back


FEDELE RICCIATO:
SCUOLA, LE VERTENZE IRRISOLTE

di Romina Ciuffa

 

 

rima forza sindacale autonoma della scuola lo Snals-Sindacato Nazionale Autonomo dei Lavoratori della Scuola, Ë presente in tutto il territorio nazionale articolato in 250 strutture territoriali a livello regionale, provinciale e distrettuali, ed ha rappresentanze nellíambito degli organi collegiali, da quelli nazionali a quelli díistituto. Nellíambito delle istituzioni scolastiche lo Snals, che aderisce alla Confederazione dei sindacati autonomi Confsal, Ë rappresentato da 7 mila Rappresentanze sindacali unitarie e da 10 mila terminali associativi. Nel Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione gli eletti nella lista dello Snals occupano 21 dei 63 seggi elettivi, pari al 33 per cento, in rappresentanza di tutte le professionalitý e qualifiche della Scuola; molti consiglieri ricoprono cariche nellíUfficio di presidenza e nei Comitati dei vari ordini di scuola. Il chiaro e irrinunciabile obiettivo dello Snals Ë quello di difendere e tutelare la categoria in maniera sempre pi˜ efficace, in vista di una sua valorizzazione professionale e dellíadeguamento delle sue retribuzioni ai livelli europei. Il richiamo a un libero e autentico confronto con tutte le forze politiche ha consentito allo Snals-Confsal di operare in piena autonomia e libertý di pensiero. Abbiamo intervistato il prof. Fedele Ricciato, segretario generale del Sindacato, sui problemi che, soprattutto oggi a ridosso dellíavvio dellíanno scolastico, investono il mondo della scuola. Domanda. Come il Sindacato da lei diretto intende la scuola di oggi? Risposta. Uno dei nodi cruciali dellíattuale sistema scolastico Ë contenuto proprio nellíinterrogativo: quale scuola? La scuola Ë uníistituzione pubblica che deve privilegiare líazione educativa e formativa; anche per questo lo Snals ha sempre optato per la scuola statale, libera, laica, pluralista. Obiettivo che puÚ esprimersi nello slogan ´Educare e formare al pluralismoª, ossia favorire risultati positivi nei processi educativi e formativi e, soprattutto, sviluppare líautorientamento del giovane e la sua capacitý critica. Proprio su questo punto in Italia il confronto Ë carente. D. Siete favorevoli a una scuola aperta a tutti o alla selezione? R. Bisogna garantire le pari opportunitý e favorire líaccesso scolastico non come fine a se stesso, ma in vari livelli differenziati. La scuola di massa deve essere aperta a tutti e assicurare le pari opportunitý, ma deve altresÏ essere capace di prospettare corsi differenziati secondo preferenze, capacitý ed impegno, affinchÈ ognuno possa costruire il proprio destino di cittadino e lavoratore. Tutto questo puÚ avvenire soprattutto nella scuola superiore statale, che chiaramente non costituisce una scelta obbligata nellíambito dellíesercizio dei diritti e della tutela delle libertý costituzionali. D. Lo Snals Ë díaccordo con líerogazione del buono-scuola alle famiglie che scelgono la scuola privata? R. Innanzitutto víË da dire che il bonus Ë esiguo e non risolve comunque il problema delle famiglie. Inoltre, affidandoci alla lettura del testo costituzionale e degli stessi lavori preparatori dellíAssemblea costituente che líha redatto, riteniamo che la sua costituzionalitý sia dubbia. Anche per questo abbiamo suggerito di prevedere, nella politica delle entrate, sgravi fiscali che tutta la scuola, e non solo parte di essa, merita; e di consentire la deduzione in maniera differenziata delle spese scolastiche dalla dichiarazione dei redditi in misura diversa, secondo il reddito, le condizioni familiari e quelle sociali e ambientali. D. Come considera le recenti riforme apportate al sistema scolastico? R. Sono stati proposti molti cambiamenti della scuola, ma sinora si sono rivelati sterili. Una riforma deve comportare il coinvolgimento di coloro che sono addetti a realizzarla: questa Ë la grande lacuna. I ritardi connessi a ciascuna riforma e la scarsa partecipazione dei