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FAUSTO CUTULI (ANSALDOBREDA).
IL PROTAGONISTA
DEI TRASPORTI
di Ugo Naldi

Fausto Cutuli, amministratore
delegato dell’Ansaldobreda




austo Cutuli, calabrese di Tropea, ingegnere, da venticinque anni attore protagonista nella maggiore societý di costruzioni ferroviarie italiana, entrato come impiegato Ë oggi ai vertici dellíAnsaldobreda dopo aver attraversato tutte le aziende del Gruppo con mansioni e incarichi diversi, ma sempre in crescita, in stretta correlazione con lo sviluppo della societý: questo un sintetico profilo di un manager industriale che potrý ancora a lungo interpretare ruoli di primo piano nella scena delle imprese italiane operanti nel mondo dei trasporti e non solo. Il suo curriculum offre líimmagine di un personaggio inconsueto nel panorama industriale italiano che quasi centellina le informazioni sul proprio conto ma che si lascia volentieri scoprire per le caratteristiche atipiche che lo avvicinano a mondi ed esperienze fra loro cosÏ lontani da far credere di dialogare con pi˜ personaggi diversi. Qual Ë il filo conduttore che lega il dirigente díazienda con líuomo, il docente universitario del Politecnico di Milano con il personaggio di cultura che si interessa anche di arte?
Domanda. PuÚ descriverci le ragioni del successo e cosa la spinge a cercare sempre nuove motivazioni?
Risposta. Sarebbe troppo semplice attribuirsi meriti evidenziando i punti salienti di una carriera sviluppata nellíambito di uníimpresa: non Ë cosÏ o, meglio, non Ë solo merito personale; molto Ë stato anche líimpegno individuale che ha attinto prevalentemente dal sacrificio della famiglia, ma il principale merito Ë proprio di quellíazienda nella quale ho vissuto per un quarto di secolo, che ha saputo trascinare la maggior parte dei propri uomini in una grande avventura tanto ardua quanto affascinante e coinvolgente. La societý che oggi ho líonore di guidare ha qualcosa di diverso rispetto ad altre che io ben conosco, merito di chi ci ha preceduto forse, o delle contingenze a volte assai negative che hanno stretto tutti i dipendenti in un unico corpo che ci ha portato a lavorare fianco a fianco intorno a un unico scopo per superare le ripetute emergenze. Ma non Ë comune trovarsi a lavorare con tanta passione che sovente oscura il grande impegno che i miei collaboratori ed io profondiamo nel nostro operare. La famiglia Ansaldobreda Ë il vero motore delle nostre convinzioni ed Ë proprio come in un nucleo di parentela che ci troviamo uniti nel mantenimento degli impegni che assumiamo. Sono solito parlare della ´squadraª che lavora con me e della quale ritengo di essere solamente il ´primus inter paresª; una squadra di persone determinate a promuovere il lavoro rispondendo a uníetica che molte aziende intravedono da troppo lontano e ci invidiano.
D. Chi fa parte della ´squadraª?
R. Tutti coloro che condividono le regole non scritte di un mestiere che rifiuta deroghe o compromessi. Ho stima delle persone che ho intorno e ogniqualvolta mi Ë concesso un riconoscimento che puÚ andare dal successo commerciale al premio personale, lo vivo come un risultato di tutta la gente che lavora con me e a tutti loro solitamente riconosco il merito. Venticinque anni fa, quando cominciai a lavorare in questo settore, le nostre aziende avevano pochi clienti, tutti nazionali; oggi possiamo considerare gli Stati Uniti un nostro mercato domestico, dato che abbiamo una societý ivi operante, La Breda Transportation, e abbiamo sviluppato commesse nelle principali cittý: cominciammo oltre un quarto di secolo fa quasi per avventura, partecipando a una gara per tram a Cleveland, poi la grande affermazione a Washington ove in ripetute opzioni e gare abbiamo fornito 800 veicoli alla metropolitana pi˜ bella e curata del mondo. I successi si sono ripetuti in rapida successione e oggi anche i cittadini di Los Angeles, San Francisco, Atlanta e Boston viaggiano su veicoli Ansaldobreda. Ma ancor pi˜ siamo gratificati dal fatto che proprio presso quelle amministrazioni di trasporto ove abbiamo conseguito successi commerciali si ripetono ulteriori affermazioni sia con líesercizio delle opzioni sia con la conquista di nuove commesse, che dimostrano la soddisfazione del cliente nei confronti nostri e dei nostri prodotti.
