ROBERTO
CASTELLI:
GIUSTIZIA SOTTO INCHIESTA.
PER GUARIRLA
intervista al ministro della
Giustizia

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er
un motivo o líaltro, tutti lamentano líinsoddisfacente funzionamento della
Giustizia, i cui lunghissimi tempi penalizzano non solo i singoli individui
ma anche le imprese e quindi lo sviluppo economico del Paese. Tentativi
per snellire i procedimenti si sono susseguiti negli anni, ma non hanno
prodotto risultati apprezzabili. Anche perchÈ líapparato giudiziario Ë come
una macchina: non Ë detto che, riparando un singolo meccanismo, questa funzioni.
Il meccanico deve individuare tutti i guasti, accertare i rapporti tra le
varie aree, stabilire il grado di efficienza di ogni apparato. Delineato
un quadro generale, puÚ quindi decidere dove, come e quando intervenire.
Di un esperto cosÏ oggi la macchina della Giustizia dispone: Ë il ministro
Roberto Castelli. Il quale forse proprio perchÈ Ë anche un ingegnere, per
poter migliorare la situazione appena nominato ha varato, concordemente
con il Consiglio Superiore della Magistratura, una Commissione per valutare
líattivitý degli uffici giudiziari, ovvero per misurare quanto producono,
quali mezzi hanno a disposizione ecc. Infatti, solo dopo aver acquisito
una conoscenza approfondita di carenze, difetti ed errori, si potrý pensare
ai rimedi. Lo spiega egli stesso in questa intervista. Domanda.
Che cosa líha indotta ad affrontare questo problema e a prendere questa
iniziativa? Risposta. Se si osservano i dati statistici
disaggregati relativi alla durata dei processi, ci si rende conto dellíesistenza
di differenze notevoli, e il fenomeno Ë ancora pi˜ evidente se tali dati
vengono confrontati con altri, ad esempio quelli riguardanti líorganico
sia dei magistrati sia del personale amministrativo. Nella durata dei processi
della stessa natura differenze simili non sono apparentemente giustificate
da alcun motivo singolo. Dallíosservazione di questi dati, pertanto, Ë emersa
líopportunitý, ed anzi la necessitý di ricercare le cause di tale anomalia.
D. A chi Ë stato affidato lo svolgimento di questo compito?
R. Esisteva da anni una Commissione paritetica composta
da rappresentanti del Ministero della Giustizia e del Consiglio Superiore
della Magistratura, incaricata di studiare il problema, ma si era rimasti
ad uno stadio iniziale. Alla luce di queste considerazioni, abbiamo incluso
nella Commissione rappresentanti di una societý privata avente cognizione
in materia di valutazione dei managers, un rappresentante degli avvocati
ed un rappresentante del Ministero della Giustizia. D.
A quali risultati Ë giunta la Commissione? R. Il lavoro
Ë cominciato nel 2001. Si tratta, naturalmente, di uníoperazione complessa.
Comunque finora sono stati compiuti soddisfacenti passi avanti, apprezzati
sia dal Ministero sia dal Consiglio Superiore della Magistratura. Attualmente
il sistema di rilevazione Ë entrato in una fase concreta, la sua sperimentazione
negli uffici giudiziari di Bologna. Presto dovremo individuare qualche altra
sede giudiziaria nella quale attuare uníanaloga procedura. D.
In che modo sta procedendo questa sperimentazione? Sta incontrando delle
difficoltý? R. Le maggiori difficoltý riguardano il reperimento
delle informazioni. Si tratta di un problema strettamente connesso allíinformatizzazione
degli Uffici giudiziari, poichÈ solo attraverso una completa informatizzazione
degli uffici sarý possibile ottenere le informazioni necessarie a un basso
costo e con un alto tasso qualitativo. D. Ha molta fiducia
in questa formula? Quanto tempo occorrerý per ottenere il risultato sperato?
R. Il tema di una giustizia efficiente sta molto a cuore
anche al presidente della Repubblica. Personalmente credo molto in questo
progetto, anche se occorre capire quali saranno i tempi entro i quali esso
potrý avere una definizione pratica. Questo anche perchÈ la situazione finanziaria
non Ë brillante. Tra líaltro ci troviamo in un circolo vizioso, perchÈ il
Ministero della Giustizia, per fronteggiare le spese correnti, Ë costretto
ad usare i fondi destinati agli investimenti. Spero comunque che si tratti
di una situazione transitoria. D. Se líefficienza della
Giustizia e in particolare la rapiditý dei processi sono essenziali per
le imprese e quindi per líeconomia del Paese, con la legge finanziaria per
il 2004 attualmente in discussione in Parlamento il Governo non puÚ prevedere
maggiori stanziamenti finanziari a favore di questo settore? R.
