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RINALDO PETRIGNANI:
ARRIVA IL DREAMLINER DEI
CIELI



intervista al presidente
della Boeing Italia

 

 

on le sue dimensioni la Boeing Company Ë la maggiore industria aerospaziale del mondo. Una sorta di sintesi perfetta della storia stessa dellíaviazione. La Boeing Ë infatti il pi˜ grande costruttore al mondo di satelliti, velivoli commerciali e aerei militari. Inoltre Ë leader nel campo della difesa missilistica, del volo spaziale umano e dei servizi di lancio. Il suo quartier generale Ë a Chicago, ma i suoi 160 mila dipendenti sono sparsi in 70 Paesi e in 38 Stati Usa; 43 di essi lavorano in Italia tra Roma, Napoli, Venezia, Milano e Torino, nel campo dei rapporti con i fornitori e i partner, dei servizi operativi, delle attivitý commerciali e del marketing. Al di lý dei numeri che potrebbero sembrare irrisori, la Boeing Italia rappresenta un punto di eccellenza con grandi potenzialitý di sviluppo. A dare concretezza a queste prospettive Ë stato chiamato Rinaldo Petrignani, dal marzo del 2002 presidente della Boeing Italia. Specchio Economico líha intervistato per chiarire se e come líItalia potrý contribuire a riportare la societý ai livelli di vendita anteriori allí11 settembre 2001, il giorno in cui fu compiuto líattentato delle torri gemelle di New York. Domanda. Da quanto tempo la Boeing Ë presente in Italia? Risposta. Il rapporto tra la Boeing e líItalia risale a circa 50 anni fa. I primi aerei Boeing, infatti, furono venduti alle compagnie aeree italiane nel 1951. Fin dallíinizio si stabilirono rapporti intensissimi tra líindustria italiana e la Boeing che, devo dire, hanno dato e continuano a dare grande soddisfazione ad entrambe le parti. Solo per citare qualche numero, nel 2002 la Boeing ha comprato dai fornitori italiani prodotti per circa 260-270 milioni di dollari. I fornitori pi˜ importanti sono líAlenia Aeronautica e líAlenia Spazio, ma nel complesso sono 11 i fornitori diretti e molti altri quelli indiretti che vendono i loro prodotti alla Boeing. La nostra presenza alimenta in Italia circa 6.200 posti di lavoro, di cui 2.100 sostenuti direttamente dalle commesse e 4.100 generati nellíindotto. Si tratta, quindi, di una presenza importante che si inserisce perfettamente nel quadro di quella che definirei la politica di globalizzazione della Boeing. Globalizzazione vuol dire utilizzare il mercato mondiale non soltanto per vendere, ma anche per acquisire prodotti, servizi, tecnologie, risorse finanziarie e umane. Si tratta di uníintegrazione che la Boeing cerca di realizzare nel mercato di quei Paesi che essa considera strategici per il proprio sviluppo, tra cui líItalia. In questíottica la Boeing intende rafforzarsi nel nostro Paese ed espandervi la presenza. Vogliamo vendere e comprare di pi˜, ma soprattutto vogliamo diventare parte della realtý economica italiana e presentarci sempre pi˜ come una societý facente parte del tessuto economico di questo Paese. Oltre ad avere in Italia fornitori diretti, il nostro obiettivo Ë quello di creare una stabile realtý industriale attraverso una collaborazione e integrazione con societý italiane. Questo Ë un obiettivo che richiederý uníattenta ricognizione di tutte le opportunitý e che speriamo possa realizzarsi in tempi brevi. La figura di country Executive, che io ricopro in qualitý di presidente della Boeing Italia, Ë stata creata poco pi˜ di un anno fa. D. Quale politica commerciale attuate nel nostro Paese? R. Oggi la Boeing si presenta sul mercato italiano con i propri prodotti sia commerciali sia di carattere militare. In questo senso vorrei illustrare alcuni dei risultati raggiunti nel corso dellíultimo anno. Innanzitutto líaccordo strategico siglato con la