D. OltrechÈ negli Stati Uniti, i vostri prodotti si sono affermati anche in Europa. QualíË la ragione di questi successi e quali le differenze dei mercati?
R. » un significativo punto di forza essere riusciti a conquistare anche i mercati europei, tradizionalmente ´bloccatiª e orientati agli stessi fornitori. Stati Uniti ed Europa sono diversi per líapertura del mercato: in America esso Ë totalmente libero, basta rispettare la normativa del ´buy Americaª che costringe i fornitori a un arduo percorso che attraversa soprattutto il mondo della subfornitura. LíAnsaldobreda Ë in condizione di fornire veicoli completi sia per la parte elettrica sia per quella meccanica; di conseguenza i nostri uomini devono compiere un consistente esercizio per vincere la gara, rispettare le regole e trarre un utile economico. Ciononostante pochi mesi fa abbiamo acquisito uníimportante commessa di tram per Los Angeles, che Ë stata nostra cliente nel passato e ci ha confermato la fiducia.
D. E nei Paesi europei?
R. La situazione Ë diversa, nonostante che dal 1992 il mercato sia ´liberoª allíinterno del Continente. Di fatto nellíultimo decennio abbiamo verificato che alla libertý formale non corrisponde sempre quella sostanziale; in particolare nei Paesi in cui esistono radicate e consistenti industrie ferroviarie Ë difficile penetrare, anche se le gare sono ufficialmente internazionali: spesso le ´tecnicalitýª che portano allíaffermazione del costruttore locale passano attraverso modalitý di gara alquanto stressate. LíItalia, al contrario, ha interpretato pienamente la norma europea, cosicchÈ frequentemente le societý straniere si presentano con tutta la loro forza anche nel mercato che dovrebbe essere locale. Con ciÚ Ë apprezzabile il nostro europeismo, ma gradiremmo poter vivere in piena paritý: invece siamo penalizzati in alcuni Paesi europei, mentre siamo in pari concorrenza nel mercato interno.
D. Quali risultati avete ottenuto?
R. Anche questa sfida ci ha visto determinati e siamo riusciti a vincere uníimportante gara per i veicoli dellíEurotunnell, poi per i tram di Lille, con una concorrenza estremamente agguerrita e decisa a non lasciarci spazio. Siamo presenti in Norvegia con i treni intercity, con i tram di Oslo, in Svezia a Goteborg con il tram della serie Sirio. Infine, sempre in Scandinavia, con i treni e le metropolitane per la Danimarca. Dire che questo Paese ci ha offerto grandi soddisfazioni Ë poco. Di fatto siamo monopolisti in quel mercato, e va evidenziato che finora era di proprietý della nostra pi˜ diretta concorrenza. Nostri sono i treni intercity della serie IC4 a trazione diesel da 200 chilometri orari che stiamo fornendo; nostri altri convogli della serie IC2 in costruzione nei nostri stabilimenti e nostre le metropolitane automatiche di Copenhagen. La Danimarca Ë il Paese che ci ha concesso maggiori gratificazioni, anche perchÈ lavorare con i danesi Ë estremamente piacevole. Questo non significa che siano accondiscendenti nei nostri confronti: sono molto severi ed esigenti, forse pi˜ di altri, ma hanno una professionalitý straordinaria, il dialogo viaggia sempre su toni molto qualificanti ed Ë semplice trovare líaccordo anche su argomenti complessi. Ci sta particolarmente a cuore anche la Spagna, ove abbiamo fornito i veicoli per la metropolitana di Madrid; un Paese che ha dimostrato di essere veramente aperto allíEuropa e, senza fare particolari apprezzamenti sulla gestione di quello Stato, mi pare che i fatti parlino da soli.
