COSI'
OPERERA' LA NUOVA SACE PER LE IMPRESE ESPORTATRICI
di
Giorgio Tellini
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al
primo gennaio la Sace, Istituto dei Servizi Assicurativi per il Commercio
Estero, Ë una societý per azioni. In altri termini, Ë stata privatizzata.
» un cambiamento non solo di immagine, ma operativo-gestionale. Un cambiamento
di particolare significato perchÈ conclude un ciclo, quello del risanamento
e del rilancio, e ne apre uno nuovo, tutto da realizzare. Occorre cioË crescere
nellíattivitý assicurativa istituzionale nei mercati dei Paesi non aderenti
allíOcse e, in parallelo, avviare una nuova attivitý in aperta competizione,
al servizio in particolare delle piccole e medie imprese, anche nei mercati
sviluppati, dove líofferta degli operatori privati risulti volatile o inadeguata.
Guardiamo al domani alla luce di quanto la Sace ha realizzato e della strategia
coerentemente perseguita. Mi piace sottolineare questo aspetto perchÈ la
sua trasformazione in societý per azioni non Ë un atto formale; Ë un traguardo
conseguito attraverso uníazione sviluppatasi negli anni, che ha coinvolto
tutte le strutture, che ha portato líIstituto nel 2002 a chiudere i conti
in attivo. Un ritorno allíutile che pareva un miraggio. Non Ë stato facile.
Ma i risultati ci hanno dato ragione. La Sace ha messo a punto nel 2002
il ´Piano di sviluppoª pluriennale, nellíambito del quale Ë stato definito,
ed Ë in attuazione, il ´Piano delle attivitý 2003ª. Ci siamo dati specifici
obiettivi che stiamo conseguendo. Li ricordo: fornire assistenza alle imprese
italiane per consentire loro di operare su basi competitive con altri sistemi;
sostenere adeguatamente le piccole e le medie imprese che incontrano maggiori
difficoltý nellíaccedere al mercato dei capitali privati; coprire una quota
crescente delle esportazioni made in Italy. Un obiettivo, questíultimo,
che supera líattivitý di un esercizio per tendere a valorizzare il ruolo
prospettico della Sace nel Paese. Ma cíË di pi˜, a mio parere: la Sace si
Ë data anche obiettivi quantitativi, li ha resi noti, ha deciso di verificarli
periodicamente, allíinsegna della pi˜ ampia trasparenza. Una scelta che
viene vissuta con partecipazione da tutti i dipendenti. Questo aspetto merita
una particolare attenzione proprio con riferimento alla trasformazione in
societý per azioni: la strategia operativa, attuata allíinsegna del coinvolgimento
e della trasparenza, sta progressivamente diventando cultura. Cultura di
mercato, quale si conviene a una societý chiamata a fornire servizi in concorrenza
con altre imprese e a mettere a punto polizze assicurative in grado di soddisfare
precise esigenze dei clienti: delle imprese che, con coraggio e volontý,
competono sul mercato internazionale. Su questa piattaforma ci proponiamo
ora di costruire la nuova Sace, di dare una risposta concreta e positiva
alla sfida (rileggiamo il decreto approvato dal Governo), di ´sostenere
con maggiore efficienza ed efficacia le imprese italiane, in particolare
le piccole e medie, nella loro attivitý di esportazione e di investimenti
allíesteroª. Il cambiamento della veste giuridica determinerý trasformazioni
allíinterno dellíIstituto e nella sua proiezione esterna: due terreni strettamente
collegati, comíË ovvio, ma che meritano alcune specifiche sottolineature
per valutarne appieno la portata. Sul piano interno la societý significa
rafforzamento della soliditý patrimoniale e piena autonomia gestionale e
finanziaria. Si tratta di dare vita a una gestione progressivamente pi˜
snella, con tempi di risposta sempre pi˜ celeri. Giý nel piano 2003 ci eravamo
posti traguardi ambiziosi su questo terreno. Intendiamo fare ulteriori significativi
passi, proprio in funzione dello sviluppo e della diffusione di quella cultura
di impresa che Ë necessaria per competere sui mercati globali. Sul piano
operativo la Sace entrerý in nuovi mercati con una capacitý di offerta integrata
e completa alle imprese nazionali. La sua attivitý potrý essere estesa anche
ai Paesi appartenenti allíUnione europea e allíOcse, finora esclusi dagli
interventi assicurativi dellíIstituto: innovazione particolarmente importante
dati gli intensi flussi commerciali italiani con i Paesi che entreranno
nellíUnione nel 2004. La Sace svolgerý tale attivitý a proprio rischio come
stabilito dalla normativa europea, e, per garantire paritý di condizioni
con gli operatori privati del settore, sarý soggetta alla disciplina in
vigore per le assicurazioni private e alla vigilanza dellíIsvap. Uníannotazione
Ë importante per completare il panorama della futura azione: non intendiamo
entrare in competizione con gli operatori privati, ma essere complementari
agli stessi. Ci proponiamo di espanderci soprattutto in quelle aree del
mondo che presentano un rischio di mercato intermedio. Mi riferisco ai Paesi
dellíEuropa centrale e orientale che entreranno nellíUnione europea nel
2004. Quando tali Paesi entreranno nellíUnione, le aziende italiane che
esportano in essi non potranno pi˜ ottenere garanzie presso le assicurazioni
pubbliche. Questa limitazione potrebbe rendere troppo elevati i premi assicurativi
o esigui i plafond. La Sace potrý proporre alle aziende italiane che esportano
in quei Paesi premi meno elevati; soprattutto potrý offrire, in base alla
propria struttura operativa e finanziaria, una maggiore possibilitý di copertura
dei rischi. Per essere espliciti, occuperý spazi di mercato in cui cíË concorrenza,
ma difficili dal punto di vista della gestione economica. Studieremo opportune
formule per le esigenze delle imprese nel contesto della strategia della
Sace. Sono fiducioso e ottimista. La societý comincia líattivitý con una
dotazione finanziaria di 10 miliardi di euro che rappresentano il portafoglio
crediti della gestione assicurativa che il Ministero dellíEconomia mette
a disposizione. Ma dobbiamo guardare oltre, dando al cambiamento il significato
pi˜ ampio e completo: quello di una rivoluzione operativa che ha nella cultura
di impresa il principale motore. |