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GIULIO FRATICELLI: UN ESERCITO EFFICIENTE E MOSSO DA IDEALI

intervista al capo di Stato maggiore dell'Esercito


 

 

 

apo di Stato Maggiore dellíEsercito dallo scorso luglio, il Tenente Generale Giulio Fraticelli ha assunto questo compito al culmine della grande trasformazione subita dallíEsercito e tuttora in atto, che interessa ogni campo: strategico, tattico, tecnologico. Tra le novitý pi˜ rilevanti la sostituzione dei tradizionali sistemi díarma con satelliti, bombe intelligenti, missili da crociera, elicotteri; la progressiva abolizione del servizio di leva; líapertura alle donne; líingresso nel mondo della comunicazione e dellíinformazione per promuovere líimmagine e reclutare personale di qualitý, líimpiego nelle aree a rischio per garantire la sicurezza e la libertý delle popolazioni. In questa intervista il Tenente Generale Fraticelli illustra i problemi e le prospettive del nuovo Esercito italiano. Domanda. LíEsercito Ë diventato indispensabile per le esigenze di sicurezza. Come svolge questo ruolo? Risposta. Diversi fattori hanno portato alla configurazione del nuovo Esercito. I cambiamenti politico-strategici e tattico-dottrinali hanno innescato una trasformazione inimmaginabile qualche decennio fa. La professionalizzazione del personale, líintroduzione delle tecnologie avanzate, il riaffermarsi di valori e ideali sono i cardini su cui ruota il rimodellamento organizzativo. Le pressanti esigenze di sicurezza richiedono Forze Armate capaci di operare con efficacia e di adeguare líorganizzazione alle esperienze maturate nelle missioni. » un processo che interessa tutti gli Eserciti impegnati nella sicurezza e nella pace e presenta caratteristiche di continuitý e rapiditý di cambiamenti. LíEsercito líaffronta mostrando uníelevata flessibilitý organizzativa e uníeccellente motivazione. Líaccresciuta capacitý della Forza Armata in campo internazionale, che fa apprezzare allíestero líItalia, nasce da questa nuova efficienza che si concretizza in risultati tangibili. Un esempio Ë il riconoscimento, in ambito Nato, del Comando di Corpo díArmata di Reazione Rapida a guida italiana, che candida líItalia a guidare coalizioni militari multinazionali. Un altro esempio Ë la struttura che dirige líattivitý di comunicazione e di marketing, chiave di volta del reclutamento, la cui qualitý Ë riconosciuta nei contesti pi˜ accreditati come il Salone della Comunicazione della Pubblica Amministrazione 2002, in cui líEsercito ha conseguito il premio per il ´diritto allíinformazioneª in concorrenza con oltre 300 organismi pubblici e privati. La comunicazione della Forza Armata mira a creare legami pi˜ stretti con la societý perchÈ la motivazione del professionista militare passa anche attraverso la considerazione dellíopinione pubblica. Il futuro comunicativo dellíEsercito riserverý la massima attenzione alle richieste del mondo civile, diventato ormai un suo interlocutore privilegiato. D. Dove vi sono stati i cambiamenti pi˜ evidenti? R. Nellíorganizzazione operativa, che Ë stata riconfigurata e si Ë arricchita del citato Comando di Corpo díArmata di Reazione Rapida; nellíorganizzazione logistica che ha affrontato la ristrutturazione. Per agevolare la costituzione di un organico di Forza Armata dedito allíassolvimento di compiti operativi si sono affidati ai privati servizi particolari quali il vettovagliamento e le pulizie. Anche líorganizzazione per le infrastrutture ha reimpostato i propri impegni per elevare la qualitý della vita nelle caserme in vista del passaggio a un Esercito professionale. Líobiettivo Ë raggiungere standard abitativi rispondenti alle esigenze del personale volontario, maschile e femminile, con la creazione di moduli da 2-4 posti letto e servizi ogni due moduli. Si Ë lavorato per soddisfare le esigenze relazionali dei militari cercando di migliorare i rapporti tra chi vive in caserma e la