L'AEOROPORTO
DELL'URBE PRONTO A DIVENTARE
UN GRANDE ELIPORTO
di
Stefano Simili
Il successo della seconda edizione dell'Elishow e il crescente interesse
di pubblico e Autorita' avvalorano
il progetto di trasformre l'aeroporto romano in un hub per attivita'
elicotteristiche
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nche
la seconda edizione dellíElishow tenutasi lo scorso settembre allíaeroporto
romano dellíUrbe Ë stata un successo sorprendente, con migliaia di spettatori
che hanno ammirato elicotteri ed aeroplani esibitisi in evoluzioni spettacolari.
Il crescente interesse del pubblico e delle Autoritý presenti ha avvalorato
il progetto di trasformare líaeroporto in un vero e proprio hub per attivitý
elicotteristiche dedicate alla protezione civile, al soccorso ma anche
al mondo degli affari e al turismo, quindi in un vero e proprio fulcro
di una rete di collegamenti elicotteristici regionali e nazionali. Infatti,
a dimostrazione dellíinteresse che questo progetto ha suscitato, allíinaugurazione
dellíElishow hanno partecipato i ministri Pietro Lunardi, Antonio Marzano
e Antonio Martino, nonchÈ il principe Alberto di Monaco presente per celebrare
il gemellaggio tra líaeroporto dellíUrbe e il frequentatissimo eliporto
di Montecarlo, collegato da elicotteri ´taxiª ogni 15 minuti con líaeroporto
di Nizza. E quanto líelicottero e un eliporto possano essere utili nel
contesto dei collegamenti Ë stato chiaramente provato quando il ministro
dei Trasporti del Principato monegasco ha raggiunto in elicottero il principe
Alberto giungendo direttamente da Monaco allíUrbe in meno di due ore.
Nelle interviste rilasciate a Specchio Economico e di seguito riportate,
tutti i protagonisti hanno sottolineato come, oltre a un programma di
sviluppo infrastrutturale comunque indispensabile, ora Ë fondamentale
la diffusione a livello nazionale della ´culturaª dellíelicottero, affinchÈ
tutti possano apprezzarne le straordinarie ed uniche capacitý. Ad essere
interessata a che ciÚ avvenga Ë anche líindustria elicotteristica, come
sottolinea Giuseppe Orsi, direttore generale dellíAgusta. Domanda. Protezione
civile, emergenza sanitaria ma anche affari e turismo sono attivitý che
potrebbero avvantaggiarsi della rivitalizzazione dellíUrbe come eliporto.
Quale potrebbe guadagnarci di pi˜? Risposta. La disponibilitý di un eliporto
allíUrbe avvantaggerebbe tutti coloro che operano con líelicottero, uno
strumento le cui caratteristiche devono poter essere valorizzate. Le sue
specificitý ne hanno favorito, infatti, la rapida applicazione in molti
settori, facendone un mezzo di lavoro di ausilio per numerose attivitý:
oggi nel mondo sono in servizio oltre 30 mila elicotteri impiegati nei
compiti pi˜ diversi, in tutti i climi, a tutte le ore del giorno e della
notte e in ogni condizione di tempo. Personalmente sono assolutamente
díaccordo con quanto recentemente ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti Pietro Lunardi a sostegno della diffusione di una cultura
dellíelicottero e della predisposizione di strumenti atti ad un suo pi˜
esteso uso. D. E quali regioni italiane ne trarrebbero beneficio? R. Un
eliporto allíUrbe, anche grazie alla sua posizione baricentrica rispetto
al territorio nazionale, potrebbe rappresentare una risorsa estremamente
utile in tutto il sistema dei trasporti nazionali. I collegamenti trasversali
nel Centro e nel Sud Italia sono sempre stati problematici per líorografia
e la distribuzione dei punti díinteresse. Líelicottero rappresenterebbe
il mezzo di collegamento ideale. Le caratteristiche e le potenzialitý
