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BANCHE

ARGENTINA POMODORI E CALCIO

di GIORGIO FOZZATI

 

 

recenti fatti legati alle obbligazioni argentine e alle azioni della Cirio e della A. S. Lazio - che, acquistate dalle banche italiane, sono state da queste tempestivamente rivendute ai propri clienti-risparmiatori in vista della lor perdita di valore -, dovrebbero far riflettere, con una maggiore solerzia e profonditý, le autoritý di vigilanza. Si Ë trattato di un insieme di reati, dallíinsider trading in versione casalinga alla truffa allargata a livello internazionale. Poche e timide le reazioni: gli infingardi promotori finanziari sono rimasti seduti ai loro posti di combattimento a macinare altre azioni scorrette perchÈ si sa che, una volta cominciato il gioco, Ë difficile lasciare il tavolo e i rimorsi di coscienza sono temporaneamente messi a tacere dal volume elevato del tenore di vita. Certamente gli operatori finanziari hanno reso un servizio non da poco alle rispettive banche, liberandole di fardelli onerosi. Dunque il sistema bancario nel proprio insieme ha mostrato gratitudine per aver ripartito il rischio su molti piccoli fronti. CíË il piccolo particolare che questi fronti hanno dei nomi e cognomi, una vita spesa a faticare per mantenere una famiglia, cercando di risparmiare qualcosa per trascorrere con un poí di serenitý la vecchiaia, per quanto chi arriva alla pensione sa bene che non sono i soldi a garantire la serenitý. E invece no: nellíelegante ufficio del promotore finanziario la signora Ë stata rassicurata dal venditore che adesso cíË una buona offerta, che non conviene continuare con i Bot, che la borsa ha ripreso. Ascoltiamo il pensiero della signora seduta sulla comoda poltroncina, la gonna lunga plissettata: ´La faccia Ë buona, somiglia anche a mio nipote. E poi, diamine, Ë pur sempre un impiegato della mia banca, quella in cui ritiro la pensione e ho domiciliato le utenze casalinghe. Certo che quando era vivo mio marito ci pensava lui, adesso Ë tutto cosÏ difficile!ª. La signora Ë vedova, appartiene ad una delle categorie pi˜ colpite da questo mondo di promotori disonesti; non sa che il giovanotto che gli sta vendendo a tutta birra i titoli-spazzatura non ha nulla a che vedere con la gestione degli stessi. » lo stesso meccanismo sviluppato da tempo in alcune concessionarie di auto: inutile pensare di andare a protestare con chi aveva assicurato che la vettura aveva il servosterzo e invece non Ë vero. Esiste la divisione vendite e quella per i reclami, abitualmente poste lontane líuna dallíaltra, e la seconda sicuramente pi˜ nascosta. Solo che in questo modo le banche, sviluppando il sistema dei promotori, appannano la propria immagine a tutto scapito della fiducia dei risparmiatori e degli investitori tradizionali, che sono le famiglie. CosÏ si ritroveranno, nel medio e lungo periodo, con alcuni seri problemi, considerato che ogni banca si regge su un rapporto privilegiato di fiducia. Ancora una volta Ë stato sbagliato il rapporto azienda-cliente. Curioso, perchÈ la crescita vertiginosa delle auto del Sol Levante, con tutta quella cura del cliente, avrebbe dovuto insegnare qualcosa: dopo alcuni mesi dallíacquisto della nuova utilitaria coreana ricevetti a casa una lettera nella quale mi veniva ricordata la necessitý della manutenzione programmata nel tagliando, per continuare a dare valore alla piccola automobile. Le banche, e i loro promotori finanziari, dovrebbero avere un riguardo del tutto particolare verso le categorie meno protette come le vedove, gli anziani, le popolazioni rurali, gli immigrati. A volte viene da pensare che accada il contrario, e che si punti sulla scarsa capacitý di difesa del malcapitato e magari sul suo precario stato di salute dovuto allíetý. Il rapporto che va costruito Ë, invece, quello della collaborazione. » un investimento che le banche farebbero sulla propria immagine, con un ritorno senza dubbio maggiore di molte sponsorizzazioni. La formazione etica dei propri dipendenti non puÚ essere finalizzata solo ad evitare che qualche impiegatuccio scappi con la cassa. Dedicare tempo e attenzione alle categorie pi˜ fragili qualifica il lavoro, trasformandolo in servizio. Suggerisco alla Consob e alla Banca díItalia di comminare, come sanzione per i furbastri promotori, sei mesi di prestazioni a servizio di una persona anziana, condividendone la vita quotidiana in coda alle Poste (che code!), attendendo líautobus affollato, facendo la spesa al supermercato con lunghe valutazioni sul rapporto prezzo-qualitý dei fagiolini di stagione. Non scherzo: penso che questi signori tornerebbero a lavorare con maggiori motivazioni e con una conoscenza del mondo e degli uomini che gli permetterebbe di svolgere con reale competenza il proprio compito. Con buona pace delle truffe bancarie. Ritornando al crollo delle azioni dellíAssociazione sportiva Lazio, se a subirlo fossero stati i tifosi della squadra di calcio poco male: in fondo per un tifoso detenere un poí di titoli della propria squadra Ë quasi un dovere e, seguendone le sorti del campionato, egli potrebbe far sentire la propria voce in assemblea, anche senza andarci di persona. I soliti ben informati affermano che gran parte dei promotori finanziari fossero accesi tifosi laziali e che abbiano rifilato i pacchetti ai rivali romanisti. Ma questa notizia rimane avvolta nel pi˜ assoluto riserbo e non Ë confermata da alcuna fonte ufficiale.
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