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Professioni Studi legali:
tradizione e rinnovamento

di GIORGIO BERNINI

 

 

el numero 9 di settembre 2003 di Specchio Economico compaiono due interessanti articoli di Marcello Clarich e Lucio Ghia, entrambi dedicati alla struttura e funzione degli studi legali. Le argomentazioni e le conclusioni degli autori divergono: il prof. Clarich commenta favorevolmente le caratteristiche dei grandi studi internazionali, mentre líavv. Ghia, con approccio pi˜ differenziato, accentua la persistenza di una dualitý di funzioni, riservate, da un canto, ai ´piccoli e medio-piccoli studiª, e, dallíaltro, alle ´grandi organizzazioni legaliª. Queste ultime, ovviamente, portate a equiparare i servizi legali ai servizi di impresa. Entrambe le posizioni, corrette nelle rispettive impostazioni, sono da condividere: possibilmente con qualche distinguo inteso soprattutto ad evitare equivoci che sovente insorgono quando si tratti di materia cosÏ delicata. Suggerirei, in primo luogo, di escludere dai termini della comparazione tra le due diverse realtý organizzative e funzionali le ipotesi ´patologicheª. Con ciÚ alludo a luoghi comuni, spesso ricorrenti, per cui nellíambito dei grandi studi legali integrati a livello internazionale sarebbe elevato il pericolo di conflitti di interesse, pi˜ esosi gli onorari, inesistente il rapporto fiduciario con il cliente, trascurata la trattazione del contenzioso di modesta portata, ridotta líindipendenza e líetica professionale dei soci e degli associati, accentuata líaviditý di guadagno. Per contro, le alleanze pi˜ ´leggereª e la possibilitý di associazioni anche temporanee tra studi potrebbero soddisfare gli obiettivi di uníintegrazione pi˜ elastica e reversibile, diversa quindi dalla monoliticitý di una partnership, evitando gli inconvenienti della macrostruttura. Quale occasione di commento e rettifica a proposito di questo ricorrente leit motiv, sia consentito citare, in chiave dimostrativa e propositiva, un recente esempio tratto da una personale esperienza professionale. Lo studio che porta il nome Bernini Ë stato fondato da un mio trisavolo nel 1876. A buon diritto, puÚ, dunque, definirsi uno studio tradizionale, imbevuto dei pi˜ classici principi riferibili alla professione legale. Pur senza alterarne la fisionomia di base, causa lunghe e ripetute vicende di studio, insegnamento e pratica professionale allíestero, ho contribuito alla contaminazione della pi˜ pura professione legale nostrana, di estrazione romanistica, con pesanti inoculazioni di ´common lawª. Dopo molti anni di avvocatura, punteggiati anche da concomitanti esperienze di natura politica, amministrativa e, al presente, anche manageriale, ho avvertito la necessitý di un allargamento, intellettuale ed organizzativo, quanto allíofferta delle prestazioni professionali dello studio. » in questo quadro di riferimento che debbono ricercarsi le motivazioni del recente ´matrimonio professionaleª tra lo Studio Bernini, la cui denominazione rimane anche dopo la fusione, e lo Studio Baker & McKenzie, nota e affermata multinazionale del diritto. Il discorso muove, dunque, da questa domanda di base: perchÈ la fusione tra uno studio ´boutiqueª e una ´law firmª con vocazione globale? Il primo elemento a favore della fusione Ë da ricercarsi nellíinternazionalizzazione dellíhabitat giuridico e socio-politico in cui la professione legale si trova oggi ad operare, quale conseguenza della corrispondente internazionalizzazione dellíattivitý imprenditoriale, comportante líintegrazione verso il mercato unico, la delocalizzazione delle imprese, la tendenza alla globalizzazione dellíeconomia. CiÚ comporta una inter-relazione che deborda nella ´mescolanzaª (si perdoni il termine atecnico, ma espressivo) dei sistemi giuridici e delle leggi, con conseguente crisi del diritto nazionale, sostituito da normative a livello regionale (UE) e da principi di regolamentazione a livello mondiale (líOMC). In molti settori, tuttavia, ciÚ lascia interstizi: e, cioË, sostanziali vuoti normativi, da colmarsi con ricorsi analogici ovvero con ritorni a principi generali che attingono direttamente da matrici di carattere etico e di costume. Al punto che, oggi, le patologie proprie di comunitý sostanzialmente prive di leggi caratterizzano importantissimi mercati: ad esempio, il mondo del cyberspazio, in cui regna incontrastato il reticolo di rapporti che fanno capo a internet. Da ciÚ, la necessitý di innovare il servizio legale in sintonia con líevoluzione dellíattivitý imprenditoriale. La professione legale Ë legata alle caratteristiche della societý alla quale inerisce. Mutano i bisogni di questa societý, devono mutare le caratteristiche dei servizi legali colý in offerta. Oggi, il consiglio-parere del ´business lawyerª diventa parte essenziale della decisione imprenditoriale, in un contesto transfrontaliero ove regole nuove e diverse, o al limite la mancanza di regole, impongono la valutazione preventiva delle implicazioni regolamentari dellíazione aziendale. Di fronte a queste mutazioni genetiche, si