TV E MINORI.
NON BASTA LA CENSURA, OCCORRONO NUOVI PROGRAMMI
di ALFREDO
MEOCCI

Commissario
dell' Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni
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minori che guardano la televisione tutti i giorni superano lí80 per cento
del totale e i bambini tra i 6 e i 10 anni sono quelli che la seguono di
pi˜. Cresce perÚ anche líinteresse dei minori verso internet e, secondo
una recente ricerca dellíEurispes, sono 350 mila i piccoli utenti italiani
che non hanno ancora terminato le scuole elementari. Esiste, quindi, un
crescente interesse di questa fascia díetý verso i mezzi di comunicazione
tradizionali e non. Ma questo interesse Ë reciproco? Ovvero: cíË un rapporto
privilegiato dei media con i minori? Per quanto riguarda la televisione,
sembra proprio il contrario. Líanalisi dei palinsesti dimostra che esiste
un disinteresse della tv nei confronti dei minori, che sono il target pi˜
dimenticato dalla nostra televisione; i programmi sono per lo pi˜ rivolti
agli adulti, e gli adolescenti si adattano allíofferta muovendosi tra cartoni
animati che li riportano allíinfanzia e ´soap operasª che li proiettano
nel mondo degli adulti. La televisione che entra nelle case Ë ancora ´generalistaª,
offre i propri programmi indistintamente a tutte le categorie di telespettatori,
cercando di raggiungere il pi˜ elevato livello di audience. Una televisione
di questo tipo basa principalmente la tutela del minore sullíorario di trasmissione
dei programmi o sui sistemi di segnalazione volti ad informare i telespettatori
della natura dei programmi trasmessi; díaltro canto, attraverso líabbonamento
alla televisione a pagamento, i genitori possono verificare che il servizio
da essi scelto non presenti contenuti non adatti ai loro figli e, grazie
ai diversi espedienti tecnici proposti, sono messi in grado di impedire
il ricevimento di alcuni programmi in loro assenza. Esiste anche una tutela
legislativa -art. 15, comma 13 della legge 223/90 - che sancisce il divieto
di trasmettere tra le ore 7 e le 22,30 i film cinematografici vietati ai
minori di 14 anni, mentre il divieto persiste sempre per quelli vietati
ai minori di 18 o per i programmi dal contenuto osceno o che, pi˜ in generale,
possono nuocere allo sviluppo psichico o morale dei minori perchÈ contenenti
scene di violenza gratuita o pornografiche; tale divieto Ë esteso alle 23
per i film per la tv. Inoltre, il Codice di regolamentazione convenzionale
del 1993 ha introdotto la cosiddetta fascia protetta, che va dalle ore 16
alle 19 e che contiene la programmazione quotidiana prevalentemente dedicata
ai minori. La tutela legislativa e il controllo sui programmi televisivi
trasmessi sono sicuramente strumenti importanti per evitare che i minori
assistano a programmi nocivi per il loro sviluppo fisico e psichico, ma
da soli forse non bastano. In uno scenario di ampio respiro dominato dallo
sviluppo tecnologico, la questione veramente importante Ë la riscoperta
del ruolo educativo della televisione, che deve essere svolta attraverso
líofferta di programmi di elevata qualitý rivolti in modo specifico ai minori.
In un mondo come quello televisivo, che si arricchisce sempre pi˜ di nuovi
contenuti e di nuove piattaforme tecnologiche, la televisione dovrebbe essere
dedicata anche ai minori e svolgere apertamente e dichiaratamente un ruolo
pedagogico e non pi˜ solo di intrattenimento, fornendo gli strumenti che
permettono ai minori di orientarsi nel vario mondo della comunicazione e
dei suoi linguaggi. Se si sposta líattenzione dalla tutela legislativa -
che sicuramente Ë importante ma da sola non basta - alla necessitý che la
televisione svolga un ruolo educativo offrendo contenuti di elevata qualitý,
cambia il modo di concepire il target dei minori, che non viene pi˜ considerato
una categoria debole da difendere ma un mondo formato da individui flessibili,
aperti ad infiniti stimoli e sollecitazioni, pi˜ selettivi e critici dei
loro padri ma soprattutto pi˜ curiosi; e la televisione - mezzo di comunicazione
che entra in tutte le case - non puÚ non tener conto di queste esigenze,
e deve essere in grado di stimolare gli interessi degli adolescenti e di
guidare la loro crescita. La prevenzione e la tutela dei minori deve puntare
soprattutto a raggiungere líobiettivo di creare una nuova tv per i ragazzi
in grado di offrire programmi dal contenuto qualitativo elevato; ma tale
obiettivo non puÚ essere perseguito attraverso il solo controllo dei programmi
esistenti o attraverso la censura di alcuni di essi. Il minore deve essere
in grado di ricevere tutti i tipi di contenuti e di affrontare i temi proposti