La Giustizia Ë importantissima, ma purtroppo le prioritý sono tante. Ho
combattuto una battaglia personale per ottenere, quanto meno, una maggiore
elasticitý nellíimpiego delle risorse finanziarie assegnate al Ministero.
Dopo due anni di sforzi, líanno scorso sono riuscito a fare approvare, nellíambito
della legge finanziaria 2003, líistituzione di un fondo che puÚ essere utilizzato
in maniera discrezionale dal Ministero, ma si tratta di poco pi˜ di 60 milioni
di euro. In effetti si pronunciano molte parole ma si fanno pochi fatti.
Le riforme da me proposte in Parlamento vanno avanti pianissimo, nelle leggi
finanziarie la Giustizia non ha mai ricevuto particolari attenzioni. Forse
líattenzione Ë pi˜ attratta dalle polemiche che dai fatti concreti. E non
si vede nemmeno quello che il Ministero ha realizzato, perchÈ tutto Ë coperto,
appunto, dalle polemiche e dai veleni. Nel gennaio scorso ha emanato un
decreto con cui sono stati ampliati gli organici della Magistratura di 234
posti, distribuiti nelle varie Corti di appello secondo il loro carico di
lavoro. Ma Ë necessario conoscere quale vantaggio il sistema giudiziario
ricava da questi ampliamenti. Sappiamo che la Giustizia ha bisogno di nuove
unitý, ma chi assicura che vengano distribuite razionalmente? E che siano
proprio quelle necessarie? Non potrebbero essere distribuite meglio nel
territorio? A questi interrogativi ci riproponiamo di ottenere risposte
dalla nostra iniziativa, per avere riscontri oggettivi. D.
Quali aspetti particolari della macchina giudiziaria interessa conoscere
di pi˜ per predisporre eventuali provvedimenti migliorativi? R.
La realtý degli Uffici giudiziari Ë descritta attraverso indicatori di prestazioni
raggruppabili in quattro aree. Una di queste aree Ë costituita dal cosiddetto
´carico di giustiziaª, ossia dal numero dei procedimenti pendenti e dai
fenomeni che portano alla sua definizione: il tasso di affluenza dei procedimenti,
il tasso di smaltimento ecc. Una seconda area Ë costituita dalla loro durata,
elemento questo molto importante, viste anche le condanne comminate allíItalia
dalla Corte di Giustizia di Strasburgo. Una terza area consiste nella ´persistenzaª
nel giudizio, che rivela líidoneitý della sentenza a soddisfare o meno líesigenza
della collettivitý. Faccio un esempio: si sono creati i giudici di pace
per alleviare il lavoro dei Tribunali; se, per ipotesi, tutte le loro decisioni
fossero impugnate, i Tribunali non ne avrebbero ricevuto alcun vantaggio.
La quarta area infine Ë rappresentata dallíefficienza, ovvero dalla capacitý
di raggiungere gli obiettivi di tempi e quantitý con le risorse a disposizione
degli Uffici giudiziari. D. Le informazioni fornite dal
sistema di rilevazione consentono di risolvere i problemi esistenti? R.
I risultati del Sistema Giustizia dipendono da molti fattori, per cui un
sistema compiuto di misurazione consente di affinare le nostre conoscenze,
in modo da capire dove intervenire ed in quali tempi. D.
Verranno acquisite informazioni relative anche al costo finanziario dei
procedimenti? R. Vorremmo accertarlo per distinguere il
costo del funzionamento del sistema da quello del singolo procedimento per
arrivare ad un ottimale utilizzo delle risorse finanziarie. D.
Quali sono gli uffici interessati dal sistema di misurazione? R. Tutti,
quindi Tribunali, Corti di appello, Tribunali di sorveglianza, Procure generale,
Procure dei minorenni ecc. Giý questíampia tipologia dimostra la complessitý
del lavoro. D. » possibile confrontare realtý cosÏ diverse?
R. La Commissione sta lavorando anche sulla definizione
dei pesi di onerositý dei procedimenti penali e civili; ovvero un processo
per furto sarý pesato in modo diverso da un processo per mafia. Questo consentirý
di effettuare i confronti tra i diversi Uffici omogenei tra loro ma differenti
per tipologia di procedimenti. D. A chi sarý reso disponibile
questo sistema? R. A tutti gli Uffici giudiziari, al Consiglio
Superiore della Magistratura e al Ministero. Attraverso opportune azioni
di comunicazione la Commissione spiegherý a loro che questo non Ë uno strumento
di controllo, bensÏ uno strumento a supporto delle loro decisioni nellíottica
di una maggiore efficienza e qualitý del servizio offerto. |