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VINCENZO VITA:
PROVINCIA DI ROMA,
MAI COSI' CONOSCIUTA
intervista all'assessore alla Cultura

L’assessore alle Politiche culturali
illustra il ricco programma
tendente a valorizzare
e far conoscere il patrimonio
esistente nell’hinterland

on una grande conoscenza del mondo della comunicazione - esperto e saggista del settore, sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni nei passati Governi di centrosinistra -, líon. Vincenzo Vita ha assunto ora il compito di compiere un miracolo. Con la carica di assessore alle Politiche culturali, della Comunicazione e dei Sistemi informativi della Provincia di Roma, deve gareggiare con un colosso a livello mondiale, appunto la cittý di Roma, nel far conoscere a romani, italiani e stranieri i tesori culturali che líhinterland romano nasconde ma possiede, forse non meno della metropoli. Uníimpresa stimolante, considerando che comunque anche Roma, con tutti i suoi organismi e mezzi specifici, fa parte dei 120 Comuni della provincia. CosÏ líon. Vita illustra il proprio programma che, oltre ad essere molto ricco, raggiunge una qualitý e un livello mai prima conosciuti dal territorio di riferimento.
Domanda. Qual Ë líobiettivo numero uno della politica culturale della nuova Amministrazione provinciale di centrosinistra?
Risposta. Líobiettivo principale della nostra attivitý Ë cambiare líordine degli addendi, ossia catalizzare líattenzione dei turisti e degli stessi romani verso la provincia, eliminando o quanto meno attenuando quella filosofia che ho trovato quando mi sono insediato: basata sul principio che la provincia costituisca una seconda scelta rispetto al capoluogo; per fare un paragone, come la seconda facciata nei vecchi dischi di vinile. Líobiettivo principale consiste, quindi, nel porre la provincia al centro dellíattenzione di tutti i cittadini, romani e non romani, rendendoli partecipi delle diverse iniziative. Questíultima, da parte sua, deve elaborare un programma centrato sul concetto di ´Provincia capitaleª, finalizzato a raggiungere grandi risultati.
D. Quali dovrebbero essere in dettaglio questi risultati?
R. Il primo consiste nellíentrare a far parte attivamente di tutte le istituzioni culturali pi˜ importanti di Roma, dalle quali la Provincia Ë stata finora pressochÈ assente. Per esempio del nuovo Auditorium-Parco della Musica e della societý Musica per Roma che lo gestisce. CosÏ per quanto riguarda la gestione del Teatro dellíOpera cui la Provincia partecipa istituzionalmente, e del Teatro Stabile di Roma, di cui Ë uno dei soci. Inoltre deve stabilire collegamenti pi˜ stretti con Universitý, Centri di ricerca, Scuole di formazione e con le altre istituzioni a carattere scientifico e culturale. Nel suo territorio sono insediati il Consiglio Nazionale delle Ricerche, líEnea, líIstituto Nazionale di Fisica Nucleare, líIstituto Superiore di Sanitý e tanto altro ancora.
D. Allíinterno di tali istituzioni quale ruolo dovrebbe ricoprire e quali iniziative dovrebbe prendere?
R. Sostanzialmente la Provincia deve diventare una protagonista nellíambito di tali istituzioni. Non deve restare un elemento marginale, una specie di cuginetta di campagna, ogni tanto ammessa nel salotto buono di famiglia. Faccio un esempio concreto. Ci siamo incontrati pi˜ di una volta con il presidente del Teatro di Roma Oberdan Forlenza e insieme stiamo esaminando la possibilitý che la Provincia partecipi alla formazione non di uno scampolo di programmazione, come avveniva in passato sulla base di una tradizione che la relegava in una posizione subalterna, bensÏ di una programmazione specifica: un cartellone ricco di manifestazioni che si svolgano nei migliori teatri e localitý della provincia per concludersi poi a Roma, dimostrando a tutti, italiani e stranieri, che anche la provincia costituisce un vero distretto culturale. Dobbiamo presentarla per quello che realmente Ë: un territorio non povero, non marginale, ma ricco di luoghi stupendi, di bellezze naturali, di cultura, di opere díarte, di monumenti, di siti archeologici.
D
. Ha parlato di una pluralitý di obiettivi. Quali sono gli altri?
R. Un altro grande obiettivo consiste nella creazione di un vero e proprio circuito culturale basato su mostre, convegni, spettacoli da realizzare nei numerosi luoghi di eccellenza. Stiamo compiendo una ricognizione dei centri culturali, ma anche di teatri e di cinema. Intendiamo predisporre una specie di grande palinsesto contenente una serie di visite, spettacoli, manifestazioni di alta qualitý, concentrate in particolare nella primavera. Nellíambito di tale iniziativa tutti i cittadini, romani e non romani, potranno scegliere di volta in volta programmi di loro soddisfazione: pensiamo di offrire ad essi una card valida per líaccesso facilitato in tutti i luoghi del circuito.
