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GIUSEPPE SMERIGLIO: LOGISTICA, UN SETTORE
DA RILANCIARE
di Anna Maria Branca

Giuseppe Smeriglio,
presidente della Confetra

n patto per arginare la perdita di competitività del settore italiano della logistica sul mercato internazionale e scongiurare il black out in quello dei trasporti: è l’invito che Giuseppe Smeriglio, presidente della Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica -, ha rivolto, in occasione della 57esima Assemblea annuale della Confederazione, a Governo, sindacati e imprese dell’Autotrasporto, affinché si assumano impegni concreti ed immediati a sostegno del trasporto merci nazionale. Dopo dieci anni di crescita, il settore mostra segni poco incoraggianti: nei primi 6 mesi del 2003 ha avuto un calo dell’1,4 per cento e quello internazionale dell’1,8. Anche il trasporto ferroviario mostra un andamento negativo: un calo del 4 per cento nelle spedizioni e del 3,9 per cento nel fatturato. Solo i corrieri segnano un andamento positivo, con un aumento del 10 per cento.
Ma il dato più preoccupante è il costo della logistica, che equivale in Italia a quasi il 12 per cento del prodotto interno, mentre in economie più avanzate come quelle degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e del Giappone, raggiunge al massimo il 10 per cento. La causa è da ricercarsi nella difficile congiuntura europea ma, secondo Smeriglio, anche in un ritardo di quasi 30 anni nello sviluppo di opere infrastrutturali; un ritardo che, incidendo pesantemente sulla circolazione delle merci, si ripercuote sul settore e quindi sulla competitività dell’intero sistema economico. A causa di questo, ma anche di una legislazione ancora inadeguata, alle tariffe obbligatorie, alle barriere imposteci lungo tutto l’arco alpino, oggi il costo del trasporto in Italia è superiore di oltre il 10 per cento rispetto a quello dei nostri concorrenti diretti.
Secondo il presidente della Confetra occorre ridurre il costo della logistica dal 12 ad almeno il 10 per cento rispetto al prodotto interno; in tal modo si potrà rendere il sistema economico nazionale più competitivo e in grado di beneficiare della ripresa economica internazionale. In questo quadro Smeriglio ha rilanciato la proposta di far decollare immediatamente il Patto della logistica, da lui stesso già avanzata e concordata nei mesi scorsi con la Presidenza del Consiglio e con le associazioni dell’Autotrasporto.
Un Patto destinato, grazie all’adesione degli organismi interessati - Governo, sindacati, Regioni, Comuni, associazioni dell’autotrasporto, committenza, gestori di autostrade, amministrazioni portuali - a fissare una politica dei trasporti coordinata che riduca gli ostacoli normativi, tuteli l’ambiente, introduca tariffe agevolate per il trasporto notturno, ponga attenzione alla sicurezza.
Contemporaneamente la Confetra chiede un impegno concreto ed investimenti immediati per la realizzazione delle infrastrutture, al fine di attenuare il congestionamento delle strade sulle quali viaggiano merci di valore pari al 70 per cento del prodotto interno, mentre nei valichi alpini passa il 50 per cento delle esportazioni. In attesa delle grandi opere annunciate per fine decennio, sostiene Smeriglio - solo con interventi a breve è possibile migliorare le condizioni del traffico; bisogna adeguare i grandi nodi stradali come le tangenziali di Milano, Bologna e Torino, e realizzare una bretella di collegamento tra il nord ed il sud della Lombardia, opere che al massimo richiedono due o tre anni.
Inoltre le opere legate al futuro «Corridoio 5», come la doppia canna del Frejus e del Monte Bianco, o un terzo valico a doppia canna; una pedemontana lombarda e una veneta a tre corsie per ogni senso di marcia; la terza corsia dell’A22 e il tunnel ferroviario di base del Brennero, per collegarlo a nord; il completamento della rete di piattaforme-merci nei principali nodi del Corridoio stesso, con particolare attenzione a Milano; il rafforzamento di tutti i collegamenti con il Sud d’Italia.
Un altro grande impegno è richiesto per risolvere i problemi legati ai grandi volumi di traffico che dall’Estremo Oriente giungono in Europa. «Negli ultimi 20 anni–ricorda Smeriglio–le importazioni europee di manufatti da quella regione sono aumentate di 20 volte e attraversano tutte il Canale di Suez. I nostri porti - Gioia Tauro, Taranto, Genova. La Spezia ecc. - ospitano solo una piccola parte di questo traffico, che è diretto soprattutto in Olanda per essere poi distribuito in tutta Europa, Italia compresa. Così facendo, si impiegano sei giorni più del necessario, che in logistica sono un’enormità. Dobbiamo attrarre questo traffico e fare dell’Italia la piattaforma distributiva per il nostro mercato naturale, costituito dal Sud Europa e dal Mediterraneo. Un mercato di oltre 200 milioni di consumatori».
La Confetra chiede quindi al Governo di compiere un grande sforzo per superare le ristrettezze del bilancio e accelerare l’avvio dei cantieri delle grandi opere, ricorrendo anche a finanziamenti di origine comunitaria e ad investimenti privati. Inoltre dovrà adeguare le norme e il funzionamento della macchina statale agli standard europei e interrompere la tendenza all’emigrazione dei capitali. Gli imprenditori del settore, assicura il loro presidente, sono pronti ad impegnarsi, dispongono di capacità e professionalità adeguate, hanno la volontà di confrontarsi sul mercato con la concorrenza internazionale, ma occorre creare le condizioni per consentire lo sviluppo di una rete di servizi logistici all’altezza dei tempi e delle esigenze dell’economia mondiale.
«Cadute le barriere doganali, osserva Smeriglio, si sono alzate quelle fisiche: l’utilizzo delle Alpi come strumento di protezione economica da parte dei nostri vicini sta penalizzando l’economia italiana che, invece di integrarsi in quella europea, rischia l’isolamento: «Ci attendiamo molto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella trattativa con la Francia. Uno dei tre Paesi ispiratori dell’Unione europea non può essere penalizzato dall’egoismo nordeuropeo». Attraverso 19 federazioni associate e 43 associazioni territoriali, la Confetra rappresenta e riunisce oltre 30 mila aziende private di un settore che conta complessivamente 500 mila addetti.
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