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ANTITRUST.
TUTTI SOTTO
GLI OCCHI
DEL GARANTE

a cura di ROMINA CIUFFA



 

NO AGLI EMENDAMENTI CHE BLOCCANO
LE PARAFARMACIE E LA LIBERA CONCORRENZA

E' un no quello dell'Antitrust agli emendamenti che bloccano l'apertura delle parafarmacie, ed è un sì alla vendita, in queste, anche dei farmaci di fascia C: l'ha scritto l'Antitrust in una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento, alla luce dell'emendamento n. 1.206 presentato al decreto legge n. 225, il «Milleproroghe». A parere dell'Antitrust, una volta modificato il decreto, non sarebbe stato più possibile aprire nuovi punti vendita; si sarebbe consentito soltanto, dietro autorizzazione dell'Amministrazione competente,il trasferimento di quelli già esistenti in un'altra area che ne fosse priva dello stesso Comune o di un Comune diverso. Il contingentamento del numero di esercizi farmaceutici nel territorio nazionale si traduce nella protezione del reddito delle farmacie già presenti, il cui numero, in una larga parte dei Comuni italiani, è inadeguato a soddisfare le esigenze dei cittadini. Se fosse passato l'emendamento, si sarebbero ridotte le possibilità di scelta dei consumatori, con effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto, attenuando significativamente gli effetti concorrenziali del libero sviluppo di questo nuovo canale distributivo.
Il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci deve proseguire non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi, ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza del farmacista, dei medicinali di fascia C, acquistabili solo con la ricetta medica. L'apertura di oltre 3 mila parafarmacie in meno di 4 anni e l'ampliamento delle possibilità di scelta del consumatore, nonché l'apertura di circa 500 punti vendita nella media e nella grande distribuzione nella quale i prezzi sono in media più bassi del 25 per cento, sono risultati di rilievo sotto il profilo concorrenziale.
L'emendamento non era un'iniziativa isolata: da quando sono state aperte le parafarmacie, l'Antitrust ha più volte segnalato proposte di modifica della normativa volte a vanificare gli effetti della liberalizzazione e ad ostacolare l'apertura di nuovi punti vendita rendendola più onerosa, o a creare una sorta di «pianta organica» anche per le parafarmacie. Il presidente Antonio Catricalà aveva ribadito la posizione dell'Autorità l'11 novembre scorso in Senato, alla Commissione Igiene e Sanità che esaminava la riforma del settore.

 

PUBBLICITA' SUBLIMINALE: QUANDO
LA TV PUBBLICA NON RIESCE A FARNE A MENO

In seguito della sentenza del Tar del Lazio del 29 dicembre 2009 n. 13749, l'Autorità ha avviato un procedimento per la rideterminazione delle sanzioni irrogate alle società Rai e Magnolia sulla base dei criteri indicati dal giudice. Queste hanno attuato due pratiche commerciali scorrette in due distinte fattispecie di pubblicità occulta poste in essere nell'ambito di alcune puntate della trasmissione televisiva «L'Isola dei famosi» nell'edizione del 2009, riguardanti rispettivamente la linea di gioielli MyMara prodotta dalla società Asteria, ritenuta anch'essa responsabile, e l'attività della società Europ Assistance.
Le due società hanno ribadito la propria totale estraneità alle condotte contestate e di aver conseguentemente proposto appello incidentale innanzi al Consiglio di Stato: la sanzione irrogata per tale fattispecie, infatti, sarebbe eccessiva in quanto la condotta in questione avrebbe avuto una durata irrisoria e non sarebbe stata reiterata. La sentenza del Tar del Lazio imporrebbe all'Autorità di rivedere complessivamente l'argomentazione e il processo decisionale relativi alla misura della sanzione.
L'Antitrust, invece, ha rilevato come il Tar abbia confermato la legittimità della valutazione espressa in merito alla scorrettezza delle pratiche commerciali oggetto del provvedimento impugnato, accogliendo talune censure avanzate dalle parti ricorrenti al solo fine di una diversa quantificazione delle sanzioni irrogate, e con una recente delibera ha rideterminato le sanzioni già irrogate alle societa Rai-Radiotelevisione Italiana e Magnolia.

