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GOVERNO. UN RICCO CARNIERE A FAVORE DELLA MONTAGNA

di ENRICO LA LOGGIA
ministro per gli Affari
Regionali con delega anche
per le Politiche della Montagna

ra gli obiettivi che mi ero posto quando ho ricevuto la delega per occuparmi delle Politiche della Montagna - nellíambito del mio incarico di ministro per gli Affari Regionali - vi erano quelli di giungere ad un riconoscimento della specificitý delle zone montane e di riuscire a valorizzare il territorio montano e le sue comunitý in modo da farli diventare una risorsa per il nostro Paese e, grazie alla collaborazione e al coordinamento con i partners europei, per líintera Unione. Sono molti infatti, ancora oggi, coloro i quali affrontano i temi delle zone montane esclusivamente come ´un problema da risolvereª, poichÈ si tratta spesso di aree svantaggiate sul piano economico, ambientale e infrastrutturale. Io ho sempre rifiutato questo tipo di interpretazione. Credo, invece, che quelle zone abbiano un potere di crescita e di sviluppo assolutamente superiore a quello attuale. A livello comunitario, il Governo italiano si sta battendo affinchÈ la specificitý delle zone montane venga riconosciuta nella nuova Costituzione europea, in maniera tale da estendere ad esse il regime di favore giý previsto per le isole e le regioni in difficoltý. A questo proposito stiamo cercando di trovare dei punti di contatto tra i Paesi membri dellíUnione europea per rafforzare la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane del Continente, prevedendo una ristretta ´grigliaª che favorisca soprattutto le aree particolarmente svantaggiate. Inoltre, nel semestre appena concluso in cui il nostro Paese Ë stato alla guida dellíUnione, ho voluto riunire, il 14 e 15 novembre scorsi a Taormina, i colleghi europei che si occupano dei problemi della montagna nei rispettivi Paesi. Tutti insieme abbiamo cercato di trovare una strada comune per favorire lo sviluppo dei territori e delle comunitý montane. Come auspicavo lo scorso anno di questi tempi, proprio su Specchio Economico, siamo riusciti ad ottenere dalle Nazioni Unite líistituzione della ´Giornata internazionale della montagnaª, che si celebrerý lí11 dicembre di ogni anno. Líeccezionale risultato Ë stato frutto dellíimpegno del Governo italiano e di quanti, come noi, condividono le apprensioni per il benessere e per la salute del pianeta. In occasione della prima ´Giornataª, lí11 dicembre scorso, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato delle aree montane come di una ´risorsa economicaª e di un ´motore di sviluppoª per il nostro Paese, mentre il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della solenne cerimonia svoltasi al Quirinale, ha sottolineato la necessitý di coniugare la modernitý e la tradizione per difendere e per valorizzare la montagna, che egli ha definito uno ´straordinario patrimonio nazionaleª. Voglio ricordare, inoltre, che fu proprio il Capo dello Stato, lo scorso 6 marzo, a premiare i giovani di alcune scuole italiane vincitori del concorso ´Amiamo e rispettiamo la montagnaª, indetto dal mio Dipartimento e dal Ministero dellíIstruzione per celebrare il 2002, Anno internazionale delle montagne. Sempre sul fronte internazionale, in occasione dello svolgimento della prima Conferenza per lo sviluppo sostenibile delle regioni montane abbiamo dibattuto con successo, a Merano, la necessitý di una stretta collaborazione fra i vari Paesi. Líazione di partnership rappresenta, infatti, uno strumento operativo fondamentale per il coordinamento delle strategie di sviluppo e difesa dei territori montani. Da quel vertice Ë scaturita la decisione di istituire, presso la FAO, un Segretariato della Montagna, ossia una struttura che avrý il compito di indicare nuove opportunitý per migliorare il livello di efficacia degli accordi internazionali, per fornire assistenza ai Paesi in materia di programmi, strategie e interventi normativi per la montagna, nonchÈ per coordinare gli interventi necessari alla soluzione dei problemi relativi allo sviluppo sostenibile. Sul fronte interno Ë ormai in dirittura díarrivo il nuovo disegno di legge organico sulla montagna - per il quale líultima legge finanziaria ha previsto un primo importante stanziamento -, che presenterý caratteristiche innovative occupandosi di problemi diversi, dallíagricoltura allíambiente, dal turismo alla gestione del patrimonio forestale e delle risorse locali e allíorganizzazione dei servizi. Viene introdotta per la prima volta la categoria dei ´Comuni ad alta specificitý montanaª, che rappresentano le aree di montagna pi˜ svantaggiate, individuate attraverso parametri non solo economici ma anche di degrado sociale, ambientale ed ecologico. Nel nostro Paese, infatti, esiste una montagna marginale e una montagna forte. Un quarto dei Comuni montani (circa 1.350) vive una condizione di depressione (con un reddito annuo pro capite di 8 mila euro rispetto ai 23 mila delle zone pi˜ ricche), che noi vogliamo trasformare in risorsa. Compaiono inoltre nuovi meccanismi operativi come il Piano nazionale delle aree montane, strumento di programmazione triennale che potrý essere adottato dal Cipe, su proposta del ministro dellíEconomia díintesa con i ministri per le Politiche agricole e per gli Affari regionali. Nel maggio del 2003, inoltre, Ë stato insediato líOsservatorio della montagna con il compito di coordinare le politiche della montagna, verificare líeffettivo stato díapplicazione della normativa - anche europea - in materia di sviluppo delle zone montane e studiare nuove misure e modifiche normative. Ad esso, a partire da questo nuovo anno, Ë andata ad affiancarsi la neonata Fondazione della montagna e sta per iniziare la propria attivitý líIstituto nazionale della montagna.
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