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UNA TRENTINA LE GUERRE SCONOSCIUTE. AVANTI LE INIZIATIVE PER LA PACE

di IVANO BARBERINI


Presidente dell'Alleanza Cooperativa Internazionale e dell' Assemblea Nazionale della Legacoop

 

el lontano 1941 il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt inviÚ al Congresso un messaggio in cui delineava come avrebbe dovuto essere la nuova societý mondiale al termine della guerra. Punto centrale del grande progetto era il rispetto, da parte di tutto il mondo, di quattro libertý: libertý di pensiero e di parola, libertý religiosa, libertý dal bisogno e libertý dalla paura. La libertý dalla paura era intesa come riduzione degli armamenti, allo scopo di prevenire aggressioni armate. Non si puÚ certo dire che, dopo pi˜ di sessanta anni e tante solenni Dichiarazioni, questi siano diritti realmente rispettati. Agli armamenti nucleari, ridotti ma ancora troppo diffusi, oggi si sono aggiunte nuove armi batteriologiche, capaci di spaventose distruzioni di massa; il terribile salto di qualitý degli attentati terroristici ingenera un senso di insicurezza in ogni momento della vita sociale; la guerra in Iraq ha segnato una svolta nelle relazioni internazionali e si trascina nella paura e nellíincertezza. Vi sono poi altre guerre - una trentina ‚ che si stanno combattendo nellíindifferenza generale, soprattutto in Africa. Il tutto con gravissime perdite di vite umane. Il sogno di un mondo senza conflitti armati, dopo la caduta del muro, ha lasciato il campo alle tante ´guerre dimenticateª, al ´nuovoª terrorismo e alla logica della ´guerra unilaterale e preventivaª fuori da ogni reale potere decisionale della comunitý internazionale. Mentre líopinione pubblica mondiale invoca, con voce sempre pi˜ alta, una diversa gestione dei conflitti, capace di coniugare la pace e la sicurezza. Le bandiere ´Arcobalenoª, esposte ovunque, sono il simbolo di un mondo sempre pi˜ consapevole dei rischi, ma unito nella speranza di una pace giusta e sicura. Per mantenere la pace Ë indispensabile uníinformazione corretta, puntuale e diffusa. Da questa convinzione Ë nato líArchivio Disarmo, centro di documentazione e studi sui problemi della pace e del controllo degli armamenti, fondato nel 1982 da Luigi Anderlini e da esponenti del mondo della cultura, della scienza e della politica. » uníorganizzazione non governativa, riconosciuta dalle Nazioni Unite e dal Ministero degli Affari Esteri. LíArchivio raccoglie, elabora e divulga dati e analisi sui problemi della pace e del disarmo al fine di contribuire alla formazione di uníopinione pubblica consapevole. Tra le tante attivitý organizza con líUniversitý di Roma Tre un master in ´Educazione alla paceª. Inoltre mette a disposizione una biblioteca e uníemeroteca specializzate, svolge studi e ricerche sui temi suddetti, organizza convegni e attivitý di formazione per studiosi e operatori del settore. Mensilmente pubblica analisi monografiche di attualitý. Indice due borse di studio per giovani studiosi, intitolate a Luigi Anderlini e a Paola Biocca, operatrice di pace scomparsa tragicamente nel Kosovo. Dal 1986, Anno internazionale della pace indetto dallíOnu, líArchivio organizza il Premio Colombe díOro per la Pace in collaborazione con Legacoop, sotto líalto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio dellíOrdine nazionale dei giornalisti. Il premio Ë dedicato a tre operatori della comunicazione e ad una personalitý internazionale che si siano distinti nella diffusione dei valori della pace. Il premio alla personalitý internazionale Ë stato assegnato, tra gli altri, a Perez de Cuellar, ai Francescani di Assisi, a Michail Gorbaciov, ad Amnesty International, alla Comunitý di SantíEgidio, a John Hume, a Jessie Jackson. Questíanno la giuria, presieduta da Rita Levi Montalcini, ha premiato il cardinale Roger Etchegaray - tenace fautore del dialogo interculturale nel quadro dellíimpegno ecumenico della Chiesa -, il giornalista Gian Antonio Stella, il fotografo Giorgio Salomon, la scrittrice Margherita DíAmico e líattore Luca Zingaretti. Le motivazioni della giuria sottolineano la dedizione dei premiati alla causa della corretta informazione sul valore della pace, sulla dura esperienza dellíemigrazione, sulle guerre dimenticate dellíAfrica e, in generale, sulla tragicitý della guerra, attraverso la carta stampata, i documentari televisivi o con la macchina fotografica. Tra le diverse motivazioni, ricche di testimonianze sui grandi problemi del nostro tempo e sulle possibili vie per gestirli, vorrei riprendere un brano di quella riferita a Margherita DíAmico e Luca Zingaretti, autori di uno straordinario documentario televisivo sui mali dellíAfrica: ´Dopo le epidemie, la guerra civile sta devastando, nellíindifferenza generale, la regione settentrionale dellíUganda. I mezzi sono i pi˜ orribili. Tra di essi, il reclutamento a forza dei bambini come soldati e la schiavizzazione di quelli che, tra loro, si allontanano ogni giorno da casa per essere arruolati. Nel Paese da cui scaturisce il Nilo, la posta in gioco Ë il controllo dellíacqua. Líacqua Ë la pi˜ strategica delle risorse naturali, quella per cui, se la comunitý internazionale non interverrý in tempo, si combatteranno le guerre di domaniª. » un quadro terribile nella sua tragica, cruda realtý. LíEuropa ha un ruolo essenziale nel tentare di spezzare questa spirale di povertý estrema e di odio, ed assicurare con la pace la tutela dei diritti umani in un contesto di interdipendenza mondiale. Oggi líItalia esprime la presidenza del Consiglio dellíUnione e la presidenza della Commissione europea. » dunque uníoccasione irripetibile, da gestire con lungimiranza e spirito di servizio. Per una grande causa.
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