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GIANVITTORIO GANDOLFI:
COSI' CRESCE L' ANTICA NUOVA CIT

di Nicola Imberti



Costituita nel 1927 da FS, Enit,
Banco di Napoli e Banco di Sicilia,
la società fu ceduta nel 1998 nell'ambito
della privatizzazione delle aziende pubbliche;
da allora registra un attivo in aumento

 

 

 

l sistema economico italiano sta attraversando una delle fasi pi˜ difficili degli ultimi anni. Grandi gruppi industriali che fino a pochi anni fa rappresentavano un vanto per tutti, sono in crisi se non sullíorlo del fallimento. Di fronte a una situazione che sembra drammatica e irrecuperabile gli analisti cercano di formulare le loro ipotesi. CíË chi sostiene che il futuro del Paese sta nello sviluppo della piccola e media impresa. CíË chi dice che occorre investire maggiormente nella ricerca arginando la fuga dei cervelli allíestero. CíË chi dice che il problema Ë costituito dalla scarsitý di istruzione e formazione permanente. CíË anche chi critica i sindacati accusandoli di aver creato un sistema di rendite e di privilegi difficile da eliminare. Tra tutte queste voci cíË anche chi accusa il Governo di voler trasformare líItalia nella Florida, ossia nel Mezzogiorno dellíUnione europea: spiagge stupende, vacanze e divertimento. Pi˜ di qualcuno, perÚ, dimentica che in Italia esiste una forza irriducibile: la creativitý. Migliaia di piccoli e di grandi imprenditori da soli hanno costruito aziende che ancora oggi continuano a crescere e a creare sviluppo. Specchio Economico ha intervistato uno di questi, Gianvittorio Gandolfi, 53 anni, laureato in Filosofia, con numerose esperienze imprenditoriali alle spalle. Nel 1996 Gandolfi ha fondato la societý Progetto Italiano, con la quale nel luglio del 1998 ha acquisito uno dei marchi storici del turismo italiano, la Cit, Compagnia Italiana Turismo. Sono trascorsi cinque anni da quel luglio 1998, ed ecco che cosa Ë successo.
Domanda. Che cosa Ë precisamente la ´17 Holdingª?
Risposta. Si tratta di un Gruppo che non ha funzioni operative ma di coordinamento, di proprietý per il 74 per cento dalla famiglia Gandolfi. » il contenitore delle partecipazioni di tutte le societý del Gruppo. Svolge principalmente funzioni di indirizzo ed Ë composto da quattro aree di attivitý, che sono svolte da altrettante societý. Abbiamo il turismo commerciale, esercitato dalla Cit, quotata in Borsa; il sistema dellíaccoglienza, ossia il settore alberghiero, affidato alle societý Progetto Italiano e Vacanze Italiane; le forniture alberghiere in generale e in particolare quelle di elettrodomestici marca Electa, nonchÈ i servizi di comunicazione del Gruppo che sono svolti dalla societý Synergit. Negli ultimi anni la holding ha conosciuto uníinteressante fase di sviluppo e nel 2002 ha registrato un giro di affari consolidato sui 548 milioni di euro con un fatturato di 386 milioni di euro. Il dato pi˜ rilevante consiste nel fatto che lí84,20 per cento di questo fatturato proviene dal settore del turismo. Nonostante questo mi preme sottolineare che non siamo una holding del turismo. Siamo un Gruppo operante in vari settori, tutti compresi nellíarea economica del turismo ma non specificamente individuabili come turismo classico. Per esempio, siamo molto attivi nella programmazione negoziata e in quelli che noi chiamiamo ´poli turistici integratiª. Siamo stati i primi a lanciarli nel 1998.
D. Avete realizzato il primo polo turistico integrato italiano a Scanzano Jonico, un Comune che negli ultimi tempi Ë salito alla ribalta della cronaca nazionale per la decisione del Governo di depositare nel suo territorio le scorie nucleari. Che significa polo turistico integrato?
R. Innanzitutto chiarisco che cosa intendiamo per polo turistico integrato. Con questo termine il nostro Gruppo indica uníattivitý alberghiera caratterizzata da uníofferta multipla che ruota intorno a un centro di attivitý, come negozi, bar, ristoranti ecc. Una struttura centrale il pi˜ possibile vicina allíattrattiva primaria, che Ë costituita dal mare, dalla montagna, dalle cittý díarte, luoghi di preghiera. A Scanzano Jonico, ad esempio, stiamo realizzando un sistema turistico che consta di uníofferta complessiva di 8 mila letti, suddivisi in varie tipologie, che offrono uníoccupazione a circa tremila persone.
D. Queste iniziative rivelano la forte vocazione turistica del Gruppo che nel 1998 ha rilevato uno dei marchi storici del turismo italiani, la Cit Viaggi. Che cosa rappresenta questíazienda per il Gruppo stesso?
R
. La Compagnia Italiana Turismo Ë un marchio storico del settore in Italia. La societý era stata costituita nel 1927 dalle Ferrovie dello Stato, dal Banco di Napoli, dal Banco di Sicilia e dallíEnte Nazionale Italiano Turismo, con líobiettivo di offrire assistenza agli italiani che volevano recarsi allíestero, e nello stesso tempo di propagandare líItalia come destinazione del turismo internazionale. Negli anni 70 e 80 la Cit Ë diventata la prima rete di agenzie turistiche a livello mondiale. Quando noi líabbiamo rilevata, in seguito alla volontý del Governo italiano di avviare le privatizzazioni e di riordinare le partecipazioni pubbliche, abbiamo immediatamente predisposto un primo piano industriale per il periodo 1998-2001. Attuato questo, ne abbiamo avviato un secondo per il periodo 2001-2002; questíultimo ha portato, il 27 novembre 2002, alla quotazione della societý nel mercato ristretto di Milano. Sostanzialmente abbiamo valorizzato il patrimonio della Cit razionalizzandone i costi. Il nostro obiettivo principale Ë stato quello di dare un carattere molto pi˜ marcato allíazienda, diversificando le attivitý. Oggi essa Ë una societý solida che procede nella propria strada. Ma le due aree di attivitý, la gestione alberghiera e il turismo commerciale, sono totalmente indipendenti una dallíaltra.
