Quel
che cerca di propinarci d' estate (ma non solo) certa stampa
di VICTOR CIUFFA
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uante
amenitý, ovvero mistificazioni, abbiamo dovuto leggere lo scorso mese di
agosto sui pi˜ autorevoli quotidiani nazionali? Al ritmo medio di un paio
al giorno, le abbiamo lette, ma immediatamente dimenticate grazie alla maggiore
distrazione determinata dalle vacanze. Questo non significa che non siano
state scritte. Per cui, se dovessimo rileggerle ora che la gente Ë tornata
ai problemi e alle preoccupazioni quotidiane e ha riacquistato il normale
livello di attenzione e di buon senso, dovremmo chiederci come e perchÈ
alcuni opinionisti, giornalisti ed esponenti politici non si rendano conto
che certi articoli e certe dichiarazioni, scritte o pronunciate con sussiego,
solennitý e serietý, potrebbero figurare in uníantologia di barzellette,
facezie, boutades, non sense. Qualche esempio. Un opinionista di un importantissimo
giornale ha scritto che ´Forza Italia Ë nata grazie al sistema elettorale
maggioritario e comincerý a morire se esso verrý abbandonatoª; quindi nella
sua nascita non cíentrerebbero niente la caduta del comunismo che ha travolto
líintero sistema dei partiti, líemersione di tangentopoli e la conseguente
esplosione delle inchieste giudiziarie che hanno sgominato la vecchia classe
politica. Ma allíinizio degli anni 90, cíË da chiedersi, quellíopinionista
era giý in Italia o ancora non vi era sbarcato dal pianeta Marte? Ecco un
altro, diverso esempio, tratto da un altro grande giornale. ´Il fuoco, insieme
ad altri sistemi illeciti, Ë diventato ormai una tecnica collaudata attraverso
la quale far sparire prove, risparmiare sui costi di smaltimento e ripristinare
apparentemente lo status quo a costo zero, lasciando perÚ i segni indelebili
di un inquinamento permanenteª: a dire il vero, nessun giornale ha riferito
che bruciavano le discariche, ma hanno sempre parlato di salubri boschi;
e non si era mai sentito dire, prima, che il fuoco inquina, semmai che purifica.
Ancora sui roghi estivi: ´Ormai Ë certo che la pineta di Castelfusano Ë
stata incendiata da chi progettava di ricavare profitto da quel disastro
ambientaleª; ossia da chi ´mira ai soldi del rimboschimentoª e cioË ´mafia,
camorra, crimine organizzatoª. Ma i soldi del rimboschimento non li erogano
lo Stato, le Regioni, gli enti locali? Insomma i pubblici amministratori
e i politici, a cominciare dal Governo e dal Parlamento? E costoro fanno
vincere le gare a mafiosi, camorristi e criminali? O, viene il dubbio, vanno
addirittura loro ad appiccare gli incendi? Evidentemente siamo di fronte
non ad analisi di opinionisti, ma a battute da antico avanspettacolo; anzi,
neppure gli autori e i comici dellíavanspettacolo sarebbero riusciti a scrivere
e recitare battute del genere ai loro pur semplici ed ingenui pubblici.
Un altro opinionista ha attaccato ´le corporazioni che frenano il Paeseª
e ´i privilegi di pochi, che paghiamo tuttiª; ha fatto líesempio dei farmacisti
che si oppongono alla vendita di aspirina nei supermercati, dei tassisti
che guadagnano accompagnando gli anziani senza patente a comprarla in farmacia,
degli avvocati che prolungano i processi per guadagnare di pi˜ sui clienti.
E ha ricordato che il commercio Ë materia esclusiva delle Regioni e che
il Governo, secondo il ministro Antonio Marzano, ´ha le mani legateª. Ma
non ha scritto una parola contro la corporazione dei politici regionali
ai quali anzi il Governo compreso il ministro Marzano, ossia i politici
nazionali, con il federalismo stanno dando sempre pi˜ poteri e sempre pi˜
soldi, ovviamente prelevati in misura sempre maggiore dalle tasche dei cittadini.
Non tocchiamo poi quello che Ë sono stati costretti a leggere agli italiani
in vacanza - ma non solo in vacanza - sulla riforma costituzionale: uno
stillicidio di esempi, riferimenti; richiami, paragoni con sistemi vigenti
in altri Paesi, ovviamente da introdurre in Italia. CíË chi consiglia il
modello tedesco e chi suggerisce quello francese; a chi piace líinglese
e chi predilige líamericano. Insomma secondo questi esimii opinionisti,
solitamente professori díuniversitý, noi italiani dobbiamo sempre copiare
dagli altri. Mai che consiglino ad altri Paesi di adottare il modello di
uníistituzione prettamente italiana; mai che ne citino una copiata da altri.
Evidentemente del diritto - nel caso particolare quello costituzionale -,
líItalia non Ë la culla come abbiamo sempre creduto, ma il cestino dei rifiuti.
Potrei continuare a lungo ma non voglio annoiare. Non posso perÚ tacere
líampio risalto dato dalla ´grande stampaª nazionale a uníamenitý, ovvero
ad una mistificazione della veritý: il ricorso, per superare le difficoltý
delle finanze statali, al lease back, ossia alla vendita delle sedi dei
Ministeri a gruppi finanziari privati che li riaffitterebbero allo Stato,
ossia agli stessi Ministeri. Giý esistono esempi - a 100 metri da Palazzo
Chigi e dal Parlamento -, di edifici di proprietý di aziende pubbliche venduti,
nella furia privatizzatrice tuttora in atto, ad affaristi privati che li
hanno subito affittati. Indovina a chi? Allo stesso Stato. Il lease back,
si Ë scritto, frutterebbe allo Stato 30 miliardi di euro; e figuriamoci
quanto ai gruppi finanziari acquirenti, che avrebbero inquilini solvibili
e canoni garantiti per un gran numero di anni. Quale il giudizio della ´grande
stampaª, di proprietý anchíessa di grandi gruppi finanziari? ´Non cíË dubbio
che líipotesi sarý attentamente vagliata, anche alla luce dei problemi del
bilancio dello Statoª. Come fa ad essere cosÏ sicura? E come fa la stessa
a sostenere che, invece, il progettato condono edilizio ´gli esperti dubitano
che possa fruttare pi˜ di 2 o 3 mila miliardi di euroª, quanto cioË fruttÚ
quello del 1983? Non sono passati ventíanni, non sono aumentati líinflazione
e líabusivismo? E perchÈ gli ´espertiª citati da tale stampa non calcolano
líIrpef, líIci e la tassa sui rifiuti non pagate sugli edifici abusivi in
quanto non accatastati? Al sole díagosto i lettori non ci avevano riflettuto,
ma al fresco di settembre capiscono líintento di certi articoli: il condono
edilizio, oltre ad avvantaggiare una massa anonima, fornirebbe allo Stato
risorse finanziarie tali da ridurre o rendere inutili le vendite dei Ministeri,
compromettendo quindi gli affari dei grandi e non anonimi gruppi finanziari
privati. |