Finmeccanica lo scorso gennaio dopo un negoziato durato quasi un anno. Abbiamo siglato quello che, in termini tecnici, viene chiamato ´Memorandum of Understandingª e che rappresenta la traccia per líintensificazione dei rapporti industriali tra i due gruppi. Siamo convinti che, per entrambe le parti, la firma di questo accordo rappresenta una scelta strategica in vista di una collaborazione a lungo termine. Possiamo dire che la Boeing considera oggi la Finmeccanica il proprio partner principale in Italia. D. Che cosa state sviluppando insieme con la Finmeccanica? R. Stiamo portando avanti una serie di progetti. Il pi˜ futuristico Ë la collaborazione per la realizzazione del nuovo aereo super-efficiente 7E7. Il 7E7 Ë realizzato per la fascia intermedia del mercato. Si tratta di un aereo che avrý una capacitý di 200-250 posti e che, secondo la Boeing, rappresenta il prototipo di quella che Ë la filosofia del traffico aereo del futuro: la possibilitý di stabilire collegamenti diretti da punto a punto senza scali. Questa Ë, secondo noi, la sfida vincente. Una risposta alla politica dei super aerei da 600-700 posti che altre societý stanno perseguendo e che, a nostro avviso, creeranno problemi di controllo, di sicurezza e di congestione del traffico. Líaereo da 200 posti rappresenterý un modello di riferimento per la sua larghissima autonomia, la sua alta velocitý e la possibilitý di impiegare tecnologie avanzate come le strutture composite in luogo dellíalluminio, che permetteranno un forte risparmio nei consumi di carburante. Il 7E7, infatti, ha la stessa velocitý del 777, ma una maggiore autonomia e una capacitý di risparmio energetico del 20 per cento rispetto ai modelli attualmente esistenti. Líaereo Ë stato battezzato ´dreamlinerª con un referendum popolare che la Boeing ha lanciato tramite internet, sarý proposto al mercato tra la fine di questíanno e gli inizi del 2004 ma sarý operativo intorno al 2007-2008. Per la sua realizzazione líAlenia Aeronautica Ë fortemente impegnata sul piano industriale - con una partecipazione del 10-20 per cento -, tecnologico e finanziario. » un prodotto che vorrei definire il risultato dellíalleanza strategica tra la Boeing e la Finmeccanica. Inoltre líAlenia Aeronautica Ë stata scelta dalla Boeing come uno dei principali fornitori internazionali ed Ë prevista anche la possibilitý per la societý italiana di partecipare allíassemblaggio di parti di questo aereo. Líidea di fondo Ë quella di portare, sul luogo dellíesecuzione finale, parti giý assemblate allo scopo di ridurre i tempi dellíultima fase. Io non sono un tecnico, ma ho sentito dire che si potrebbe arrivare a montare líaereo in soli 4 giorni. D. Con il gruppo Finmeccanica state lavorando anche ad altri progetti? R. Il 7E7 Ë soltanto líesempio pi˜ recente dellíattivitý oggetto del memorandum firmato 6 mesi fa. Giý da anni, infatti, líAlenia lavora con la Boeing costruendo líintera fusoliera del 717, che dispone di 100-120 posti. Inoltre partecipa alla costruzione di parti importanti del 757 e del 767. Ho un ricordo personale. Nel luglio del 1981 mi trovavo, in qualitý di ambasciatore díItalia negli Stati Uniti, alla cerimonia di ´roll outª del 767 con il mio amico Renato Bonifacio allora presidente dellíAeritalia, societý da cui poi nascerý líAlenia. Rivolgendosi a noi in modo che tutti sentissero, il presidente della Boeing ci disse: ´Voi italiani siete bravi come i giapponesiª. Erano gli inizi degli anni 80, in cui il Giappone sembrava irraggiungibile dal punto di vista tecnologico. Non tutti sanno che il 17 per cento del 767 Ë costruito in Italia. Questi sono esempi dei rapporti che esistono giý da tempo tra la Boeing e líindustria italiana. Il 7E7 Ë un nuovo capitolo che si apre e che avrý