D. Quale sarý il futuro delle due societý controllate, Cit e Progetto Italiano?
R. La Cit Ë ormai un gruppo internazionale operante, attraverso 33 societý, in 18 Paesi nel mondo compreso il Giappone. Sta allargando il proprio raggio díazione principalmente nei viaggi per le destinazioni europee, e in particolare per líItalia e la Francia. Líobiettivo Ë quello di diventare, nei principali Paesi europei e in America, distributore di primo piano dei viaggi per queste destinazioni. Per questo la societý ha avviato una serie di acquisizioni diventando una vera e propria multinazionale del turismo. Il traguardo cui punta Ë la quotazione in Borsa, entro il 2005, nel segmento Star. I risultati finanziari sono assolutamente soddisfacenti. Nel 2002 ha aumentato il volume di affari del 13,2 per cento, arrivando a 483 milioni di euro; il valore, invece, Ë aumentato del 40,7 per cento, attestandosi intorno ai 316 milioni di euro. Osservando tutti i fattori, si puÚ affermare che la Cit Ë líoperatore italiano che presenta la maggior completezza dal punto di vista dellíofferta.
D. E per quanto riguarda Progetto Italiano e Vacanze Italiane?
R. Possiamo dire che la prima sta puntando decisamente a diventare sempre pi˜ protagonista nellíambito della programmazione negoziata. Vacanze Italiane Ë, invece, la societý del gruppo che si occupa di gestioni alberghiere. Serve allo sviluppo del Gruppo, per conto del quale fornisce il servizio alberghiero al sistema commerciale sia nazionale sia straniero.
D. QualíË attualmente la situazione nel settore del turismo?
R. Purtroppo si sta attraversando un momento di difficoltý. Se si escludono i due mercati dellíInghilterra e della Spagna, gli unici che vanno veramente bene, possiamo dire che sta ormai arrivando a compimento la crisi cominciata nel 2001. Una crisi che, a mio avviso, ha colpito soprattutto la Germania. Lo prova la diminuita aggressivitý sul mercato degli operatori tedeschi. Per quanto riguarda il mercato italiano, purtroppo dobbiamo dire che Ë sempre in stato di attesa. Ciononostante, ritengo che, se líofferta Ë adeguata, il mercato potrý rianimarsi giý a partire dal 2004.
D. Ma quando, secondo lei, líofferta puÚ giudicarsi adeguata?
R. Credo che tutti i settori economici del Paese debbano fare un passo avanti, cominciando a considerare il turismo come uníindustria e chi opera nel turismo come degli industriali. Occorre garantire risorse e possibilitý finanziare che oggi il settore non ha. Purtroppo il nostro turismo soffre ancora di un certo provincialismo e non ha dignitý. Non siamo considerati un settore trainante, siamo stati visti sempre come un settore secondario, a rischio. Questo Ë il motivo principale per cui nel settore del turismo in Italia a fianco degli operatori non si impegnano nÈ le banche nÈ i grandi gruppi finanziari.
D. Non le sembra che si tratti di un vero controsenso?
R
. » pi˜ di un controsenso, se consideriamo che il turismo in Italia garantisce il 14 per cento del prodotto interno e crea occupazione per 2.200.000 addetti. E lo Ë ancora di pi˜ se pensiamo che líItalia ha, come unica vera fonte economica, il turismo. E se vogliamo continuare a parlare di controsensi, poi, non dimentichiamo che addirittura con un referendum abbiamo abolito il Ministero del Turismo. Tra líaltro vorrei ricordare che líItalia oggi rappresenta la terza destinazione turistica europea con una quota di mercato, rispetto al totale del turismo internazionale, di quasi il 6 per cento. Basta trarne le conclusioni.
D
. Quale deve essere la ricetta? LíUnione europea puÚ diventare un fattore importante per sviluppare il turismo italiano?
R. Nessuna ricetta Ë miracolosa. Dobbiamo cominciare a sviluppare il turismo investendo e rendendoci conto della realtý che abbiamo davanti agli occhi. Dopo di che, quando avremo chiarito quello che vogliamo fare in Italia, sicuramente líUnione europea potrý fare qualcosa. Ma innanzitutto noi dobbiamo stabilire nel nostro interno, in Italia, che cosa vogliamo fare.
D. Secondo lei, per il settore italiano del turismo lí´esplosioneª di alcune economie in via di sviluppo e di Paesi come la Cina o líex Unione sovietica rappresenta una spinta competitiva o un ostacolo da combattere?
R. Tutti i fattori concorrono a formare una realtý economica. Quello che non si deve fare Ë privilegiare le novitý e dimenticare le realtý costanti su cui si fonda líeconomia. I problemi vanno sempre affrontati e le analisi vanno sempre fatte, ma prima occorre che un progetto sia accettato da tutti gli operatori. Governo, banche, istituzioni, operatori e altri devono mettersi insieme e sviluppare un progetto coerente. Solo nel momento in cui il Paese si allinea, si puÚ cominciare a parlare del resto.
D. Quali obiettivi avete nel medio e nel lungo periodo?
R. Credo che nel medio e nel lungo periodo il nostro obiettivo primario sia proprio quello di sviluppare quanto abbiamo creato finora, cercando di fare sempre di pi˜ per favorirne la crescita.
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