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AGUSTA:

CENT’ANNI DI VOLO
VERTICALE RENDONO
GIOVANI

a cura di
ROMINA CIUFFA



Da sinistra: l’amministratore delegato dell’Agusta Giuseppe Orsi, il presidente
e amministratore delegato
del Gruppo Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, il presidente dell’AgustaWestland Amedeo Caporaletti


ento anni e non sentirli. Per aria il tempo si ferma, forse, e le cose sembrano dall’alto davvero piccole. I problemi sembrano inferiori. Sarà allora questo il trucco secolare dell’AgustaWestland per risolverli e per divenire grande. Guardare dall’alto al basso, in un certo senso, significa fierezza, significa essere tra i giganti non più Lilliput. Significa garantire protezione. Perché questo è quello che si fa dall’alto: si protegge. Significa non avere paura. Difendere.
Cento anni in volo e cento anni per terra. Auguri ad Agusta, quest’anno, che ne fa esattamente cento. In aria, perché la strada è stata in salita e allora è toccato volare, innalzarsi in volo, rischiare, planare. È toccato prendere il vento in faccia e costruire più di 4 mila elicotteri di 20 modelli diversi, fino a soddisfare anche il primo uomo del mondo, il presidente americano, che userà proprio un elicottero AgustaWestland.
Elicotteri serviti a soddisfare esigenze civili e governative in tutto il mondo. Oggi, a capo della società elicotteristica sotto l’egida del Gruppo Finmeccanica, c’è Giuseppe Orsi che dirige l’AgustaWestland come «one single company», una sola azienda, integrazione vincente che pone l’Italia non più a Lilliput ma tra gli attori mondiali, e fa dell’ingegnere Orsi, insieme al presidente Amedeo Caporaletti, uno dei protagonisti di questa storia. Perché ieri c’erano altri.

Oggi ci sono loro. Domani, ci saranno i giovani. È ufficiale. L’ha detto proprio l’Ingegnere numero uno degli elicotteri, l’ha promesso: ha reso i nuovi giovani protagonisti del futuro dell’AgustaWestland. Saranno loro - ne è sicuro Orsi - il sinonimo del volo verticale nel mondo. Parla proprio a loro, a quei giovani « che noi definiamo con i piedi nel presente e la testa nel futuro–specifica–, i nostri giovani». È così che l’Agusta festeggia il proprio centenario. Invita Michael Schumacher (che accetta) come a dire «Siamo veloci anche noi», e tutti i giovani (che accettano) come a dire «Rinasciamo ogni giorno»; e scarta l’idea del convegno ufficiale perché è giusto partire verso il secondo centenario solo con i propri dipendenti, quelli che fisicamente e intellettualmente mettono le ali sugli elicotteri, che volano e che progettano i mezzi su cui s’innalzerà il domani.
«Abbiamo 100 anni ma siamo giovani e pronti per i prossimi 100 anni». Come dire Lilliput ma anche l’Isola che non c’è. Perché? «Non solo perché il 30 per cento di noi ha meno di 35 anni, ma soprattutto perché, indipendentemente dall’età anagrafica, giovani sono la volontà e la capacità di innovare, di perseguire un sistema di innovazione continuo nei prodotti e nei processi, nel rapporto con i clienti e nella gestione delle risorse umane; è giovane il nostro entusiasmo, il piacere, l’interesse, la capacità di affrontare e vincere le grandi sfide che il mondo ci presenta. È giovane la nostra curiosità di conoscere, di integrarci con altre culture, di confrontarci con altre esperienze, di reinventarci. E poi è giovane il nostro grande desiderio di continuare a crescere, di avere sempre più successo, di guardare sempre avanti».

«Guardatevi, conoscetevi–incita Orsi–: siete in tanti; siete forti, avete entusiasmo, potete farcela. Dovete farcela». Un secolo di storia italiana che viene forgiata negli stabilimenti di Cascina Costa, Somma Lombardo, Frosinone, Brindisi, quindi Filadelfia, Londra. Spetta ai giovani trarre insegnamento dai tanti traguardi raggiunti per accettare le sfide e affrontarle con le migliori capacità. E una previsione, anzi un impegno: d’ora in poi nel mondo non vi saranno più gare nel settore elicotteristico alle quali l’AgustaWestland non parteciperà e non figurerà tra i primi candidati alla vittoria. «Festeggiamo quindi oggi i nostri 100 anni orgogliosi dei successi ottenuti e fiduciosi nel nostro futuro, visto che, grazie a tutti i clienti, al partner azionista, alle istituzioni, ai dipendenti, il nuovo secolo di vita che abbiamo cominciato vedrà sicuramente l’AgustaWestland diventare sinonimo di volo verticale nel mondo».
Innovazione, grandi sfide, crescita, integrazione e una grande squadra di operai, di impiegati, di piloti, di dirigenti, hanno trasformato la dimensione dell’Agusta: da quella originale di Cascina Costa alla dimensione di oggi, che è il mondo. Li spiega uno ad uno, il pilota numero uno dell’AgustaWestland. Così.