sicuramente un successo maggiore dei suoi predecessori. D. QualíË la situazione del mercato dopo lí11 settembre? R. Certamente quellíattentato ha avuto conseguenze drammatiche per le linee aeree, facendo diminuire in maniera massiccia il numero dei passeggeri. Nel 2001 la Boeing ha venduto 580 aerei, che sono scesi a 380 nellíanno successivo. La nostra previsione Ë che, sempre che non subentrino nuovi fattori imprevisti, con il 2003-2004 il mercato delle linee aeree riprenderý. Questo significa che riprenderý anche il mercato delle societý che costruiscono aerei e la competizione tra la Boeing e líAirbus testimonia una certa vivacitý del settore. Ma rispetto alla situazione attuale, la visione della Boeing e quella dellíAirbus divergono sostanzialmente. Faccio un esempio: líAirbus valuta e comunica i risultati basandosi sugli ordini per i propri aerei, mentre la Boeing diffonde i dati relativi al venduto, ossia agli aerei effettivamente consegnati alle compagnie. Alla luce di questíultima variabile il sorpasso tanto decantato dallíAirbus non Ë mai avvenuto. Inoltre la nostra strategia commerciale Ë orientata a vantaggio dei nostri azionisti, e le quotazioni delle azioni lo dimostrano, mentre non sono sicuro che lo stesso possa dirsi della concorrente. Vorrei anche ricordate che la Boeing ha oggi 160 mila dipendenti, un fatturato annuo di 54 miliardi di dollari ed Ë líesportatore numeno uno negli Stati Uniti. D. Quali sono le prioritý della Boeing nei prossimi mesi? R. Nel luglio del 2002 la societý ha compiuto uníimportante ristrutturazione interna creando, a fianco della Divisione aerei commerciali (Boeing Commercial Airplanes), líIntegrated defense systems (IDS), Divisione che ha come compito lo sviluppo del mercato della produzione dei sistemi di difesa. Oggi il bilancio finanziario di queste due Divisioni principali della Boeing Ë quasi lo stesso. CíË stata, quindi, una forte crescita della Divisione Sistemi difensivi rispetto a quella degli aerei commerciali. D. Che cosa significa Integrated defense systems? R. Un sistema difensivo Ë, per definizione, la somma di una piattaforma e di un sistema di comunicazione. Líidea della Boeing Ë stata quella di unire le due divisioni che si occupavano una di piattaforme e líaltra di sistemi di comunicazione, per vendere il prodotto finito e offrire al mercato un sistema difensivo unico. Questa ristrutturazione interna della Boeing, su cui si continuerý a lavorare, dimostra che la societý vuole puntare sempre pi˜ sul mercato dei sistemi difensivi del futuro. D. Quali sono questi sistemi? R. Ve ne sono tre di fondamentale importanza e, in tutti Boeing Ë negli Stati Uniti, e quindi nel mondo, allíavanguardia. Il primo Ë quello dei veicoli e velivoli senza pilota. In entrambi questi settori la Boeing ha raggiunto posizioni di avanguardia e, tra líaltro, sta collaborando con líAeronautica militare italiana. Il secondo Ë la difesa antimissilistica. La Boeing Ë líintegratore del programma americano di difesa antimissilistica che il presidente Bush ha lanciato definendolo prioritario rispetto ad altri. In questo progetto Ë coinvolta, tra gli altri, líAlenia Spazio. Come riconoscimento per líimpegno e líappoggio politico dato dallíItalia al programma di difesa antimissilistica degli Stati Uniti, la Boeing ha deciso di organizzare a Roma, in collaborazione con la Finmeccanica, per il prossimo 1-2 ottobre, una conferenza internazionale sulla difesa antimissilistica, che coinvolgerý líindustria italiana e quella di altri Paesi e sarý inaugurata dal ministro della difesa Antonio Martino. Speriamo che anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, compatibilmente con i propri impegni, possa essere presente. Terzo sistema, pi˜ futuristico