societý. Tale idea ha una realizzazione nella caserma Bechi Lucerna di Macomer: líinsediamento prevede uníarea addestrativa per attivitý prettamente militari e spazi satelliti aperti ai rapporti con il territorio circostante: asilo nido, cyber caffË, internet point, pizzerie, pub, cinema, biblioteca, edicola, sala da ballo o discoteca, centro commerciale, luogo per attivitý sportive. » stata adeguata líorganizzazione per il reclutamento, la formazione permanente e la qualificazione del personale. D. Come risponde líEsercito allíesigenza di formazione? R. » consapevole del valore della formazione, qualificazione e specializzazione del personale. Ai professionisti militari dellíEsercito, che devono svolgere compiti delicati e rischiosi, Ë necessario fornire le nozioni e la pratica indispensabili per operare con serenitý e consapevolezza nel ruolo ricoperto. Da questo derivano i rapporti di collaborazione con il mondo universitario e la diffusione dei metodi addestrativi basati sulla simulazione. Líesigenza di provvedere allíulteriore arricchimento del bagaglio professionale prettamente tecnico-militare ha portato ad inserire, nel ciclo formativo, fasi didattiche dedicate ad altri aspetti, direttamente o indirettamente correlati con le funzioni da svolgere nelle aree di impiego. LíIspettorato per la Formazione e la Specializzazione collabora con 15 Universitý per realizzare corsi di laurea e master post laurea, e per altre iniziative che attengono a numerose discipline. Compresi gli allievi degli Istituti di Modena, Torino e Viterbo, circa 3400 militari frequentano corsi universitari. Nella formazione rientra líaddestramento: grazie alla pi˜ sofisticata tecnologia Ë possibile svolgere esercitazioni attraverso un sistema di simulazione. Comandanti e staff responsabili di attivitý di ´comando e controlloª possono addestrarsi per migliorare le proprie prestazioni. La simulazione consente di perfezionare sia líutilizzo delle procedure di tutte le aree comprese quelle logistiche e sanitarie, sia le capacitý di pianificazione e di emanazione degli ordini per ridurre i tempi di reazione ai mutamenti della situazione. » vitale acquisire una pronta capacitý di reazione per operare efficacemente in aree operative la cui caratteristica Ë il rapido mutamento. I programmi addestrativi e formativi in elaborazione o applicazione sono diretti a garantire un adeguamento operativo pi˜ aderente alle mutevoli esigenze di intervento. Essi si prefiggono poi un ulteriore obiettivo, una sfida per la formazione dellíEsercito: fornire ai militari che scelgono uníesperienza limitata nel tempo nella Forza Armata - Volontari in Ferma Breve e Volontari in Ferma Annuale - la necessaria flessibilitý di competenze che consentirý loro di usufruire, nel mercato del lavoro civile, dellíesperienza acquisita nel periodo trascorso indossando le ´stelletteª. D. Quali sono gli attuali impegni allíestero dellíEsercito italiano? R. Comandi e reparti sono impegnati nel Kosovo nellíoperazione Joint Guardian con circa 2.600 unitý; in Bosnia nellíoperazione Joint Forge, con circa 1.000; in Albania con circa 600 unitý. Líevolversi della situazione internazionale ha spinto verso una maggiore ´multinazionalizzazioneª dei contingenti nei Balcani. Nel Kosovo lo scorso novembre sono stati unificati i settori di responsabilitý italiano e tedesco e affidati a una Brigata mista italo-tedesca, la cui leadership Ë assicurata, in turni annuali, dai due Paesi. Anche in Bosnia sono stati unificati i settori a guida italiana e tedesca e la nuova area di responsabilitý Ë stata affidata a un Battle Group multinazionale italo-tedesco la cui leadership Ë assicurata in turni semestrali dalle due Nazioni. Possiamo citare líimpegno nellíoperazione Antica Babilonia in Iraq, nella quale sono impegnate circa 1.800 unitý, e nellíoperazione Isaf in Afghanistan, nella quale i nostri 500 soldati schierati a Kabul hanno il compito di assistere le