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SCUOLA. UN VOTO PER
LA LIBERTA' E PER LA TUTELA

di Fedele Ricciato, segretario
generale dello Snals

 

opo tre anni di attività, si conclude la prima esperienza che ha impegnato le Rappresentanze sindacali unitarie nello svolgimento di un nuovo ruolo nell’ambito delle relazioni sindacali di istituto. Nella prima decade di dicembre tutti gli operatori scolastici sono chiamati ad esprimere nuovamente con il voto la loro fiducia nei confronti delle liste e dei candidati che dovranno rappresentarli nelle relazioni sindacali all’interno della scuola. Per valutare in tutta la portata l’importanza dell’appuntamento elettorale occorre una riflessione sulla questione fondamentale: la tutela del personale docente e Ata, ossia ausiliario, tecnico e amministrativo.
Su questo tema si incentra l’attenzione dello Snals, sindacato autonomo della scuola aderente alla Confsal, in un contesto privatistico, come quello attuale, caratterizzato da un rapporto contrattuale di lavoro, da un ampio processo riformistico in atto e, purtroppo, dalla mancanza nelle unità scolastiche autonome di un sistema organico in cui si bilancino poteri e responsabilità, mancanza dovuta al fatto che non è ancora attuata una riforma degli organi collegiali interni alle istituzioni scolastiche.
Il sistema delle responsabilità e dei poteri diffusi dell’unità scolastica autonoma deve incentrarsi sulle libertà di apprendimento e di insegnamento, l’una funzionale all’altra, mentre il collegio dei docenti, sede della progettazione e della programmazione, non può essere limitato, nelle proprie prerogative di legge, in materia di didattica e di organizzazione della didattica. L’impegno dello Snals-Confsal è sempre stato diretto a coniugare la salvaguardia delle libertà nella scuola con l’azione di tutela del personale. In sede di rinnovo contrattuale ci siamo battuti perché fossero definite con chiarezza le materie oggetto delle relazioni sindacali, nel pieno rispetto del dettato costituzionale e delle leggi ordinarie dello Stato; questo affinché il collegio dei docenti non subisse alcuna limitazione nell’esercizio delle proprie competenze, e perché i docenti potessero esercitare la libertà di insegnamento in piena autonomia professionale.
Il contratto della scuola 2002-2005 ha salvaguardato le prerogative del collegio dei docenti, disegnando un equilibrato sistema di relazioni sindacali; eravamo e siamo infatti convinti che relazioni positive rappresentino la «condicio sine qua non» per la gestione democratica della scuola, e per conseguire l’obiettivo della maggiore qualità del servizio attraverso il coinvolgimento e la motivazione dei suoi operatori.
È proprio nella prospettiva della difesa del sistema delle libertà che va riconosciuta alle Rappresentanze sindacali unitarie una funzione di primaria rilevanza: tutelare i diritti e gli interessi del personale mediante una responsabile attività contrattuale, funzionale a una corretta e trasparente gestione della scuola dell’autonomia. Non potrà esservi, pertanto, alcuna confusione tra le prerogative del collegio dei docenti e le competenze riconosciute alle Rappresentanze sindacali su materie definite.
Non si tratta quindi - è bene ribadirlo -, di occupare, da parte del sindacato, spazi nella scuola, come qualcuno che ha interesse ad indebolirne il ruolo sostiene strumentalmente. La posta in gioco è proprio la tutela del personale, obiettivo prioritario che legittima la stessa esistenza del sindacato, specie in un momento in cui si tenta di emarginarlo e di ridurne sempre più gli spazi di partecipazione e di mediazione.
La forza dell’autonomia ci induce ad operare affinché venga favorita nella scuola una gestione realmente democratica e responsabile mediante la realizzazione di un progetto che punta sul coinvolgimento e sul protagonismo del personale scolastico, chiamato a sempre nuovi e impegnativi compiti e a maggiori responsabilità. Il negoziato rappresenta oggi l’unica valida alternativa a una gestione monocratica della scuola, nonostante da qualche parte venga strumentalmente avanzata la richiesta di cancellare il ruolo delle Rappresentanze sindacali.
Appare quasi superfluo rilevare come, nel nostro sistema privatistico, questo comporterebbe l’annullamento di ogni tutela del personale, favorendo un’anacronistica deriva neocentralistica carica di conseguenze deleterie per la scuola e per i suoi operatori. Per identità sindacale e patrimonio culturale, siamo invece convinti assertori della necessità di rafforzare i modelli di partecipazione democratica e gli spazi di rappresentanza reale nella scuola, al fine di contrastare ogni forma di dirigismo e di autoritarismo.
Bisogna, con il voto, dare a tutto il personale certezza del diritto e prospettive concrete di valorizzazione professionale, in una dimensione di solidarietà e di coesione al di fuori delle quali trovano spazio il corporativismo, la frantumazione delle rappresentanze sociali, la conflittualità esasperata, la contrapposizione sterile e pregiudizialmente ostile, con l’inevitabile affievolimento della forza contrattuale. L’autonomia ha invece consentito allo Snals-Confsal di evitare qualsiasi appiattimento su schieramenti politici o partitici e di prendere le distanze da chi della contrapposizione ideologica ha fatto la propria bandiera, e della conflittualità un metodo: un’autonomia di cui sono testimonianza le battaglie portate avanti, nell’ambito delle politiche per il personale, per ottenere il contratto e le immissioni in ruolo, per contrastare sia il lavoro precario sia le ripetute interferenze legislative in materie contrattuali.
Lo Snals-Confsal ha raggiunto l’obiettivo di presentare le proprie liste in tutte le sedi, il che costituisce motivo di soddisfazione e di ulteriore impegno. Il successo elettorale è il secondo obiettivo da conseguire acquisendo la fiducia della scuola attraverso un preciso mandato, nel quale la consolidata e indiscussa forza contrattuale dello Snals-Confsal sarà potenziata, la sua rappresentatività al tavolo negoziale accresciuta, e la tutela dei diritti e delle libertà del personale scolastico assicurata.
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