di questo mezzo sono, ancora oggi, solo parzialmente sfruttate; questo
strumento puÚ, perciÚ, rivelarsi una componente essenziale del sistema
dei collegamenti intermodali cittadino ed extra-urbano. Con líAB139 si
potrebbero, ad esempio, trasportare giorno e notte 12 persone con relativo
bagaglio dallíUrbe a Viterbo in circa un quarto díora, allíAquila in 20
minuti, a Napoli in poco pi˜ di 45, ad Ancona in meno di uníora e in Sardegna
in uníora esatta. D. QualíË la sua opinione in merito allíeliporto di
Montecarlo e come potrebbe svilupparsi quello dellíUrbe? R. Credo di poter
dire che líeliporto di Montecarlo sia un esempio da seguire. Il suo sviluppo
e la sua integrazione nel sistema trasporti del Principato, con i benefici
che ne sono derivati alla comunitý monegasca, sono la chiara dimostrazione
di quanto detto. Credo che il gemellaggio celebrato tra líUrbe e líeliporto
del Principato durante líElishow possa essere di buon auspicio per il
decollo di Urbe. D. Se operatori privati o pubblici utilizzassero líeliporto
dellíUrbe, quali tipi di elicottero potrebbero essere utilizzati? R. Gli
elicotteri pi˜ moderni sono dotati di caratteristiche tecniche e di equipaggiamenti
che ne consentono líimpiego per le pi˜ diverse attivitý con la massima
sicurezza anche in aree densamente popolate. Elicotteri Agusta come líA119
Koala, líA109 Power e líAB139, sono attualmente utilizzati, o lo saranno
presto nel caso del 139, in tutto il mondo, a partire dai centri urbani
pi˜ congestionati, come ad esempio quelli americani. Le loro caratteristiche
tecniche, che consentono di operare senza alcun tipo di restrizione e
in ogni condizione meteorologica, ne fanno un tipico esempio di elicotteri
utilizzabili allíUrbe sia per attivitý locali che per collegamenti punto-punto.
La ricerca in corso presso tutti i costruttori mondiali per ottenere delle
caratteristiche sempre pi˜ ´enviromentally friendlyª renderý líelicottero
ancora pi˜ amico e quindi ne aumenterý la diffusione. D. CíË la possibilitý
che venga costituita una societý, controllata dallo Stato ma gestita privatamente,
per sviluppare le attivitý sullíaeroporto dellíUrbe. LíAgusta Ë interessata
a partecipare a tale societý? R. LíAgusta intende mantenere il ruolo di
costruttore di elicotteri e non impegnarsi direttamente in settori collaterali.
» tuttavia nostro grande interesse favorire líimpiego dellíelicottero
quale strumento al servizio della collettivitý, e in questo contesto siamo
molto interessati allo sviluppo dellíaeroporto dellíUrbe e stiamo collaborando
con gli Enti preposti. D. Come si puÚ collocare in questo ambito líimpiego
del convertiplano? R. Il BA609, a cui stiamo attivamente lavorando, si
inserisce perfettamente nello sviluppo dei collegamenti cui ho accennato.
Le sue caratteristiche rivoluzionarie - atterra e decolla come un elicottero
ma vola alla velocitý, alla quota e con líautonomia di un moderno velivolo
a turboelica -, ne fanno un strumento eccezionale e lo pongono a un livello
intermedio tra líelicottero e líaeroplano. Pensiamo alla possibilitý di
decollare da una qualsiasi localitý della Sicilia o del Trentino, e per
localitý intendo uno spiazzo dal quale possa decollare un elicottero e
giungere direttamente allíUrbe senza dover necessariamente utilizzare
gli aeroporti e subirne le perdite di tempo e i costi connessi. Si tratta
di un mezzo che rivoluzionerý líidea stessa di mobilitý comíË attualmente
concepita: decollare come un elicottero, volare ad oltre 500 chilometri
líora per pi˜ di 1.300 chilometri a 9 mila metri di altezza e atterrare
praticamente nel ´giardino di casaª. Questo puÚ fare il nostro convertiplano.