istituzioni politiche provvisorie impegnate a creare un Governo di riconciliazione multietnico; sino alla metý di settembre nellíoperazione Enduring Freedom ha operato in Afghanistan un contingente di circa 1.000 unitý. Le missioni in cui líEsercito Ë protagonista comportano un impegno, per periodi continui orientativamente di 4-6 mesi, di personale, mezzi e materiali in luoghi distanti dal territorio nazionale, in attivitý spesso ad alto rischio, in condizioni di disagio ambientale e operativo. Si tratta dellíimpegno di oltre 8.000 militari che operano con grande professionalitý per contribuire alla sicurezza e alla stabilitý internazionale. Il riconoscimento per la professionalitý dei soldati italiani Ë testimoniato dalla designazione di Ufficiali Generali italiani alla guida delle principali operazioni nei Balcani. Il Comandante del contingente multinazionale nel Kosovo, composto di Comandi e unitý di 30 Paesi, Ë italiano. Per gli impegni futuri si puÚ ipotizzare una riduzione numerica della presenza in alcuni teatri, ma siamo consapevoli che i rischi connessi alle missioni continueranno. D. Líimpegno sul territorio nazionale? R. LíEsercito opera per tutelare la sicurezza nazionale, nella sua pi˜ vasta accezione. Per la difesa della sovranitý e dellíintegritý nazionale ha fornito Comandi e unitý nellíambito dellíoperazione Domino, nata per la situazione di crisi internazionale creatasi con gli attentati alle Torri Gemelle. Líoperazione ha comportato un impegno iniziale di oltre 4.000 uomini e donne dellíEsercito per la vigilanza di punti sensibili nel territorio. LíEsercito assiste le Autoritý civili nel soccorso alle popolazioni colpite da calamitý naturali, garantendo un intervento immediato, di crescente specializzazione, dalla cessione di materiali, medicinali, viveri, coperte, allíimpiego dei reparti con mezzi e attrezzature, allíintervento di nuclei specializzati e in particolare del Genio. Posso citare gli interventi del 2002 in occasione dellíattivitý eruttiva dellíEtna e del sisma nella provincia di Campobasso. Líimpegno dellíEsercito comprende altre attivitý: bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici, abbattimento di edifici abusivi, concorso al controllo del territorio, difesa dei boschi dagli incendi, emergenza idrica. Líanno scorso i Nuclei anti-esplosivi hanno effettuato oltre 2.500 interventi con circa 3.000 ordigni distrutti. Líopinione pubblica considera líEsercito la risposta al bisogno di sicurezza, oggi nella fascia dei bisogni primari. D. Che fa líEsercito per ottenere mezzi anche tecnologicamente sofisticati? R. » stato avviato un processo di ammodernamento per poter agire con adeguate capacitý nelle crisi e nei rischi di proliferazione delle armi di distruzione di massa. Lo scorso anno il parco macchine si Ë arricchito con il veicolo da combattimento per la fanteria Dardo, con gli ultimi esemplari del carro armato Ariete, la nuova versione Combat dellíelicottero A129, il Veicolo díassalto veloce derivato dal modello Land Rover Defender. Líelevato contenuto tecnologico dei moderni armamenti ha orientato líEsercito verso la cooperazione internazionale per contenere i costi di acquisto. Un obiettivo che si persegue con tenacia Ë la realizzazione di un sistema di combattimento capace di collegare tutte le componenti operative per aumentarne líefficacia grazie alle tecnologie pi˜ avanzate. Líacquisizione di queste non si propone solo líobiettivo di aumentare la potenza, ma soprattutto di agire come moltiplicatore di sicurezza. Il soldato dovrý disporre di tecnologie integrate: dallíequipaggiamento individuale, vero abito sensoriale, ai sistemi díarma interconnessi dalla rete di Comando, Controllo, Informazioni, Comunicazione. D. Il soldato italiano del futuro sarý sempre pi˜ ´tecnologicoª? R. Proprio cosÏ. Uno dei cardini dellíintegrazione tecnologica Ë la trasmissione satellitare, il trasporto di dati, immagini e voce occupanti