In collaborazione
con lo Stato Maggiore della Difesa
L'IMPIEGO DELLE FORZE ARMATE NELL'OPERAZIONE STRADE SICURE
del Col. VALENTIN DE SIMONE
Comandante Reggimento
Artiglieria
a Cavallo di Milano
Pattuglia dell'Esercito
dinanzi al Duomo di Milano Con questa nuova
azione
l'Esercito controlla
centinaia
di siti sensibili prima sorvegliati
da
Polizia e Carabinieri, più utilmente impiegati per contrastare il crimine
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el luglio 2008 la Presidenza del Consiglio dei ministri, accogliendo le istanze di una larga parte della cittadinanza, autorizzò l'impiego di un contingente di uomini delle Forze Armate nelle principali città italiane e in quelle più colpite da fenomeni di preoccupante criminalità. I militari sono intervenuti con il compito principale di coadiuvare Carabinieri e Polizia nel controllo del territorio con le modalità già felicemente sperimentate in analoghe e fortunate operazioni: i «Vespri Siciliani» dal 1992 al 1998, l'Operazione «Forza Paris» in Sardegna, la «Riace» in Calabria e la «Partenope» a Napoli.
A colpire, stavolta, è stata la scelta del Governo di spiegare le Forze Armate in tutta Italia per la vigilanza di centinaia di siti sensibili precedentemente sorvegliati dalle Forze di Polizia, e per il pattugliamento congiunto di moltissime aree urbanizzate. In tal modo si è riusciti a liberare migliaia di poliziotti e di carabinieri che sono stati più utilmente impiegati per le strade delle città italiane a contrastare il crimine. Per svolgere correttamente il lavoro di poliziotto, i militari sono stati formati e addestrati da istruttori qualificati. Ai soldati è inoltre attribuito lo status di Agente di Pubblica Sicurezza per il periodo strettamente legato al servizio reso nell'operazione.
Il controllo operativo della missione è devoluto al Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze che ha sede a Roma: è stata attivata una Sala operativa, che si avvale dei due Comandi delle Forze operative di Difesa dell'Esercito dislocati, rispettivamente, a Vittorio Veneto (1° Comando delle Forze di Difesa) e a San Giorgio a Cremano (2° Comando delle Forze di Difesa).
L'operazione «Strade Sicure» ha riscosso immediato successo tra la popolazione e, in seguito ai confortanti risultati ottenuti e al continuo decremento percentuale della microcriminalità nelle città interessate, l'operazione è stata incrementata, per la prima volta, nel mese di agosto 2009. Il decreto «Proroga del piano di impiego di un contingente di personale militare appartenente alle Forze Armate, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso alle forze di polizia» ha reso infatti ancor più capillare la presenza delle pattuglie miste in città.
A Milano, con la Stazione Centrale, le periferie di Baggio e Quarto Oggiaro, le zone della movida di Corso Como e dei Navigli e altri luoghi a rischio, le zone controllate dalle pattuglie miste in città sono oltre 30 e, con un nuovo decreto in dirittura d'arrivo, saranno presidiati ulteriori obiettivi sensibili. Sono infatti oltre 600 i militari dell'Esercito, inquadrati nel Reggimento Artiglieria a Cavallo, che operano con successo per le strade, nelle piazze, all'ingresso del Duomo e della Sinagoga e nei quartieri più a rischio della città nei quali, con un'efficace e capillare azione di coordinamento della Questura ambrosiana, si è raggiunto un grado di integrazione molto elevato e un risultato di servizio, in termini anche quantitativi, di estremo interesse.
Dal 2008 sono, infatti, oltre 23 mila i pattugliamenti effettuati con la Polizia e i Carabinieri milanesi, che hanno portato all'arresto di oltre 400 persone e al sequestro di più di 38 chili di droga, oltre a centinaia di armi e ad articoli contraffatti. Nella città meneghina l'operazione suscita una vasta eco di consensi, da parte sia della stampa sia della locale popolazione che ha dimostrato per i propri soldati un inaspettato quanto genuino attaccamento. I soldati, in realtà, sono divenuti così familiari da essere considerati alla stessa stregua dei «ghisa», i celebri agenti della Polizia municipale (ora chiamata Polizia locale), con la quale si è instaurato un rapporto di fattiva, concreta collaborazione. A Milano sono presidiati dai soldati una ventina di obiettivi sensibili, per lo più sedi diplomatiche e consolari. Il sistema di vigilanza così organizzato è risultato molto efficace ed è stato recentemente esteso ad alcune stazioni e scali ferroviari.
Qualche tempo fa il Comune di Milano ha rilasciato ai militari dell'Esercito impegnati nell'Operazione Strade Sicure un attestato di benemerenza nell'ambito di una cerimonia appositamente organizzata e che ha visto la partecipazione anche del ministro della Difesa. Questa testimonianza di vicinanza e gratitudine è stata molto apprezzata, viceversa, dalla popolazione militare che, non senza sacrifici, ha impegnato notevoli risorse per assicurare nel modo migliore il servizio richiesto.
All'inizio dell'operazione non sono mancati alcuni dissensi, per la verità assai sporadici, provenienti dall'area anarchica ma anche da alcune forze sindacali che non vedevano di buon'occhio l'impiego dei soldati nelle città. Questi dissensi, tuttavia, sembrano aver ceduto il posto a una serena accettazione dell'operato dei militari che, con il loro silenzioso, qualificato, fattivo lavoro, hanno reso - così come era previsto - le città italiane decisamente più sicure e vivibili.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nell'annunciare un incremento della presenza di militari nel capoluogo lombardo, ha affermato che «i ragazzi e le ragazze in uniforme partecipano entusiasticamente all'Operazione Strade Sicure, pur non essendo questo un compito prioritario per le Forze Armate; lo stesso entusiasmo che i cittadini hanno testimoniato pubblicamente in molte occasioni». |