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ARTI, MESTIERI E PROFESSIONI.
QUEL MIRACOLOSO MONDO DEGLI INGEGNERI
di Giorgio Fozzati


 

 

he ci vuole?ª. » questo líesordio tipico degli ingegneri, che hanno sempre una risposta per tutto e che poi finiscono, in ogni modo, per avere ragione. Il mondo si distingue in molte categorie di persone e certamente quella degli ingegneri Ë la pi˜ distinta di tutti: basta osservare il religioso silenzio davanti alle affermazioni di un ingegnere russo quando la Russia si chiamava Unione Sovietica. Non parliamo poi degli ingegneri tedeschi, o di quelli giapponesi degli ultimi decenni. Insomma una categoria di benestanti dellíintelligenza pratica. Mi ha sempre colpito il trattamento che Ë riservato agli ingegneri: non succede come agli altri laureati, per esempio a un avvocato. ´Lei che lavoro svolge?ª. Líavvocato. Ed esercita?. Ecco, comincia cosÏ la discriminante con tutti gli altri laureati di questo mondo, sempre alla ricerca di uno status. Con i letterati: ´Scusi la domanda forse un poí impertinente, ma di che vive?ª. Con i medici: ´Che specializzazione ha detto?ª, cercando di tenersi alla larga. Con i filosofi: sorriso di compiacenza e frase di circostanza ´Eh il mondo avrebbe pi˜ bisogno di filosofi come lei...ª, e anche in questo caso resta il dubbio sul pane quotidiano. Con gli economisti: ´Lavora in banca oppure da qualche altra parte?ª, quasi un epitaffio che farebbe bella mostra su una bella lapide di marmo nel cimitero romano di Prima Porta. Infine a chi dice ´Io faccio il managerª: ´Scusi, ma in che cosa ha detto che Ë laureato?ª. Fin da quando abbiamo imparato a scrivere, líingegnere Ë entrato prepotentemente nel nostro mondo: si scrive con, o senza la ´iª? Vediamo se hai imparato. Con il medico, il fabbro, il giornalaio o il fontaniere non succede nulla di tutto ciÚ: síimpara subito a scrivere il nome di queste arti e mestieri, e non rimangono dubbi e assilli vocalistici. Invece chi Ë ingegnere Ë ingegnere e basta: non ha bisogno nemmeno di lavorare per distinguersi, Ë ingegnere. CioË qualcosa che comunque impegna le facoltý mentali 24 ore su 24, conforma il cervello, la mente, il linguaggio. Chi ha un ingegnere in famiglia ha assicurato un buon pedigree: ´Sai, lo zio Ë ingegnereª. Io ero ´il figlio dellíingegnereª, cosÏ mio padre era conosciuto: non per quello che faceva, bensÏ per il titolo accademico. Il Politecnico di Torino Ë sempre stato considerato la Mecca degli ingegneri, raggiunto in seguito da quello di Milano. Una cittý che vanti un Politecnico ha giý conquistato una discreta quotazione, meglio se riesce a denominarlo ´Scuola politecnicaª, fa pi˜ fine. Per definizione líingegnere Ë capace di fare di tutto: la sua forma mentis applicativa non retrocede davanti ad alcun ostacolo. Guardiamo che cosa Ë riuscito a combinare Carlo De Benedetti (líIngegnere, appunto): ha ridotto ai minimi termini líOlivetti, ci ha fatto fare una brutta figura davanti allíestablishment finanziario mondiale con la sua scalata alla SocietÈ Generale de Belgique, pubblica LíEspresso le cui copertine fanno arrossire anche Tinto Brass. E tutto ciÚ con una laurea in Ingegneria. Mica male pero! Mi Ë capitato pi˜ di una volta, essendo appunto figlio dellíingegnere, di essere chiamato a mia volta ´ingegnereª, cosÏ come atto di stima nei confronti di mio padre e, forse, anche un poí mia. Líespressione che si dipinge sul volto della persona quando comunico che non sono ingegnere Ë un misto di delusione e rammarico: ´Beh pazienzaª, aggiungono i pi˜ sinceri. Vivere con la dipendenza dagli ingegneri Ë un piccolo incubo al quale siamo stati abituati bene in questo Paese: difficilmente le Poste non recapitano puntualmente ogni mese il bollettino dellíOrdine degli ingegneri, una Bibbia sfigura al confronto. Ci sono ingegneri simpaticissimi come quello che in ogni cena di beneficenza riesce a rispondere a tutti i quiz della serata. Altri che riescono, con infinita pazienza e tenacia, ad insegnarci cose che non immagineremo mai di saper fare. CíË líingegnere transgenico, un mutante che brilla di luce propria, proiettato nel continuo divenire del futuro tecnologico: si riconosce quando gli mostrate orgogliosi líultimo modello di palmare sofisticato e lui, per tutta risposta, vi parla come se fosse giý superato il foglio di carta elettronico. Ci sono i ´grandi ingegneriª, quelli che si sono laureati in tempo di guerra o gi˜ di lÏ; oggi sono sul ´Sunset boulevardª, ma continuano ad essere uomini capaci di una cultura smisurata in ogni campo del sapere. Ne conosco uno che adesso mette in riga porporati e guardie svizzere: uníelasticitý paurosa, dopo essersi occupato della lunghezza del passo dei treni in Spagna, dei guasti dellíOM, dei conti della Rinascente, dei magazzini della J.C. Penney, laureandosi nel tempo libero in filosofia. In genere gli ingegneri nascono uomini. Il giorno in cui mia nipote comunicÚ che avrebbe studiato Ingegneria quasi mi si bloccÚ il diaframma. Oggi Ë laureata in Idraulica e si occupa di acquedotti e fognature. Ecco, penso che il Parlamento, con uníapposita legge urgente proposta dal ministro delle Pari opportunitý, dovrebbe vietare che una donna, seppure ingegnere, si occupi di fognature. Non sta bene. A proposito di politica e Parlamento: in una statistica di un paio di anni fa il Corriere della Sera riportava la totale assenza di laureati in Ingegneria negli emicicli nazionali; oggi pi˜ di un ministro Ë ingegnere e si nota una certa ruviditý. PerchÈ, come notava Luciano de Crescenzo, essendo la politica líarte della menzogna, líingegnere Ë incapace di mentire. Ergo, niente senatori e deputati dalle aule dei Politecnici. Peccato, perchÈ un poí di sobrietý ingegneristica non guasta proprio. Un tipo particolare Ë líingegnere a metý tra la old e la new economy, un poí tecnologico un poí praticone: circuiti e chiavi inglesi, questo si aggiusta e questo perchÈ buttarlo? » una raritý nel campo, versatilitý di utilizzo al 100 per cento. In ufficio non cíË apparecchio in grado di nascondere i propri segreti a questo ingegnere: riesce a far funzionare un vecchio fax, con un cavetto rimette in funzione la stampante, líascensore funziona cosÏ, le cartucce riciclate vanno benissimo e costano di meno. Che ci vuole? Basta saldare i due fili facendo bene attenzione al colore dei cavetti e tutto funzionerý come prima. Invece ci fu una violenta deflagrazione. I giornali si affrettarono a scrivere che probabilmente si trattava di un attentato. Líingegnere tuttofare disse fra sÈ: ´Adesso ho capito che i fili andavano messi in ordine inverso: riproviamoª.
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