D. E il tram Sirio?
R. Merita una trattazione specifica per vari motivi. » il primo vero frutto dellíintegrazione fra le due pi˜ importanti industrie italiane del settore ferroviario, Ansaldo e Breda, che non Ë stata semplice per le consuetudini diverse, líorganizzazione, la complessitý delle strutture che si erano perfezionate in oltre un secolo di storia. Il veicolo, cioË il confronto fra tecnici e professionisti che hanno operato in unitarietý di intenti, Ë stato il primo passo verso uníintegrazione non solo formale ma operativa. Molti ritenevano che líAnsaldobreda avrebbe avuto uníinfanzia molto pi˜ lunga e che ciÚ avrebbe comportato un indebolimento in termini commerciali. I fatti hanno parlato per noi e a Sirio va riconosciuto il grande merito di aver unito ´elettriciª e ´meccaniciª, quindi Ansaldo e Breda, intorno a un progetto comune che ha reso complementari le due realtý ed esperienze. Ancora cíË da rendere pi˜ efficienti alcuni settori dellíazienda, ma Ë un problema di squadra, che cíË e funziona, anche perchÈ chi non ha compreso il nuovo linguaggio e le nuove regole o Ë stato allontanato o sta per esserlo: líazienda Ë molto severa, non Ë ammissibile che in un momento tanto delicato per líeconomia aziendale, nazionale e mondiale qualcuno rallenti un percorso di crescita naturale.
D. In quali cittý Ë in funzione Sirio?
R. Milano, Sassari, Napoli e Bergamo sono le cittý italiane che líhanno giý acquistato. A Milano Ë in circolazione. Il veicolo ha una lunga storia giacchÈ nasce dallíesperienza acquisita dalla nostra azienda con il VLC, prototipo sperimentato in alcune cittý italiane, il primo a piano completamente ribassato. Dal VLC Ë derivato il tram di Lille che, nonostante fosse a scartamento metrico, fu realizzato con il piano di calpestio continuo, senza gradini fra i singoli elementi, consentendo una maggiore percorribilitý per tutto il veicolo. La prima commessa Sirio acquisita a Sassari chiedeva un veicolo a scartamento metrico con piano ribassato continuo. Poi Milano, che ne ha acquistati cento, e gli altri sopracitati, in consegna e in costruzione. Líesperienza italiana ha varcato i confini e abbiamo conquistato il mercato svedese, a Goteborg, ove, se saranno esercitate le opzioni, forniremo 120 tram, portando la commessa a livelli consistenti. Infine Sirio partecipa alle Olimpiadi: Ë una battuta ma anche un fatto, perchÈ abbiamo vinto la commessa per la fornitura dei tram ad Atene, nellíambito dei lavori che la cittý sta compiendo per le olimpiadi imminenti. I primi convogli sono stati consegnati e presto completeremo la fornitura vincendo una gara con noi stessi, perchÈ i tempi di lavorazione sono stati strettissimi ed Ë stato arduo centrare líobiettivo. » stata anche la dimostrazione che il nostro sistema organizzativo, attuato con una complessa ristrutturazione, funziona, e questo ci dý pi˜ fiducia per il futuro. Atene Ë stato il primo passo nellíarea mediterranea. » di qualche settimana fa líaffermazione in Marocco.
D. In mercati diversi líAnsaldobreda si afferma con prodotti anche simili. Quali le ragioni di questo risultato?
R. Consapevoli che la componente umana era fra le pi˜ qualificate al mondo e che negli stabilimenti non si era mai smesso di investire, abbiamo dovuto ragionare in termini di economia aziendale; con il supporto di tutti e con il contributo dei sindacati abbiamo attuato una ristrutturazione estremamente ambiziosa sia perchÈ ha comportato una rivoluzione industriale, sia perchÈ ha conseguito il risultato senza turbamenti sotto il profilo occupazionale, fattore per noi di estrema rilevanza e tale da condizionare molte nostre scelte; Ë implicito che oggi in Italia, ma non solo, il posto di lavoro Ë un bene troppo prezioso per non essere adeguatamente considerato. Abbiamo ceduto due stabilimenti, chiuso uno dei due siti produttivi napoletani concentrando le attivitý nellíarea Ansaldo e stiamo completando la parziale cessione di uníazienda siciliana: tutto senza creare traumi occupazionali; anzi, nelle realtý cedute si Ë verificato un incremento di assunzioni, dimostrando che quanto abbiamo compiuto era finalizzato allíaumento della competitivitý aziendale ma non ad ogni costo, salvaguardando gli uomini che hanno condiviso con noi tanti anni di lavoro.