soggetti chiamati ad attuarla non suscitano adeguate motivazioni e allontanano líobiettivo della maggiore qualitý. » inoltre necessario investire nel personale: una riforma della scuola non Ë mera spesa, bensÏ investimento. Un euro investito nella scuola costituisce un moltiplicatore in termini di capitale umano delle risorse disponibili. La riforma Moratti, seppure con le sue debolezze, Ë legge dello Stato; oggi esiste un problema di corretta applicazione, anche perchÈ in fase di attuazione possono attenuarsi gli effetti negativi derivanti dalla stessa, ad esempio sullíanticipazione dellíingresso nella scuola dellíinfanzia nonchÈ sulla precocitý dellíorientamento nella scuola secondaria. Di fronte alla mancata attuazione delle molte riforme italiane, si puÚ dire che la storia del nostro legislatore non Ë esaltante: non vorremmo allora che la riforma Moratti fosse attuata quando non pi˜ adeguata ai tempi. Lo Snals, che ha sempre creduto nellíautonomia didattica e di ricerca delle scuole, confida che la scuola reale dia puntuali indicazioni sulle modifiche da apportare ai punti meno chiari. Sono anni che invochiamo la riforma degli organi collegiali e territoriali, soprattutto per definire gli ambiti di responsabilitý e i poteri nella scuola dellíautonomia e nella distribuzione dei ruoli degli organi monocratici e collegiali. D. Che cosa pensa del canale istruzione-formazione istituito con la riforma Moratti? R. La difesa dei licei e della loro articolazione in otto indirizzi ci appartiene tutta. I corsi liceali sono sufficientemente differenziati e in grado di garantire, cosÏ come sono, scelte basate sulle inclinazioni naturali e sugli interessi dei giovani e collegate alle opportunitý che il mercato del lavoro offre. Il canale istruzione-formazione, vera novitý introdotta dalla riforma Moratti, non puÚ essere applicato in tutto il territorio in maniera differenziata: la pratica dellíalternanza scuola-lavoro non puÚ trovare terreno favorevole in determinate situazioni, e alla base di questo ragionamento víË un dato di fatto, la distribuzione delle opportunitý di lavoro a pelle di leopardo nel territorio. CiÚ non implica la classica distinzione tra il Nord e il Sud, bensÏ tra territori diversamente ubicati e pi˜ o meno ricettivi. In tal caso líesperienza di lavoro puÚ essere sostituita da simulazioni e da stages. D. Condivide líapplicazione del federalismo alla scuola? R. Lo Snals Ë per un sistema formativo ed educativo nazionale unitario: ciÚ non vuol dire optare per un sistema omologato nei contenuti e nei corsi, giacchÈ le comunitý esistenti nel territorio presentano una domanda differenziata cui deve far fronte uníofferta altrettanto differenziata. Ma questo non significa ´scuola regionaleª. Il vero rischio insito nel federalismo Ë, infatti, quello di una deriva localista che puÚ frantumare líimpianto unitario del sistema nazionale di istruzione e formazione, che salvaguarda líidentitý del nostro Paese. D. Attualmente quali sono le condizioni reali delle scuole? R. Questo Ë un grave problema anche in relazione alle norme dellíUnione europea in materia. Preoccupa molto lo stato dellíedilizia scolastica, soprattutto in alcune aree nelle quali gli enti locali, o per mancanza di risorse o, cosa ancor pi˜ grave, per mancanza di capacitý amministrativa, non hanno mai affrontato in maniera seria il problema. Numerosi ancora gli edifici adattati a scuole e quelli privi di requisiti essenziali come luminositý, cubatura, areazione, corrispondenti agli standard previsti dalla normativa vigente. Senza parlare poi dellíannosa questione delle barriere architettoniche che non sono state rimosse per facilitare líinserimento degli alunni disabili, come previsto dalla legge, e dei rischi che si corrono soprattutto nelle aree sismiche. Neanche gli impianti strutturali garantiscono sicurezza nelle scuole. D. Lo Snals-Confsal ha sempre puntato ad ottenere la stabilizzazione del personale: che cosa sta accadendo con il