profila la necessitý di avvocati coscienti delle nuove esigenze che fanno capo alla realtý della ´republique internationale des affairesª. Líassistenza legale, infatti, esprime, oggi, líesigenza di una sintesi interdisciplinare accompagnata dalla concreta possibilitý di reciproca consultazione a livello mondiale tramite la messa in comune di conoscenze professionali, e quindi di collaborazione in tempo reale, tra membri dello stesso Studio. Il nuovo scenario richiede una pratica forense multinazionale, esercitata da persone la cui estrazione culturale a livello statuale viene riqualificata mediante líattitudine a un corretto uso del metodo giuridico comparativo, in modo da consentire uníintelligente combinazione di talenti e una proficua collaborazione, allíinterno dello stesso studio, con colleghi educati ed operanti in seno ad altri sistemi giuridici. Nonostante questa apertura geografica e regolamentare, il diritto resta, tuttavia, un fenomeno inscindibile dalla sua matrice di origine. », pertanto, necessario che gli avvocati, oltre alla citata sensibilitý comparatistica che rende possibile una costruttiva intesa intellettuale con un collega straniero senza indebite rese alla filosofia giuridica altrui, mantengano ed affinino una compiuta conoscenza, teorica e operativa, con líordinamento giuridico di pi˜ immediata appartenenza. Il rapporto transfrontaliero, per sua parte, viene cosÏ a contribuire alla nascita di un nuovo ´ius communeª con conseguente necessitý di nuovi iter formativi degli avvocati, giovani e non. In particolare nel campo del diritto commerciale il fenomeno dello ´ius communeª trova una sintomatica espressione nella nascita e sviluppo della cosiddetta Lex Mercatoria, corpo di regole consuetudinarie supernazionali applicabili, in quanto tali, nel contesto della ´societas mercatorumª (per usare il linguaggio della Cassazione). In questo contesto, trova rilievo speciale líarbitrato internazionale, quale foro convenzionale ottimale per la risoluzione di controversie connesse al commercio e agli investimenti transfrontalieri. Tramite líarbitrato si raggiunge, infatti, quella neutralitý che mai potrebbe ottenersi di fronte ad una giurisdizione domestica. Dal mutamento genetico dellíassistenza legale trae, cosÏ, origine líevolversi di un nuovo identikit professionale: quello degli avvocati che oggi battono un sentiero formativo caratterizzato dalla laurea in un determinato Paese, dal continuato studio in universitý straniere a livello di master o di dottorato, e, infine, dallíinserimento, temporaneo o definitivo, in uno studio collocato in luogo diverso dal Paese di origine. Inoltre, il passaggio dallo ´studio legaleª tradizionale alla ´law firmª accentua, nelle prestazioni giuridiche, la fisionomia di servizio di impresa. CiÚ non incide, in quanto tale, sulla natura intrinseca della prestazione, che mantiene la propria connotazione legale, pur intrisa di un variabile tasso di interdisciplinarietý. Essa conduce, perÚ, ad uníinevitabile trasformazione organizzativa e logistica dello studio. Infatti, il nuovo contesto e le nuove necessitý della professione comportano líesigenza di economie di scala, talchÈ la mappa degli studi legali si va sempre pi˜ articolando su due estremi. Da un canto, lo studio piccolo e personalizzato (appunto lo ´studio boutiqueª), dallíaltro, lo studio sufficientemente grande, professionalmente articolato e geograficamente diversificato, da soddisfare le esigenze di un servizio globale. » chiara líacquisizione di una dimensione e di una funzionalitý di spessore decisamente imprenditoriale. Fenomeno, questo, che ha pieno riconoscimento anche giuridico nellíambito del diritto europeo. » proprio da questa accentuata fisionomia imprenditoriale che traggono spunto alcune critiche. Esse, perÚ, non sempre varcano i confini del luogo comune, e, soprattutto, sovente omettono di identificare i nuovi bisogni di larga parte dei fruitori di servizi legali. In effetti, un cliente che abbia progetti complessi e di ampio respiro, con esigenze di delocalizzazione e di internazionalizzazione con insediamenti allíestero, nel perseguimento di una funzionalitý ottimale non puÚ che affidare allíassistenza legale líespletamento di un pacchetto globale di servizi che, sovente, travalicano i confini del diritto. Questo, perÚ, non esaurisce certo líambito delle potenziali competenze di un grande studio integrato. Lo studio stesso, infatti, mantiene la vocazione originaria dellíavvocatura di largo respiro, potenziata dalla dovizia di mezzi, cosÏ da garantire al meglio anche líottimale esercizio della ´general practiceª, comprendente tutta la gamma delle prestazioni legali capaci di esaurire il campo di ogni possibile contenzioso. Quanto, poi, alla personalizzazione del rapporto, nellíorganizzazione di qualsiasi ´law firmª che si rispetti, líavvocato responsabile della pratica rimane sempre lo stesso e tratta direttamente con il cliente. Se necessario, crea la squadra di lavoro cui puÚ anche decentrare funzionalmente líadempimento dei diversi incombenti, ma il contatto rimane personale e