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ALBERTO CLAVARINO: SOLOINRETE, UN SERVIZIO PER LE AZIENDE

di UGO NALDI

Tra i primi imprenditori a credere ad internet, Clavarino racconta le varie iniziative cui ha dato vita nonche' l'attivita' e il successo riportato dalla societa' di cui egli e' oggi amministratore delegato

 

 

lberto Clavarino Ë stato tra i primi imprenditori in Italia a credere ad internet: nellíormai lontano 1994 ha partecipato alla fondazione della societý ITnet, uno dei primi internet service provider italiani per le aziende, venduta poi nel 1999 alla Wind Telecomunicazioni. E ancora oggi, anche se i tempi sono cambiati e molti antichi entusiasti internettiani si sono rivolti altrove, Clavarino pare continuare a credere profondamente nelle meraviglie della rete. Nato a Milano ma genovese da sempre, laureato in Ingegneria elettronica, ha lavorato per un decennio nel marketing del Gruppo General Electric nelle sedi di Orlando in Usa, di Francoforte e di Milano. Fondata líITnet, ne assunse la direzione commerciale; dopo la sua cessione, fondÚ Soloinrete di cui Ë oggi amministratore delegato. Nel 2001 vinse la targa díoro del Premio Cultura di Rete nazionale ´per il ruolo di primissimo piano svolto attraverso il sito Soloinrete.itª. Parallelamente allíattivitý da imprenditore ha partecipato come socio a due iniziative legate alla diffusione di internet e delle nuove tecnologie: líassociazione Genova Start Up, di cui Ë vicepresidente, che facilita la conoscenza tra le nuove societý e i finanziatori, e la Onlus Efestus, nata per realizzare líinserimento nel mondo del lavoro di disabili motori mediante líuso del telelavoro. » inoltre presidente della Sezione Nuove Imprese dellíAssociazione degli Industriali della Provincia di Genova. Líabbiamo incontrato in questa cittý, nella sede della sua societý. Domanda. Come mai, dopo i dissesti nella borsa americana e la fuga dei capitali da tutto ciÚ che Ë vicino a internet, lei investe in uníazienda chiamandola addirittura Soloinrete? Risposta. Ho creduto in internet come fattore di cambiamento radicale e totale fin dal primo momento in cui ho avuto modo di conoscerla, e posso ringraziare il professor Joy Marino, uno degli autentici pionieri della rete in Italia. » stata una specie di folgorazione sulla via di Damasco. E, come sempre, i grandi amori durano, a prescindere dai momenti di difficoltý e dai problemi contingenti. D. Essendo lei un imprenditore, non ha anche ragioni meno romantiche e pi˜ concrete? R. Certo, anche se non trascurerei completamente il romanticismo. Ritengo che sia importante amare intensamente il proprio lavoro e possibilmente anche divertirsi in esso. Quanto agli affari, la mia prima avventura - quella di ITnet - si Ë conclusa in modo molto positivo come investitore, ed ha costituito uníesperienza fantastica dal punto di vista professionale. Eravamo nella prateria sconfinata di un mercato ancora vergine e quindi le opportunitý erano straordinarie. Conclusa quellíesperienza, ho pensato di avviarne uníaltra e la scelta del nome della nuova azienda Ë quasi una sfida. D. Al di lý del nome curioso, di che si occupa esattamente Soloinrete? R. Líidea iniziale Ë molto semplice. Ho osservato la maggior parte dei siti italiani e ho notato un particolare: dove la quantitý di informazioni presenti su un sito aziendale tende ad essere completa, esauriente, talvolta addirittura eccessiva, non Ë altrettanto curata la facilitý di reperimento della singola informazione. Mi spiego: se ho un problema tecnico su un apparato hardware, per esempio, probabilmente sul sito della societý che líha prodotto trovo una mole incredibile di informazioni, ma non ho tempo o non sono capace di trovare velocemente ed esattamente ciÚ che occorre per risolvere il mio problema. Questo si verifica per la stragrande maggioranza degli utenti. Parallelamente esistono una serie di persone, tipicamente giovani, che hanno una grandissima dimestichezza con la rete, che riescono a trovare qualunque informazione in un attimo, o