precariato? R. Líinstabilitý nel posto di lavoro Ë una vecchia malattia di cui non riusciamo a liberarci, che ha contribuito ad abbassare il livello della qualitý della scuola italiana. Fattori di ordine psicologico, sociale e professionale impongono la necessitý di una forte e diffusa stabilitý: basti pensare al valore della continuitý didattica. Inutile dire che non condividiamo la drastica riduzione del personale. La mancanza di una normativa transitoria, in attesa della puntuale attuazione di quanto previsto dalla legge n. 53 del 2003 sul reclutamento, ha creato tra quanti aspirano ad un contratto di lavoro nella scuola una conflittualitý che noi giudichiamo molto pericolosa e di difficile gestione. Lo Snals aveva chiesto un decreto legge che valorizzasse, con reale equitý, le esperienze di servizio e di studio riequilibrando il loro peso ai fini della determinazione del posto in graduatoria. Risale agli ultimi giorni líapprovazione da parte del Governo del disegno di legge sul precariato: lo Snals opererý affinchÈ esso sia emendato in sede parlamentare per dare reale tutela ai lavoratori coinvolti. Abbiamo chiesto altresÏ un piano pluriennale di assunzioni in relazione allíattuale situazione dei posti vacanti e a quelli che si renderanno disponibili nei prossimi anni, tenendo conto della necessitý di copertura del turn over; e un immediato decreto autorizzativo per le immissioni in ruolo almeno per un triennio. Il Governo deve dare coerenza allíattuazione della riforma prevedendo le necessarie risorse professionali da immettere in organico. Stabilendo equitý tra le categorie del precariato ed avviando i provvedimenti per le immissioni in ruolo, si potrý dare risposta alle legittime aspettative degli interessati che, finchÈ rimarranno schierati líuno contro líaltro, saranno sempre pi˜ deboli, con ovvie conseguenze negative. Va inoltre evidenziata la grave situazione in cui la scuola si trova a causa della mancata emanazione del bando di concorso ordinario per dirigenti scolastici: la ´vertenza scuolaª aperta dallo Snals riguarda anche questa importante questione. D. Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato il Piano programmatico finanziario per la scuola. Lo Snals Ë soddisfatto? R. Abbiamo sempre affermato che il sostegno finanziario alla riforma e il reperimento delle risorse per il reclutamento, la formazione e la valorizzazione economica del personale costituiscono un nesso inscindibile. Líapprovazione del Piano riscuote il nostro consenso di massima; valuteremo con molta attenzione le categorie di spesa e i tempi di investimento in relazione agli obiettivi di riforma e allíadeguamento retributivo del personale rispetto alle nuove responsabilitý e ai maggiori oneri derivanti dalle innovazioni. Dopo due anni e mezzo di legislatura, la legge finanziaria 2004 costituirý il banco di prova decisivo per il Governo Berlusconi che dovrý finanziare le proprie riforme e trovare le risorse per i rinnovi contrattuali. Il 31 dicembre 2003 scadrý il contratto scuola per i docenti Ata (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario) e quello per i ministeriali, mentre contratti quali quello dei dirigenti scolastici, del personale dellíUniversitý e dellíAfam (Alta Formazione Artistica e Musicale) sono scaduti il 31 dicembre 2001. Per quanto riguarda la materia finanziaria, bisogna verificare anche líattuale politica dei redditi, in relazione alla reale situazione inflattiva italiana rispetto ai Paesi europei. Saremo fermi e determinati nella salvaguardia del potere díacquisto delle retribuzioni e nella valorizzazione delle nuove professionalitý occorrenti in conseguenza dei maggiori oneri derivanti dalle riforme, e non concederemo sconti a nessuno. Lo Snals Ë un sindacato libero ed autonomo che ha fatto della proposta politica lo strumento privilegiato per raggiungere gli obiettivi di tutela del personale, ma non ha mai trascurato líazione sindacale, che Ë espressione di lotta civile, anche se dura.
back