un volume sinora mai visto. Lo slogan dellíattuale campagna comunicativa dellíEsercito, ´Dal satellite allíuomoª, rende il concetto. Le componenti del sistema di comando e controllo dovranno permettere líesercizio delle funzioni di comando in modo accentrato e decentrato se non autonomo, con líunico riferimento della missione assegnata a seconda della situazione. Questo processo mira a trasmettere in tempo reale al singolo soldato le informazioni per operare in coordinamento con le migliori sue potenzialitý. Líuso di elaboratori di grandi potenza, la possibilitý di comunicazioni integrate e in tempo reale, la disponibilitý di sensori dotati di capacitý di elaborazione dei dati, permetteranno un maggiore coinvolgimento di tutte le componenti dislocate nello spazio delle operazioni e un enorme incremento della velocitý di risposta. Líimpiego della tecnologia digitale per aumentare efficacia e prontezza delle operazioni militari Ë previsto nei programmi dei pi˜ importanti e avanzati eserciti. D. Qual Ë il programma per migliorare la condizione dei militari? R. Líorientamento Ë sollecitare interventi legislativi per garantire al personale un soddisfacente livello di ´qualitý della vitaª: trattamento economico, disponibilitý di alloggi, mobilitý del soldato e della famiglia, assistenza alle famiglie in caso di impegni prolungati allíestero. Per migliorare la qualitý della vita del personale dal punto di vista infrastrutturale e relazionale la Forza Armata ha ideato ´caserma apertaª, struttura militare che offre la possibilitý di unire vita di caserma e vita sociale del territorio circostante. Materialmente si tratta di uníarea addestrativa per attivitý prettamente militari e frequentata da militari, e di spazi-satelliti aperti allíambiente esterno. La partnership creata con Amministrazioni locali, Istituti di formazione, Scuole, Universitý, imprenditoria, consente possibilitý alloggiative e di formazione, oltre che lavorative, per le famiglie. I progetti pilota consentono previsioni ottimistiche. Per la mobilitý del personale e della famiglia la Forza Armata ha avviato un progetto sperimentale di Agenzia di Ricezione: líAgenzia assisterý il militare e la famiglia nelle pratiche amministrative del trasferimento e favorirý líintegrazione con il tessuto sociale circostante. Per i militari con malesseri fisici o forme di disagio che coinvolgono la famiglia Ë stata creata una struttura in cui operano Ufficiali psicologi. Sono stati potenziati gli strumenti di comunicazione interna che favoriscono scambi di informazione e di idee. D. Come collega líEsercito la tradizione con la tecnologia? R. Senso della Patria e delle istituzioni, sentimento nazionale Tricolore, Inno nazionale, storia del Risorgimento, fino a qualche tempo fa erano sopiti nellíimmaginazione collettiva. Oggi la considerazione di questi valori Ë cambiata, anche grazie allíEsercito che ha contribuito a riportarli allíattenzione generale. Il richiamo al Tricolore come vessillo di libertý, testimone di sentimenti di unitý, fraternitý, uguaglianza e giustizia, suscita un orgoglio che da molto non si vedeva. Il senso della Patria, giý rinvigorito dalle partecipazioni alle missioni allíestero, si Ë riproposto con forza e convinzione. Lo dimostra la nuova sensibilitý verso líInno nazionale che adesso viene cantato negli stadi e insegnato nelle scuole. Gli strumenti tecnologici sono solo un mezzo per concorrere al mantenimento di valori e ideali e salvaguardare il diritto dei cittadini ad esprimere la propria umanitý nella massima libertý. D. Cosa fa líEsercito per entrare in contatto con i giovani? R. Con il mondo giovanile líEsercito entra in contatto, per esempio, attraverso i R.A.P. Camp, che consistono in tour promozionali concentrati nel periodo primaverile ed estivo, durante i quali il pubblico ha la possibilitý di vedere da vicino i mezzi dellíEsercito.
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