che forse quellíinformazione giý la conoscono. Líidea iniziale di Soloinrete Ë stata quella di mettere a disposizione del grande numero di persone appartenenti al primo gruppo le conoscenze delle poche persone appartenenti al secondo, con la modalitý di relazione pi˜ naturale per un essere umano: pongo una domanda e ricevo una risposta. Tutto questo attraverso internet: pongo la domanda attraverso un sito web e ricevo la risposta sulla mia casella email. D. Quando ha visto la sua idea la luce e come ha funzionato? R. Il primo sito, che rispondeva gratuitamente a domande su informatica e internet - tanto per rimanere in tema - Ë partito nel settembre del 2000; líinizio Ë stato entusiasmante sotto il profilo della popolaritý. Siamo giunti in breve tempo a 70 mila iscritti senza investire in pubblicitý e abbiamo fornito ad oggi, con oltre 500 consulenti esperti in tutta Italia e nel mondo, pi˜ di 200 mila risposte sui pi˜ svariati argomenti. Tuttavia il piano finanziario iniziale era del tutto basato su introiti pubblicitari e quindi, dopo la crisi della borsa americana e il conseguente tracollo del mercato pubblicitario in rete, abbiamo dovuto, senza rinunciare allíidea iniziale appena descritta, applicare un correttivo forzato al tipo di attivitý. Abbiamo introdotto le risposte a pagamento, abbiamo ampliato líofferta di consulenza affiancando a quella in rete anche quella a domicilio, ma soprattutto abbiamo messo a frutto líesperienza di questi anni per creare un programma informatico di contatto per il management, chiamato Replyer, che riteniamo possa essere utile a molte aziende o enti ai fini di mantenere ed aumentare la clientela nonchÈ la produttivitý interna. Líobiettivo del Replyer Ë quello di rendere sistematico, controllabile e utilizzabile il contenuto informativo, potenzialmente enorme, che deriva dalla posta elettronica spontanea degli utenti. Sottolineo ´spontaneaª perchÈ Ë quanto meno bizzarro notare che alcune aziende pensino ad ogni possibile modo per avere informazioni dalla propria clientela e poi buttino via o comunque non utilizzino ciÚ che arriva gratuitamente nei loro mail-boxes. D. Qual Ë il target di questo servizio? Quali sono i settori interessati? R. Il servizio Ë rivolto a tutti, non Ë dedicato ad una specifica categoria merceologica. Infatti credo che sia di tutti i settori il problema di gestire bene, prontamente e in modo controllato i propri clienti. La differenza, in termini di reale interesse dellíazienda, sta piuttosto nel livello di utilizzo del proprio sito. Intendo dire che, se il sito aziendale non Ë curato, non Ë aggiornato, non Ë iscritto nei sistemi di ricerca, non Ë posto in grado di essere consultato dal pubblico; e il nostro servizio Ë ridondante, per non dire inutile. Se invece il sito Ë interessante e curato, e potenzialmente le e-mail rivolte allíazienda sono numerose, líapplicazione del Replyer diventa subito utile. Un esempio Ë costituito dal quotidiano di Genova Il Secolo XIX, che riceve giornalmente pi˜ di duecento e-mail: per i dirigenti della parte web credo sia stato di gran sollievo installare il nostro sistema per gestire in modo non manuale una tale mole contatti, che da rompicapo diventano opportunitý. D. Le aziende italiane sono pronte a dotarsi di strumenti cosÏ avanzati? R. SÏ. Anche perchÈ lo strumento Ë semplice e il periodo di prova non Ë superiore a un giorno, incluso quello pi˜ sofisticato per il gestore del sistema. Tuttavia il punto focale forse Ë un altro. In un momento non facile dellíeconomia come quello attuale, vale ancor pi˜ del solito il detto che ´costa infinitamente di pi˜ acquisire un nuovo cliente che non conservarne uno raggiuntoª. Il Replyer aiuta líazienda o líente a seguire da vicino le esigenze reali, non quelle pensate a tavolino nella sala operativa del marketing, della clientela. Fornire una risposta puntuale, professionale, controllata, alla richiesta di un utente Ë equivalente a legarlo e quindi a generare nuovo fatturato con lui.
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