fiduciario. Inoltre, per quanto riguarda gli onorari, il grande studio con ramificazioni internazionali di regola conviene preliminarmente con il cliente il criterio di remunerazione (retribuzione a tempo o a percentuale), sempre nel rispetto delle regole giuridiche applicabili. Ove si proceda con il metodo a tempo, generalmente ad ore, la registrazione Ë minuziosissima e governata da regole molto severe. Per sua parte, il metodo percentuale, sovente acriticamente osannato, puÚ presentare sgradevoli sorprese, dato il crescente valore delle pratiche legali e la circostanza che il minimo inderogabile parcellabile Ë dello 0,50 per cento. La veritý Ë che, come in ogni situazione, líequitý o líiniquitý delle pretese di pagamento si riconduce allíonestý e alla correttezza del richiedente. Ancora una volta, e per esperienza diretta, posso testimoniare che ogni ´law firmª di degna statura ha un codice di comportamento interno di estremo rigore, di cui il cliente viene informato allíatto dellíassunzione dellíincarico tramite líinvio di una minuziosa lettera di impegno. Va anche aggiunto che i grandi studi multinazionali devono fare i conti, a livello di attribuzione di eventuali responsabilitý allíinterno dello studio e verso terzi, con la pi˜ severa tra le norme giuridiche nazionali potenzialmente applicabili. Di qui la minuziositý e la completezza delle cosiddette ´rules and practices of the firmª, che costituiscono una solida e indubbia garanzia nellíinteresse del cliente. Il modus operandi degli avvocati che fanno parte degli studi multinazionali Ë severamente monitorato sotto il profilo etico e giuridico. La contabilitý Ë estremamente sofisticata e soggetta a regolari procedure di auditing da parte di societý terze. Di ciÚ ho oggi esperienza quotidiana a seguito della fusione tra gli Studi Bernini e Baker & McKenzie. I nuovi scenari della professione hanno un altro risvolto positivo: il nuovo rapporto esistente tra ´aziende legaliª e istituzioni universitarie, entrambe tese alla realizzazione di programmi di formazione e addestramento su base continuativa. Allíinterno, gli studi multinazionali maggiormente allíavanguardia sono sovente organizzati sulla base di ´practice groups,ª e cioË gruppi di professionisti selezionati in funzione delle affinitý ´ratione materiaeª delle pratiche di rispettiva competenza. I gruppi si riuniscono periodicamente anche per uno scambio di esperienze e per scopi di formazione professionale. Sempre a livello di formazione, data la maggiore potenzialitý dovuta alla nostra fusione con Baker & McKenzie, mi trovo personalmente impegnato in uníintensa attivitý congressuale e seminariale, con regolari contributi a collane di pubblicazioni di ampio respiro. Di fronte a quanto sopra illustrato, puÚ ragionevolmente dubitarsi circa la possibilitý di soddisfare i bisogni attinenti alla pratica internazionale mediante associazioni temporanee di studi o, comunque, forme di aggregazione meno intense di quelle che caratterizzano i grandi studi integrati: per mutuare una terminologia propria dei gruppi di imprese, per il tramite di ´looose-knit associationsª. Le molteplici funzioni in cui si articolano le ´law firmsª internazionali richiedono, infatti, un grado di integrazione interna pi˜ marcata (´close-knit associationsª) al fine di dar vita ad una struttura pi˜ durevole e compatta. In conclusione, sembra saggio prendere atto, una volta per tutte, che i servizi legali hanno, oggi, natura differenziata. CiÚ, per il semplice motivo che la professione legale Ë legata indissolubilmente alle caratteristiche della societý alla quale pi˜ strettamente inerisce. Mutano i bisogni di questa societý, non possono che mutare le caratteristiche di un servizio che ha il compito fondamentale di rivendicare e promuovere líapplicazione delle regole che governano i rapporti tra gli uomini: lí´homo oeconomicusª necessita di, seppur diversa, tutela, al pari dellí´homo politicusª e dellí´homo iuridicusª. Accanto allí´Èsprit avocatª del passato, poeticamente raffigurato tramite líimmagine di chi si batte per le libertý con parrucca e toga svolazzante, si puÚ, e si deve, collocare il ´business lawyerª, lí´avocat díaffairesª, il cui parere viene a costituire parte essenziale della decisione imprenditoriale. Il tutto, in un contesto sempre pi˜ globalizzato, ove regole nuove e diverse, o addirittura la mancanza di regole, impongono la valutazione preventiva delle implicazioni legali destinate ad accompagnare líazione aziendale. In prospettiva futura, alla differenziazione dellíassistenza legale corrisponderý sempre pi˜ quella degli studi, peraltro giý riscontrabile in notevole misura anche oggi. Tra le diverse tipologie di tale assistenza non esiste, dunque, incompatibilitý, ma piuttosto complementarietý. Un vecchio adagio cosÏ recita: ´Varietas delectatª. Nel caso dellíodierna pratica del diritto la molteplicitý delle offerte si parametra non tanto al perseguimento di un opinabile diletto, quanto alle irresistibili esigenze scaturenti dallo stato di necessitý.
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