L’AgustaWestland in 4 punti

«L’esempio più visibile della nostra capacità di innovare è il convertiplano BA609, che rappresenta l’inizio di una discontinuità nello sviluppo del nostro prodotto, l’elicottero, un’innovazione tecnologica che rafforzerà la nostra predominanza in un settore ad alta tecnologia quale è quello del volo verticale e, più in generale, in quello dell’industria aerospaziale. Il BA609 non è, né vuole essere un punto di arrivo, ma il punto di partenza per il futuro, un futuro che vedrà il volo verticale nelle sue varie espressioni come un elemento essenziale della mobilità umana. Dobbiamo perseguire con ostinazione l’obiettivo di immaginare il futuro prima dei concorrenti e di progettarlo e realizzarlo meglio e in anticipo su tutti».

«Abbiamo vinto grandi sfide a livello mondiale: è sufficiente ricordare la vittoria nella gara par l’elicottero del presidente degli Stati Uniti, la recente gara in Turchia e la speciale partnership con il Governo inglese. Oggi e in futuro non ci sarà più, a livello mondiale, un’importante gara nel settore elicotteristico che non vedrà l’AgustaWestland non solo fra i protagonisti, ma fra quelli più accreditati al successo. Ed è solo attraverso il successo continuo in queste grandi sfide che consolideremo la nostra leadership mondiale».

«Il nostro fatturato ha superato i 2,7 miliardi di euro, lo scorso anno abbiamo consegnato 170 elicotteri, quest’anno dovremo consegnarne più di 180. Abbiamo celebrato di recente l’ampliamento dello stabilimento di Anagni; nei prossimi mesi inaugureremo una nuova linea di assemblaggio per l’AW139 nello stabilimento di Filadelfia, la nuova struttura per le trasmissioni a Cascina Costa e, successivamente, uno stabilimento in Cina. Abbiamo partnership in tutto il mondo e intendiamo ampliare ancora in modo rilevante la nostra rete di alleanze internazionali. È la prova che l’AgustaWestland si sta evolvendo verso una dimensione e una presenza nel mondo che ne consolideranno sempre più la posizione di leader mondiale nel settore».

«È ormai operativa un’organizzazione, quella unitaria delle due società Agusta e Westland, che ha portato tutte le strutture di vertice, commerciali e operative, italiane, inglesi e americane, a operare completamente integrate. Non c’è settore nell’azienda, dalla ricerca alla produzione, dal commerciale all’assistenza, in cui non siamo integrati in un’unica struttura nella quale lavorano insieme italiani, inglesi e americani valorizzando le migliori risorse umane e il know how tecnologico delle due storiche aziende che, in soli tre anni dall’acquisizione del controllo da parte della Finmeccanica, sono divenute un’unica realtà a livello mondiale».

1907-2007:
UN SECOLO «AGUSTO»

Il nome Agusta compare sin dai primordi della storia dell’aviazione. È nel 1907 che Giovanni Agusta, nato a Parma nel 1879, progetta e realizza l’AG-1, un aliante biplano che compie il primo volo sulla piazza d’armi di Capua. Dopo la prima guerra mondiale Giovanni fonda la ditta Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta, con officine a Tripoli, Bengasi e Foggia. Nel 1923, con la moglie Giuseppina e i figli, si trasferisce a Cascina Costa, sul campo di volo Gaspare Bolla, dove avvia l’attività di riparazione e revisione dei trimotori Caproni.

Nel 1927 Giovanni muore prematuramente e l’azienda passa sotto la guida della moglie Giuseppina e del primogenito Domenico. A Cascina Costa l’Agusta amplia la propria attività  producendo su licenza velivoli Fiat, Breda, Imam e Siai.  Con la fine del secondo conflitto mondiale Agusta viene a trovarsi in una fase di stallo a causa del divieto alla prosecuzione della produzione aeronautica. Approfittando del boom del settore motociclistico e della superiorità delle proprie conoscenze nel settore meccanico, Domenico, ormai da solo a capo dell’azienda, decide di fondare una società per la produzione e la commercializzazione di motoveicoli. Nasce così, il 12 febbraio 1945, la Meccanica Verghera (M.V.) che produrrà oltre trenta modelli, in varie versioni, di grandissimo successo.