D. Come si presenta oggi la societý?
R. » competitiva, capace di confrontarsi con la pi˜ qualificata concorrenza mondiale e, anche se qualche ulteriore perfezionamento puÚ essere attuato, ha un futuro positivo che porterý altri benefici allíeconomia nazionale. Siamo membri del comitato di presidenza dellíUnife, che unisce le maggiori industrie del settore; ciÚ significa dialogare alla pari con i grandi concorrenti, con i quali possiamo essere in competizione accesa ma possiamo cooperare in importanti realizzazioni: Ë il caso dellíHTE, il futuro treno ad alta velocitý europeo, che ci vede da tempo impegnati per un progetto comune fra i 4 grandi costruttori che, come avvenuto in campo aeronautico, consentirý non pi˜ ai singoli Paesi europei ma a tutto il Continente di comportarsi in maniera unitaria, conseguendo uníimmagine di confederazione di Stati non solo da una moneta o da un atto formale.
D. La societý non si limita a produrre, ma Ë impegnata anche in importanti attivitý culturali; Lei ha recentemente ricevuto il ´Premio Firenzeª, ambÏto riconoscimento assegnato a persone operanti solitamente nella cittý toscana; lavorando a Pistoia e a Napoli perchÈ líha vinto?
R. LíAnsaldobreda Ë sostenitore del ´Maggio Musicale Fiorentinoª. In compartecipazione con la Galileo Avionica pure del Gruppo Finmeccanica, sponsorizziamo un concerto dedicato ai cittadini non solo di Firenze ma di tutta la Toscana. Il concetto di area metropolitana Ë per noi importante: Firenze, Pistoia, Pisa e le altre cittý della regione sono da tempo uníunica realtý, i nostri dipendenti giungono da tutto il territorio; i fornitori nonchÈ líindotto, sempre pi˜ consistente, operano fuori della cittý sede dello stabilimento ma che estende le proprie azioni in uníarea sempre pi˜ ampia. Per questo a Pistoia Ë sorto líUniser, polo universitario dei trasporti che, operando come distaccamento della Facoltý di Ingegneria di Firenze, consente a studenti e docenti di lavorare a contatto con una realtý vera e non virtuale. Lí Ansaldobreda ha posto a disposizione dellíUniversitý laboratori, tecnici, strumenti per costruire la professionalitý dei futuri ingegneri ancor prima della laurea, a vantaggio del neolaureato che ha maggiori conoscenze soprattutto operative, ma anche dellíazienda che ha a disposizione uomini pronti ad affrontare un lavoro che in precedenza richiedeva un consistente tirocinio. Líazienda ha pure costituito la Fondazione Vallecorsi, finalizzata a premiare nuove opere di autori teatrali; partecipa alla Fondazione Vivarelli, un artista di fama internazionale che opera in Toscana; ha partecipato alla realizzazione di edizioni librarie di grande livello e questo non solo nel territorio toscano, perchÈ anche in Campania stiamo sviluppando iniziative simili. » nostra tradizione partecipare ad iniziative diverse, che non siano solo ´fabbricaª. Il Premio Firenze Ë una conseguenza di ciÚ e desidero sottolineare che il riconoscimento assegnato alla mia persona Ë una gratifica per tutta la societý.
D. Quali sono le sue attivitý del tempo libero, se mai gliene rimane?
R. Ho un incarico al Politecnico di Milano, attivitý che svolgo con grande passione, compatibilmente con gli impegni societari che mi vincolano molto, ma trovo uno spazio per i miei interessi che esulano completamente dalla mia professione: mi occupo di pittura, di arte in genere e di teatro. Sono attratto dalla storia del ë700 nonchÈ da personaggi come Vico e il principe di San Severo, che hanno caratterizzato quellíepoca. Possiedo una consistente documentazione su questo segmento storico e ciÚ costituisce líasilo dei miei interessi che mi accompagna nella mia attivitý professionale e mi stimola a superare i momenti pi˜ difficili.
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