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| MOSTRE, PRESENTAZIONI, AVVENIMENTI ECC. Quando Gaugain andò in Bretagna: un centinaio di opere di artisti che, con lui, dipinsero quei paesaggi ![]() a cura di GIOSETTA CIUFFA |
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Dal 1886 al 1894 Paul Gauguin più volte si recò a Pont-Aven e a Le Pouldu, in Bretagna, soggiornandovi a lungo. La permanenza contribuì a dare una svolta al mondo dell’arte: infatti nel 1888 Gauguin, alla ricerca di una sintesi tra forma e contenuto, ideò il «sintetismo» per semplificare la composizione. Ciò fu anche merito dell’amicizia con Émile Bernard, con il quale teorizzò il nuovo modo di intendere la pittura basandosi sul cloisonné, tecnica medievale per realizzare le vetrate. Insieme a Gauguin e a Bernard, nei paesini bretoni si stabilirono anche altri artisti, dando vita a quella che viene definita la «scuola di Pont-Aven»: Paul Sérusier, Claude-Émile Schuffenecker, Roderic O’Conor, Henry Moret, Georges Lacombe, Ernest Ponthier de Chamaillard, Cuno Amiet, Maxime Maufra, Charles Filiger, i quali, come i loro mentori, ritrassero i paesaggi aspri e bagnati dal mare, ma anche la dolce campagna della Bretagna in cui avevano scelto di vivere per portare avanti l’esperienza pittorica. I soggetti più spesso ritratti sono paesaggi bretoni con donne, abbigliate alla maniera tradizionale, animali e nature morte. Si possono così ammirare, fra le opere più rappresentative, «La mietitura in riva al mare», «La fattoria di Le Pouldu», «Natura morta con biberon di maiolica di Quimper» di Gauguin; «Mercato a Pont-Aven», «Donne sulla falesia a Saint-Briac», «Studio di donne bretoni» di Bernard; «Le lavandaie di Bellangenet» di Sérusier; «La cappella di Le Pouldu» di Moret; «Paesaggio bretone» di Filiger; «Le alghe gialle» o la «Veduta del porto di Pont-Aven» di Maufra; «Vecchia bretone al sole» di Amiet. Presente nella mostra anche la suite Volpini di Gauguin: un album di zincografie su carta velina gialla del 1888-1889, sempre di ispirazione bretone e non solo; dello stesso artista è divertente e curiosa l’oca della locandiera Marie Henry, presso cui egli alloggiava. Gli artisti non si limitarono a riprodurre aspetti della Bretagna: così Bernard dipinge una cupa deposizione di Cristo e nel 1891 realizza un bellissimo paravento sulle quattro stagioni; Sérusier rende ne «L’incantesimo» e ne «La preghiera» un’atmosfera solenne e ieratica; Filiger si dedica alle notazioni cromatiche. Esposti anche lavori in legno intagliato quali il mobile «Il paradiso terrestre» di Gauguin e Bernard o «Uomo e donna bretoni» di Lacombe; o ancora la scultura di Ponthier de Chamaillard che rappresenta una visione edenica. Con il sostegno di Vodafone, Istituto Banco di Napoli Fondazione, Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Napoli. |
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