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TEVERE E DINTORNI. GRAPPELLI: A ROMA L'ACQUA NON MANCA
di Federico Basilica



L'ing. Roberto Grappelli

Anche in un' estate torrida come quella passata, l'acqua ai romani non e' mancata; anzi, ve n'era in abbondanza: la conferma del segretario generale dell'Autorita' del Bacino del Tevere.

 

nche in uníestate torrida come quella passata, líacqua ai romani non Ë mancata; anzi, ve níera in abbondanza, comunque da non preoccuparsi di eventuali carenze. Semmai spesse volte Ë mancata líenergia elettrica. La conferma dellíabbondanza di acque Ë venuta lo scorso mese in un convegno organizzato a Baschi, in Umbria, dallíAutoritý del bacino del Tevere. Oltre al Segretario generale dellíAutoritý ing. Roberto Grappelli, sono intervenuti il presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, líassessore allíambiente della Regione Lazio Vincenzo Saraceni, i segretari generali delle Autoritý di bacino del Po, Adige, Arno, Serchio. Líing. Grappelli ha fatto il punto sulla situazione idrica del bacino e sulle prospettive. Nellíottobre 1998, ha ricordato, fu adottato un progetto preliminare di Piano di bacino che prevede la predisposizione di 10 Piani stralcio. Quello del lago Trasimeno, giý operativo, punta alla conservazione del livello idrico del lago e della qualitý dellíacqua; ora Ë indispensabile non solo varare le norme tecniche di attuazione cui la Regione sta provvedendo, ma realizzare le opere strutturali previste e, a tal fine, ottenere le risorse finanziarie programmate. Per il lago di Piediluco la Regione Umbria ha adottato il progetto di Piano stralcio; sono al vaglio le osservazioni presentate dagli interessati dopodichÈ si giungerý allíapprovazione definitiva; anche per questo Piano occorre reperire i fondi necessari alla realizzazione delle opere previste: depurazione degli immissari e stabilitý delle sponde. Due laghi del Lazio ai quali viene riservata una particolare attenzione sono quelli di Albano e di Bracciano. Per il primo sono previste specifiche misure di salvaguardia nel Piano stralcio dellíarea metropolitana; per il lago di Bracciano, che Ë fuori dal bacino del Tevere ma che Ë da questo influenzato, sono in corso gli studi e prossimamente saranno proposte misure di salvaguardia. Un altro Piano stralcio riguarda il tronco del Tevere da Orte a Castel Giubileo; approvato nel 1998, esso punta essenzialmente alla difesa idraulica di Roma tramite líindividuazione di aree da vincolare, per farvi espandere le piene e far giungere a Roma solo la portata di acqua consentita dai muraglioni innalzati a fine ë800 sugli argini; líAutoritý di bacino ha ampliato gli studi per una pi˜ equa ripartizione dei vincoli idraulici che ricadono su tutti i Comuni a nord di Roma; i risultati sono stati rimessi nel giugno scorso alla Regione Lazio, affinchÈ si possa giungere ad un accordo con i Comuni interessati e garantire lo sviluppo dei territori penalizzati. Per quanto riguarda le risorse idriche, líAutoritý di bacino ha avviato la redazione del relativo Piano stralcio il cui obiettivo principale Ë la definizione del bilancio idrico, di grande rilevanza visto il verificarsi di continue crisi idriche; nel bacino del Tevere le disponibilitý sono attualmente tra le pi˜ elevate díItalia, ma potrebbero diventare insufficienti. La loro distribuzione puÚ cosÏ suddividersi: nei settori principali del bacino si registra una consistente circolazione idrica sotterranea in prossimitý di dorsali carbonatiche, apparati vulcanici e piane alluvionali, con stretto interscambio con il Tevere e con i suoi principali affluenti; il settore nord-occidentale Ë povero di risorse sotterranee ma a Montedoglio sono disponibili grandi invasi, a Chiascio sono in costruzione opere idriche, a Sigerna, Carpina e altrove sono programmate. Nonostante líingente disponibilitý di risorse idriche, si registrano carenze, locali o diffuse, e sia per la quantitý sia per la qualitý delle acque; le cause sono la distribuzione irrazionale della popolazione; gli insediamenti residenziali, industriali e agricoli nelle aree vulcaniche, con colture altamente idroesigenti alimentate da pozzi; la pressione agricola, zootecnica e industriale nelle piane alluvionali. Per alcune aree sono disponibili tutti gli elementi necessari per giungere alla salvaguardia delle risorse. In particolare, il Piano stralcio dellíAlto Tevere prevede la raccolta e líimmagazzinamento delle acque superficiali, in linea con il piano irriguo programmato negli anni passati che propone una serie di traverse e di sbarramenti di cui urge líattuazione; il Piano stralcio dellíarea metropolitana, che interessa la vasta area che ha come fulcro Roma, tratta tutti i problemi relativi a difesa idraulica, risorse idriche, aspetti ambientali e archeologici, miglior uso dei corsi díacqua ecc. Adottato il 31 luglio scorso e in via di approvazione, il Piano stralcio dellíarea metropolitana distingue tre tipi di interventi: alcuni, dove il Tevere attraversa il Centro storico, diretti a ridurre dopo circa 100 anni, nel rispetto della sicurezza idraulica di Roma e del suo hinterland, líisolamento al quale il fiume fu confinato dalla realizzazione dei grandi muraglioni; altri destinati a migliorare líuso del corridoio fluviale del Tevere, dellíAniene e dei loro principali affluenti, curando gli aspetti ambientali e archeologici; altri ancora tendenti a conservare le risorse idriche sotterranee e superficiali e a razionalizzare il consumo. Il Piano tiene conto degli accordi con la Regione Lazio per líistituzione del Parco fluviale del Tevere e dellíAniene, destinato ad ampliarsi e diventare, díaccordo con la Regione Umbria, un grande Parco fluviale interregionale. Líapprovazione definitiva del Piano stralcio Ë prevista per i primi mesi del 2004. Relativamente alla difesa idrogeologica, la pianificazione Ë stata attuata prima con un Piano straordinario approvato nel 1999, poi con un Piano stralcio per líassetto idrogeologico adottato nel 2002 e in fase di conclusione e di approvazione; nellíattesa sono vigenti misure di salvaguardia. Il Piano di assetto idrogeologico prevede la suddivisione dellíintero reticolo idrografico in due gruppi: il reticolo principale, che unisce fisicamente e indissolubilmente le varie regioni del bacino; il reticolo secondario e minore, che puÚ provocare la crisi del reticolo principale o situazioni di crisi locali, purtroppo frequenti. LíAutoritý ha mantenuto il compito dellíindagine idraulica nel reticolo principale, e ha delegato gli studi sul reticolo secondario e minore alle Regioni, coadiuvate da Consorzi di bonifica, Comunitý montane, Servizi provinciali. A conclusione di tutta questa attivitý si avrý una visione completa del bacino. Si conosceranno in dettaglio le caratteristiche idrauliche dei corsi díacqua, le carenze, gli atti amministrativi e normativi, le opere necessarie per attenuare le condizioni di rischio, líammontare delle spese necessarie per la realizzazione e per la manutenzione delle opere. Ed inoltre si potranno individuare gli enti gestori responsabili, che attualmente spesso non sono ben individuati, anche a causa delle modifiche istituzionali introdotte negli ultimi anni.
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