007 il fatturato ha raggiunto un milione di euro. È l’unica micro impresa europea, con 10 dipendenti, ad aver ottenuto fondi per la partecipazione a due progetti co-finanziati dalla Commissione europea: il Pof-All, il cui obiettivo è di dimezzare il costo di installazione della fibra ottica nell’ultimo miglio per le reti a banda larga, e al quale partecipano tra gli altri la Fastweb e la Siemens; e il Polycom, che mira a sviluppare, in collaborazione con quattro partner universitari, un «interruttore ottico» su fibra ottica plastica. L’azienda è partner di Centri di ricerca e di Istituti universitari come il Politecnico di Torino, l’Università di Brescia e l’Istituto Superiore Mario Boella di Torino; investe consistenti risorse nella ricerca per aumentare la qualità delle tecnologie usate e delle soluzioni realizzate. (Fer. Bru.)
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