D. A proposito dellíElishow, ritiene utile tale manifestazione in un panorama
internazionale che Ë giý ricco di simili eventi? R. Nel nostro Paese líattenzione
e la passione del volo sono radicate e molto diffuse. I dati relativi
allíaffluenza in tutte le manifestazioni del genere che si svolgono in
Italia ne sono una dimostrazione. LíElishow si caratterizza come un evento
soprattutto elicotteristico, e giý questa Ë una particolaritý. Ma soprattutto
vuole essere, lo ripeto ancora, uno strumento per favorire la diffusione
della cultura dellíelicottero in un Paese che vede la propria industria
elicotteristica al primo posto nel mondo. Proprio per questo non posso
considerare che con favore questa iniziativa. Díaltronde non sono molte
le manifestazioni elicotteristiche di un certo livello. La pi˜ importante
Ë quella che si svolge annualmente negli Stati Uniti, dove esiste una
radicata esperienza nellíimpiego dellíelicottero, vero e proprio strumento
al servizio della collettivitý nazionale. Poi ve níË una in Inghilterra,
altro Paese in cui líelicottero svolge un ruolo rilevante nellíambito
del sistema economico. Non vedo, quindi, perchÈ líElishow che si tiene
a Roma non possa acquisire una propria specifica fisionomia e continuitý,
anche se ritengo che, una volta consolidata líiniziativa, la cadenza biennale
sia quella pi˜ appropriata.
uando Vito Riggio ha assunto, lo scorso ottobre, la presidenza dellíEnac,
Ente preposto allíaviazione civile, lo sviluppo dellíaeroporto dellíUrbe
era uno dei dossier sulla scrivania. Infatti, a differenza degli altri
aeroporti italiani, líUrbe, come quelli di Pantelleria e Lampedusa, Ë
gestito direttamente dallíEnac. Domanda. Che cosa ha in programma líEnac
per avviare il progetto dellíUrbe? Risposta. Naturalmente bisogna attrezzare
líaeroporto. Mi farÚ carico dellíindicazione del ministro dei Trasporti
Pietro Lunardi di convocare intanto le strutture interne dellíEnac e il
nuovo direttore generale perchÈ dicano esattamente cosa serve sia allíEnac
che allíEnav per poter utilizzare bene líaeroporto. Appena avrÚ questo
quadro bisognerý allargare líinteresse al Comune e alla Regione, in modo
da rendere possibile la costituzione di una societý di gestione in cui
siano rappresentati la parte pubblica, quella cioË degli enti territoriali,
ma anche, se fosse possibile attraverso una gara europea, i privati. Noi
vorremmo farlo perchÈ essendo líaeroporto collocato allíinterno della
cittý, il Comune potrebbe avere interesse a svilupparlo con noi. ParlerÚ
con il sindaco di Roma Valter Veltroni, con il presidente della Provincia
Enrico Gasbarra e con il presidente della Regione Lazio Francesco Storace.
D. Ad li lý del potenziale collegamento con Fiumicino, quale potrebbe
essere il profilo dellíutente tipico dellíaeroporto? R. Un uomo díaffari
che da Rimini, da Pisa o da Napoli volesse raggiungere il centro di Roma
con il proprio elicottero privato potrebbe utilizzare líUrbe. Credo che
questo sarebbe un vantaggio. Le rotte elicotteristiche di uníora e mezza
o due si possono fare. PerÚ costa molto, perchÈ in Italia sui voli pi˜
lunghi líelicottero non Ë competitivo rispetto allíaereo. Tuttavia un
aeroporto ben attrezzato e soprattutto con un buon collegamento viario
con la cittý aumenterebbe notevolmente i vantaggi di questo tipo di trasporto.
In un aeroporto il problema di solito non Ë fare volare, ma portare la
gente che atterra in cittý attraverso, ad esempio, metropolitana o strade.
Per questo chiedo il coinvolgimento delle autoritý locali. D. Cosa insegna
Montecarlo? R. Monaco dimostra che, pur non avendo uníindustria elicotteristica,
Ë possibile utilizzare líelicottero; Ë un esempio di cosa si puÚ fare.
Ma noi abbiamo anche una bella industria elicotteristica, una tradizione
e uníalta considerazione nei rapporti internazionali, per cui creare la
cultura dellíelicottero significa anche creare ulteriori possibilitý di
sviluppo per un comparto industriale tecnologicamente molto avanzato.
E líElishow puÚ diventare una sorta di Le Bourget dellíelicottero.
Un
importante protagonista del gemellaggio tra líUrbe e Montecarlo Ë stato
líambasciatore del Principato di Monaco a Roma, Henri Fissore. Domanda.