rispetto agli altri e per il quale la Boeing si Ë giý aggiudicato un appalto di 14 miliardi di dollari negli Stati Uniti, Ë quella che viene definita da alcuni ´guerra in reteª oppure sisistema di combattimento rete-centrico. » un progetto altamente tecnologico su cui stanno collaborando anche industrie italiane. Si tratta di creare una rete di comunicazione che permetta a ciascuna componente di un sistema difensivo di essere connesso in tempo reale con gli altri, permettendo cosÏ un intervento immediato a prescindere dallíubicazione delle forze e dalle loro caratteristiche. D. Come funziona il sistema? R. » costantemente in contatto in tutte le sue parti allo scopo di aumentare líefficacia operativa di ciascuno. Ad esempio, un plotone che opera sulle montagne dellíAfghanistan, trovandosi sopraffatto da un numero di nemici notevolmente superiore, schiacciando semplicemente un bottone potrý chiedere líintervento di altre forze che in tempo reale ricevono la comunicazione ed entrano in azione. Questo aumenterý la potenzialitý di quel plotone. » come se fossero presenti, in quel luogo, tutte le forze dellíesercito. In questo modo ci sarý un consistente risparmio di forze e di risorse finanziarie. Con forze ridotte, in collegamento costante con le altre parti del sistema, si riuscirý ad ottenere effetti prima di oggi impensati. Questa tecnologia Ë stata utilizzata in maniera ancora rudimentale in Iraq. Naturalmente, se da un lato stiamo lavorando su questi sistemi, continuiamo comunque a produrre sistemi difensivi come gli F18 e gli F15, i Chinook, gli AV 8B a decollo verticale e gli Apache. A questo si aggiunge il lavoro della Boeing nel settore spaziale. Siamo il principale contraente della Nasa, costruiamo satelliti - anche se momentaneamente il mercato Ë saturo -, e lanciatori per satelliti; oltre ad organizzare i lanci. La nostra originalitý Ë comunque quella di fornire sistemi difensivi integrati. D. Quali sono le altre divisioni della Boeing? R. LíATM, Air Traffic Management, divisione che studia e sta sviluppando sistemi integrati per rispondere alle esigenze dei viaggiatori di fare voli comodi, sicuri, affidabili e convenienti. Poi abbiamo la Connexion by Boeing, che si occupa dellíinstallazione, a bordo degli aerei commerciali, di sistemi interattivi di comunicazioni a larga banda come internet e la tv. Questi sistemi, oltre ad uno scopo di intrattenimento, avranno anche utilizzazioni pratiche come la telemedicina per curare pazienti che si sentono male a bordo di aerei dove non ci sono medici. La Lufthansa ha giý installato il sistema su alcuni aerei con risultati soddisfacenti. Infine abbiamo la Boeing Capital Corporation, societý di servizi finanziari che finanzia la vendita di prodotti Boeing e operazioni commerciali. D. Anche il vostro settore sta subendo la concorrenza del mercato orientale? R. Trattandosi di uníattivitý nella quale occorrono importanti investimenti, non esiste alcune concorrenza da parte del mercato orientale, che anzi acquista i nostri prodotti. Chi subisce questa concorrenza sono le aziende che realizzano i singoli elementi come líAlenia, costrette a scontrarsi con Paesi allíavanguardia dal punto di vista tecnologico. Ciononostante líItalia rappresenta per la Boeing un mercato privilegiato come dimostrano i recenti accordi siglati. Anche líAlitalia Ë per la Boeing un cliente importante: tutta la flotta a lungo raggio della compagnia Ë costituita da aerei Boeing. Credo e spero che líAlitalia, che si Ë dimostrata molto interessata al progetto 7E7, possa diventare il cliente di riferimento per il lancio di questo prodotto che risponde, in tutto, alle esigenze dei viaggiatori e delle compagnie aeree.
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