D. PerchÈ pensate alla primavera?
R. Il Comune di Roma organizza da anni líEstate romana, un ciclo di manifestazioni che ha ripreso e tramanda líantica tradizione dei festeggiamenti popolari estivi, come ad esempio la Festa deí Noantri di Trastevere. Noi desideriamo valorizzare anche la primavera, che Ë la stagione della speranza e del risveglio della natura. Ma oltre a questa serie di manifestazioni, stiamo mettendo a punto altre iniziative specifiche. Per esempio, stiamo costituendo con il Comune di Tivoli la Fondazione ´Tivoli per líarteª, che curerý una serie di avvenimenti a Villa díEste e a Villa Adriana.
D. Avete programmi per i settori del cinema e della radiotelevisione?
R. Abbiamo intenzione di trasformare in un avvenimento di rilievo nazionale e internazionale il Festival del Cinema di animazione di Genzano, oggi secondo per importanza in Europa; inoltre nel prossimo autunno ricorderemo, con una serie di manifestazioni, líottantesimo anniversario dellíinizio delle trasmissioni radiofoniche in Italia, cominciate il 6 ottobre 1924 dallíallora Uri, Unione Radiofonica Italiana. Abbiamo poi previsto líistituzione di una Rassegna internazionale del Cinema archeologico, abbinata allíassegnazione di un Premio Oscar dellíArcheologia. La provincia Ë piena di strutture archeologiche, sarý interessante assistere a un festival di corti e mediometraggi dedicati ad esse; da qualche anno Ë in atto un rilancio dellíinteresse verso líarcheologia.
D. CíË spazio per la letteratura, in particolare per la narrativa e la poesia, nonchÈ per musica e per líarte?
R. Líanno prossimo commemoreremo il cinquantenario della scomparsa dello scrittore Thomas Mann che con il fratello Heinrich, anchíegli scrittore, fu particolarmente legato a Palestrina, dove il secondo ambientÚ il romanzo ´La piccola cittýª. Tra le altre iniziative figura un grande Festival annuale di Letteratura, Musica ed Arte riservato ai Paesi del Mediterraneo, che pensiamo di ubicare in una localitý costiera della provincia; ci sarý una sezione riservata alla poesia, intitolata ´Premio letterario internazionale del Mediterraneoª.
D. Vi sono altri avvenimenti in programma?
R. Nel filone dei festival e degli eventi speciali rientra un grande meeting dedicato alla pace. Uníaltra simpatica iniziativa sarý lí80esima edizione della tradizionale Sagra dellíUva di Marino. E inoltre vi saranno gemellaggi tra Comuni della provincia e Municipi di Roma. Ma líattivitý dellíAssessorato da me rappresentato non si limita soltanto allíorganizzazione di eventi culturali.
D. Quali sono gli altri impegni?
R. Mi limito a ricordare la valorizzazione e lo sviluppo dei nostri ricchi sistemi bibliotecario e museale; la costituzione di una rete collegante i Comuni con líAmministrazione provinciale e con i cittadini anche attraverso il mezzo televisivo. Le tecnologie informatiche rientrano nella mia competenza, e in tale ambito Ë allo studio uníiniziativa destinata a fornire il collegamento a larga banda ai Comuni meno ricchi e fortunati, che ne sono privi.
D. Il suo Assessorato e la Provincia in genere dispongono delle risorse finanziarie sufficienti per líattuazione di un cosÏ denso e ricco programma?
R. Nel progetto di bilancio finanziario preventivo per il 2004 dellíAmministrazione provinciale figura una voce di spesa corrente rilevante. Il presidente della Provincia Enrico Gasbarra Ë molto sensibile verso il settore culturale: la diffusione delle conoscenze costituisce uno strumento di straordinario rilievo per la salvaguardia della democrazia.
D. Che intende fare per il settore dellíinformazione?
R. Considerato il nuovo ruolo che stanno assumendo i Comuni, stiamo valutando con il presidente Gasbarra líeventualitý, in vista del Summit dellíinformazione che si svolgerý a Tunisi nel 2005, di ospitare a Roma nellíautunno prossimo un grande meeting delle Municipalitý sulla societý dellíinformazione. Inoltre ci piacerebbe istituire, díaccordo con il Sindacato dei Giornalisti di Roma e del Lazio, una ´Casa dellíInformazioneª.
D. Per passare alla fase di attuazione il suo programma dovrý essere sottoposto a particolari procedure?
R
. Quello che ho illustrato Ë il programma a grandi linee. Desideriamo perÚ discuterlo e approfondirne gli aspetti con i sindaci e con gli assessori comunali alla Cultura. Successivamente intendiamo costituire una Consulta aperta, chiamandone a far parte intellettuali, operatori, professionisti. Compiute tutte le verifiche e gli aggiornamenti, cercheremo di realizzare il programma. Servono una rottura, una rivoluzione copernicana: basta con i finanziamenti a pioggia, avanti i grandi progetti culturali. Ce la faremo? Me lo auguro. Per quanto mi riguarda, metto a disposizione qualche esperienza e molta ostinazione: la politica culturale Ë cosÏ importante da non consentire compromessi.
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