Che cosa ha fatto Montecarlo per diventare un importante hub elicotteristico
e un esempio per lo sviluppo dellíUrbe? Risposta. Montecarlo Ë in una
posizione un poí particolare perchÈ accoglie ogni anno quattro o cinque
milioni di persone e perchÈ, a causa del traffico e del fatto che la gente
vuole venire senza perdere tempo, cíË stata circa trentíanni fa una prima
esperienza con líelicottero. Ovviamente a quellíepoca si trattava di voli
su richiesta, mentre oggi sono 165 mila i passeggeri ogni anno che fanno
il percorso tra líaeroporto di Nizza e Montecarlo. Questo numero elevato
di passeggeri Ë dovuto al fatto che con una linea regolare si puÚ arrivare
a un prezzo addirittura leggermente inferiore a quello del taxi, che Ë
di circa 70 euro per un tragitto di 30-45 minuti, rispetto ai 7 impiegati
dallíelicottero, che parte ogni 10-15 minuti. Ve ne sono due tipi: uno
a sei posti e uno a nove posti. Allíeliporto di Montecarlo cíË anche una
navetta gratuita che in 15 minuti al massimo conduce le persone a destinazione.
Lí80-90 per cento dei passeggeri che usano líelicottero a Monaco Ë composto
da gente normale e non da ´vipª. D. Come Ë nata la relazione tra Montecarlo
e líUrbe? R. Allíinizio abbiamo avuto dei contatti con líEnac per accertare
se era possibile sviluppare uníattivitý sulla costa ligure, poichÈ líaeroporto
di Nizza serve non solo la Francia e il Principato di Monaco ma parte
dellíItalia del Nord. Anche i genovesi qualche volta prendono líaereo
a Nizza, perchÈ líaeroporto della cittý Ë internazionale. Si puÚ immaginare,
in effetti, uno sviluppo dellíattivitý con cittý come Ventimiglia, Sanremo,
Albenga, Savona. Attraverso questo progetto abbiamo avuto dei contatti
con le autoritý locali e con líEnac, il cui direttore generale ha visto
un modello, perchÈ líeliporto di Monaco ha molti pi˜ passeggeri di tanti
aeroporti italiani di piccola e di media dimensione. D. Come prevede che
possano svilupparsi nel futuro le attivitý elicotteristiche allíUrbe?
R. Ho visto che in questi giorni Ë stato giý lanciato un servizio elicotteristico
turistico da tale aeroporto, per vedere Roma dallíalto. Ho avuto anche
occasione di parlare con il sindaco di Civitavecchia, dal quale ho appreso
che il porto di Civitavecchia Ë un poí il porto di crociera di Roma, con
circa tre milioni di passeggeri allíanno. Parte di questi passeggeri vogliono
visitare Roma e si potrebbe immaginare un collegamento con líaeroporto
dellíUrbe. Mesi fa ho parlato anche con il sottosegretario allo Sport,
líonorevole Mario Pescante, che mi ricordava, per esempio, i giochi olimpici
invernali di Torino, dove sarebbe interessante usare líelicottero per
raggiungere le stazioni sciistiche che distano un centinaio di chilometri
dalla cittý. Anni fa si era attuato un simile collegamento durante le
Olimpiadi invernali di Albertville. D. Quali le ragioni dello scarso sviluppo
del trasporto in elicottero? R. Essenzialmente tre: costo, sicurezza e
ambiente. Spesso i problemi ambientali e di sicurezza possono essere risolti
perchÈ esistono regolamentazioni precise. Per líambiente, Ë vero che líelicottero
fa un poí di rumore, ma adesso quelli biturbina costruiti, per esempio,
dallíAgusta sono tra i pi˜ silenziosi. Il problema maggiore finora Ë stato
il costo, ma si Ë visto che a Montecarlo, senza particolari sovvenzioni
dello Stato e con una gestione totalmente privata, il servizio Ë diventato
competitivo. Ma anche a un prezzo meno competitivo il guadagno in tempo
Ë notevole, particolarmente in una cittý come Roma dove il traffico puÚ
essere intenso, e questo mi lascia supporre che nel prossimo futuro lo
sviluppo del trasporto in elicottero sarý sicuramente notevole.
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