 

COPPA DEL MONDO DI RUGBY IN NUOVA ZELANDA:
ATTENZIONE ALLE TRUFFE

Su iniziativa congiunta dell'International Consumer Protection e Enforcement Network - rete internazionale delle Autorità di tutela dei consumatori che controllano la pubblicità ingannevole con effetti in diversi Stati -, e in vista della competizione in Nuova Zelanda, è lanciato un allarme in merito alla Rugby World Cup 2011: attenzione agli acquisti on line dei biglietti. Secondo la presidente dell'organismo, Bernadette Van Buchem, che sarà in carica fino al mese di luglio 2011, «i grandi eventi come la Rugby World Cup 2011 sono un'occasione irresistibile per i commercianti senza scrupoli; la natura globale di internet rende più facile raggiungere i consumatori attraverso la pubblicità transfrontaliera, e la cooperazione internazionale è fondamentale per individuare questi siti, avvertire i consumatori e interrompere l'attività ingannevole».
Gli amanti del rugby in tutto il mondo devono, quindi, fare particolare attenzione al momento dell'acquisto di biglietti: potrebbero operare siti web che vendono biglietti falsi e che usano in modo fraudolento i loghi e le immagini ufficiali della Coppa. Attenzione anche alle e-mail in arrivo da enti e associazioni che affermano falsamente di far parte dell'organizzazione della Coppa del Mondo di Rugby 2011. Il rischio è che i tifosi, una volta giunti fino in Nuova Zelanda, scoprano che i loro biglietti non sono validi per nessuna delle partite del torneo mondiale.

 

"IO NON ABBOCCO!": L'INIZIATIVA PER LE SCUOLE
PROSEGUE ANCHE NEL 2011

Parte la seconda edizione del progetto «Io non abbocco!» organizzato dall'Autorità in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Destinatari sono gli studenti delle scuole primarie e secondarie, pubbliche e private, per una maggiore sensibilizzazione sui temi della concorrenza e della tutela del consumatore. Nel 2010 il progetto ha coinvolto 51 scuole e circa 2.342 alunni.
L'iniziativa prevede la formazione «porta a porta», con l'invio di funzionari antitrust in veste di docenti nelle scuole che ne faranno richiesta, e il coinvolgimento degli studenti attraverso la realizzazione di un elaborato, espressione dei risultati conseguiti in seguito al corso formativo. Sono spiegati i molteplici casi di pubblicità ingannevole, i comportamenti scorretti, i cartelli segreti e gli abusi delle aziende a danno dei cittadini.

 

SERVIZI POSTALI: SERVE UN REGOLATORE
O SI PARTE CON IL FRENO TIRATO

Senza un Regolatore realmente indipendente e imparziale la completa liberalizzazione dei servizi postali rischia di partire con il freno tirato. Lo scrive l'Antitrust contestando, in una segnalazione al Parlamento e al Governo, il modello di Agenzia scelto nella bozza di decreto varato dall'Esecutivo e ora all'esame delle Camere per il parere. Il compito di vigilare sulla liberalizzazione del settore postale è affidato, dallo schema di decreto legislativo approvato dall'Esecutivo, a un organismo che, per espressa disposizione di legge, opera al servizio delle Amministrazioni Pubbliche ed è sottoposto ai poteri di indirizzo e di vigilanza di un ministro, il quale ne definisce anche le funzioni, la struttura organizzativa e le modalità di finanziamento. L'Agenzia non può così qualificarsi neanche indipendente dagli operatori postali, visto che Poste Italiane, attuale fornitore del servizio universale e in posizione dominante nella gran parte dei mercati interessati, è una società a partecipazione pubblica totalitaria.
Per l'Antitrust il nodo dell'indipendenza e dell'imparzialità è invece cruciale perché il nuovo regolatore dovrà, in base al decreto, adottare i provvedimenti necessari a promuovere la concorrenza nei mercati postali. L'attribuzione delle funzioni regolatorie all'Agenzia anziché ad un'Autorità indipendente non è conforme alle indicazioni europee. Secondo l'Antitrust, desta infine perplessità la mancata previsione di misure fondamentali per consentire la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore postale, quali l'affidamento del servizio universale con procedure di evidenza pubblica, la revisione del suo perimetro e l'abolizione della riserva postale.

INCREMENTI DELLE TARIFFE DEI TAXI CAPITOLINI:
SONO ANTICONCORRENZIALI

No ai meccanismi che agganciano gli incrementi delle tariffe dei taxi all'aumento del numero delle licenze, l'afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata al Comune di Roma. In particolare, il criterio in base al quale l'apposita Commissione tecnica, chiamata a giudicare la congruità delle tariffe, ha tenuto conto del rapporto domanda-offerta in caso di ampliamento dell'organico con rilascio di nuove licenze, sembrerebbe essere stato interpretato in senso restrittivo per la concorrenza: il meccanismo avrebbe giustificato aumenti tariffari sulla base della crescita del numero delle licenze recentemente verificatosi.
Secondo l'Autorità, il criterio avrebbe dovuto essere interpretato al contrario, nel senso di suggerire riduzioni delle tariffe massime in seguito ad aumenti dell'offerta, secondo una normale logica di mercato. Il sistema adottato favorisce il mantenimento delle rendite di posizione, vanificando altri aspetti positivi della riforma tariffaria stabilita dal Comune. Positiva anche la maggiore trasparenza tariffaria.

 

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