con spirito critico. Per arrivare a ciÚ, perÚ, Ë necessario intraprendere
un processo educativo che abbia come obiettivo líinstaurazione di un rapporto
tra minori e media non pi˜ caratterizzato da passiva soggezione ma che veda
i ragazzi protagonisti, coinvolgendo anche i genitori e gli educatori in
un dialogo continuo fatto di scambi di opinioni e di punti di vista. Líeducazione
ai media, consentendo di sviluppare il senso critico degli adolescenti e
dei bambini, permetterebbe di rafforzare le loro esigenze in termini di
qualitý e varietý dei contenuti, sviluppando una domanda di programmi audiovisivi
che non potrebbe essere ignorata dalle emittenti televisive. Attraverso
líeducazione allíuso dei media impartita dalle famiglie, dagli insegnanti
e dagli educatori, si genererebbe, quindi, un circolo virtuoso che vedrebbe
crescere lo spirito critico dei minori, che piano piano imparano a ricevere
e ad elaborare i contenuti televisivi, e a chiedere al mercato programmi
con temi nuovi e di elevata qualitý, fino a quando, a lungo andare, le emittenti
televisive stesse avranno come obiettivo la creazione di argomenti sempre
pi˜ ´a misura di ragazzoª. Líobiettivo della tutela dei minori deve quindi
essere conseguito attraverso la promozione di un sempre pi˜ positivo e attivo
rapporto tra i minori e i mezzi di comunicazione, alimentato dallíofferta
di contenuti di elevata qualitý adatti alle diverse fasi di crescita. Dagli
studi, dai dibattiti, nonchÈ dai contatti avuti con esperti nellíambito
della realizzazione del progetto speciale sulla tutela dei minori portato
avanti dallíAutoritý per le garanzie nelle comunicazioni, sono emerse idee
e indicazioni su possibili azioni da intraprendere per migliorare concretamente
il rapporto tra minori e mezzi di comunicazione. » stata evidenziata, ad
esempio, líopportunitý di istituire presso le emittenti televisive la figura
del responsabile della programmazione dedicata ai minori, quale esperto
del settore in grado di selezionare i contenuti pi˜ adatti al target di
riferimento, garantirne la qualitý e fare da filtro con líesterno; questo
giý significherebbe porre attenzione al target dei minori considerandolo
differente - e magari pi˜ delicato - rispetto a tutti gli altri; significherebbe
fare un passo avanti riconoscendo la necessitý di avere una programmazione
ad hoc che si occupi e si preoccupi dei minori e della creazione di programmi
adatti a loro, ricchi di contenuti formativi in grado di sviluppare il loro
senso critico e stimolare la loro curiositý. Tra líaltro, ricordo che nella
risoluzione approvata dalla Commissione parlamentare per líinfanzia il 12
febbraio 2003 viene proposto al Governo di attivarsi al fine di prevedere
líistituzione, in ogni emittente televisiva, di un responsabile della programmazione
rivolta ai minori, al quale líAutoritý puÚ rivolgersi per chiedere chiarimenti
in merito alla programmazione stessa. » emersa anche líidea relativa alla
creazione di un canale televisivo generalista tematico rivolto esclusivamente
ai ragazzi, che sia in grado di tenere in considerazione le loro esigenze
conoscitive, di far presa sui loro interessi, di usare un linguaggio a loro
familiare. La creazione di un canale specifico sarebbe facilitata dallíintroduzione
della tecnologia digitale che, moltiplicando il numero dei canali e introducendo
líinterattivitý, determinerý il passaggio dalla televisione generalista
a quella diversificata, nonchÈ un cambiamento nel modo di costruire e gestire
il palinsesto, che si arricchirý di programmi con contenuto specifico diretti
ai differenti target. Uníaltra proposta emersa Ë quella della RaiSat Ragazzi,
che intende presentare un progetto operativo diretto a realizzare una guida
multimediale che promuova e pubblicizzi prodotti di qualitý rivolti e selezionati
da bambini e ragazzi; líobiettivo Ë quello di classificare alcuni contenuti
- trasmessi da differenti mezzi di comunicazione - specificamente rivolti
ai minori e che, stimolando la loro attenzione e curiositý, siano in grado
di favorire un processo di educazione e di formazione. Questa riflessione
aiuta a capire che la televisione, mezzo di comunicazione per eccellenza,
per aiutare i minori nel loro sviluppo, deve riscoprire il proprio ruolo
educativo, proponendo programmi innovativi che abbiano contenuti formativi
in grado di coinvolgerli, e quindi non puÚ rimanere sempre uguale a se stessa
ma deve evolversi e sostituire alla ripetitivitý la capacitý di invenzione,
allíassonnata generalitý líappassionata specificitý di un punto di vista
ben preciso. Forse solamente cosÏ potrebbe contribuire in modo costruttivo
alla crescita degli adolescenti che saranno gli adulti della societý di
domani. |