Ma è al Reparto Corse che la M.V. Agusta deve la propria fama e notorietà: dal 1952 al 1976 esso riuscirà a portare i propri piloti sul gradino più alto del podio per ben 3 mila volte. In 25 anni i Gran Premi vinti saranno 279 e i Campionati Mondiali 76. Nel frattempo, nel 1950, a Cascina Costa riprende finalmente l’attività aeronautica con la realizzazione di una piccola serie di biplani. Ma è nel 1952 che le sorti aeronautiche dell’Azienda subiscono una svolta decisiva: l’11 agosto  Agusta firma un accordo con l’americana Bell e raccoglie la sfida del futuro, costruire e vendere elicotteri.

Il 22 maggio 1954 decolla da Cascina Costa il primo elicottero realizzato dall’azienda, l’Agusta-Bell 7G, e due anni più tardi, il 13 maggio 1956, sono già cento gli elicotteri consegnati agli operatori in tutta Europa. La produzione di elicotteri ha un notevole impulso negli anni Sessanta con la firma di accordi con gli altri costruttori statunitensi Sikorsky, Boeing e McDonnell Douglas. 

Sin dal 1958 Agusta si dedica anche alla costruzione di elicotteri di propria progettazione. Sono realizzati e sperimentati vari modelli, dal pesante A101G ai leggeri A103, A104, A105 e A106. Il 4 agosto 1971, a pochi mesi dalla morte di Domenico, vola per la prima volta l’A109, un elegante e veloce bimotore quadripala con caratteristiche innovative ed alte prestazioni, che entra in produzione nel 1975. Pochi anni dopo, l’Agusta decide di realizzare anche un elicottero da combattimento per rispondere alle esigenze dell’Esercito italiano: nasce così l’A129 Mangusta, il primo elicottero da combattimento ad essere progettato e realizzato interamente in Europa. Con l’A109 e l’A129 Mangusta l’Agusta entra a pieno titolo nel ristretto numero delle aziende elicotteristiche leader a livello mondiale. 

Nel 1973 la famiglia Agusta vende il 51 per cento della società all’Ente di Stato Efim, che punta a realizzare un polo aerospaziale acquisendo varie aziende e ponendole sotto il controllo dell’Agusta. Nasce, così, il Gruppo Agusta strutturato in tre divisioni, Aeroplani, Elicotteri e Sistemi aerospaziali. Negli anni successivi vengono avviate la cooperazione con l’inglese Westland per la progettazione dell’elicottero trimotore da 15 tonnellate EH101 e, con le industrie aeronautiche francesi, tedesche e olandesi, quella per l’elicottero da 11 tonnellate  NH90. All’inizio degli anni Novanta la liquidazione dell’Efim e una generalizzata crisi del mercato si ripercuotono gravemente sul Gruppo rendendone indispensabile una profonda riorganizzazione.

Nel 1992, sotto la guida dell’ing. Caporaletti, viene avviato il piano di ristrutturazione: si concentrano attività e risorse nel settore elicotteristico, si attua un riassetto organizzativo e industriale basato sulla specializzazione delle unità produttive nelle tecnologie strategiche dell’elicottero e si ridefinisce la gamma di prodotti dedicando adeguate risorse all’innovazione tecnologica. Nel 1995 la gamma degli elicotteri Agusta si amplia con l’A129 International, nel 1996 con l’A109 Power e, nel 1998, con l’A119 Koala. Le azioni intraprese, la conseguente ritrovata competitività e l’entrata nella Finmeccanica rilanciano l’Agusta tanto da indurre la Bell, nel 1998, a diventarne partner nello sviluppo dell’elicottero A139 e del convertiplano B609. 

Nel 2000 la Finmeccanica e la britannica GKN decidono di costituire un’alleanza attraverso le proprie controllate Agusta e Westland: nasce così l’AgustaWestland il cui immediato successo sul mercato globale porta a una fondamentale decisione che s’inserisce nel contesto strategico delineato dall’azionista: il 28 luglio 2004 la Finmeccanica acquisisce la quota del 50 per cento detenuta nella joint venture dalla britannica GKN e Orsi succede a Caporaletti come amministratore delegato. Questa decisione anticipa di poco uno dei più prestigiosi successi commerciali dell’azienda: il 28 gennaio 2005 la Marina degli Stati Uniti annuncia che l’elicottero US101, versione per il mercato americano dell’EH101, viene selezionato per la nuova flotta destinata al trasporto del presidente degli Usa.

Un altro momento storico è il 9 novembre 2006: nell’aeroporto militare di Cameri vola per la prima volta in Europa il convertiplano BA609. Per garantire la continuità del successo nei mercati mondiali l’AgustaWestland avvia la realizzazione di una piena, estesa integrazione operativa delle tre realtà, italiana, inglese e americana. All’inizio del 2007 è un’unica società, completamente integrata, che opera per diventare «sinonimo di elicotteri e volo verticale» in tutto il mondo.  

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