AFFARI & CULTURA
 
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Colosseo
-Roma-

Allenamento, competizione, premiazione: ecco la vita dell' atleta nell' antica Grecia e a Roma


a cura di GIOSETTA CIUFFA
ino al 7 gennaio prossimo a Roma, allíinterno del Colosseo il cui restauro Ë finanziato dall Gruppo Capitalia, Ë visibile la mostra ´Nike: il gioco e la vittoriaª. Promossa dalla Soprintendenza archeologica di Roma e dal Ministero per i Beni e le Attivitý culturali e curata dal soprintendente Adriano La Regina, líesposizione riporta il visitatore indietro di molti secoli, quando sul suolo polveroso degli stadi gareggiavano gli atleti in onore degli dËi. Líiniziativa intende mostrare líimportanza dei giochi nel mondo antico, la preparazione degli atleti, la gloria tributata al vincitore al quale spettava, in premio, solo un simbolico ramo di ulivo, di alloro, di pino o di sedano, a seconda della cittý, e una benda rossa. La mostra Ë infatti organizzata in modo tale da poter seguire passo dopo passo líallenamento, la competizione, la premiazione. Nike, la Victoria latina, Ë colei per la quale tutto líapparato ludico viene attrezzato: mesi e mesi di preparazione per il fugace ma intenso momento della vittoria, in cui si viene cinti della corona vegetale e della benda, dopodichÈ gli atleti saranno ricordati al pari degli dËi. I giochi panellenici furono i pi˜ importanti nel mondo greco: comprendevano i giochi in onore di Zeus a Olimpia e a Nemea, di Apollo Pizio a Delfi e di Poseidone nellíIstmo di Corinto, ma non furono i soli: diverse cittý greche organizzavano infatti dei propri giochi in occasione di feste religiose. Sicuramente da ricordare tra questi sono i giochi panatenaici, il cui premio erano le anfore contenenti líolio dellíAttica. Al fine di preparare il fisico e la mente allo sforzo, si organizzarono quindi delle strutture adeguate, i ginnasi. Tra le sculture esposte al Colosseo, ammirabili il ´Pugile delle Termeª, intenso ritratto di un atleta in pausa, le mani avvolte nelle bende per líallenamento; il frammento dei ´Lottatoriª di Ostia; le copie romane dei ´Corridoriª, dalla Villa dei Papiri di Ercolano; del ´Discoboloª di Mirone; del ´Doriforoª di Policleto; inoltre le statue della Nike, sensazionali nella marmorea leggerezza. Delle tombe etrusche di Lanuvio e di Vulci sono invece esposti corredi atletici, armi, anfore, attrezzi del gioco; sono presenti anche anfore dalla tomba di un atleta tarantino. Per quanto riguarda Roma, solo in etý imperiale si affermarono i giochi con i Capitolia di Domiziano che, sebbene ispirati al modello greco, non ne rispecchiavano lo spirito: per i Romani i ludi erano uníoccasione pi˜ di divertimento che di agonismo, e non erano spinti dallíideale educatore che invece caratterizzava gli agoni greci. Del mondo romano, a parte le copie delle statue giý famose allíepoca, si possono ammirare mosaici raffiguranti atleti e pugili, persino nel volto meno raffinati dei colleghi greci; e pannelli raffiguranti gli aurighi delle diverse fazioni che correvano nel Circo Massimo, espressioni di una sportivitý senzíaltro pi˜ brutale.
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