ANGELO GIULIANI:
POLIZIA MUNICIPALE,
COMUNQUE A FIANCO DELLA GENTE
a cura di
ANNA MARIA
BRANCA
Angelo Giuliani,
comandante
della Polizia
municipale di Roma

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oma per mille ragioni è una città difficile. Non è un mistero. Se si volessero risolvere tutti i problemi in un colpo solo sarebbero necessari super-eroi più che la Polizia Municipale. L'uso della città come fosse l'orto di casa di pochi privilegiati rende difficile la convivenza. Non si tratta solo di traffico o di sampietrini dissestati. È necessario far crescere la responsabilità e la coscienza civica. La colpa non è dei cittadini, ma dell'insieme di più fattori che ostacolano i cambiamenti. Primo tra tutti il tessuto urbanistico della città e le sue peculiarità storiche e logistiche. Roma non è solo sede delle istituzioni della Repubblica Italiana ma anche la città in cui convivono periferie e campi nomadi, abusivismo edilizio e commerciale. Eppure viviamo in un habitat bellissimo, lo testimoniano i milioni di turisti che ogni anno vi si recano da ogni parte del mondo per visitare la Città Eterna. Anche questa capacità attrattiva, però, alla fine dei conti si risolve in un problema. I turisti sono fonte di reddito per il commercio, ma provocano pesanti ripercussioni sulla civile convivenza.
Anche il loro semplice trasporto mediante pullman causa problemi per il numero e per le dimensioni certamente inadatte a circolare in un centro storico denso di bellezze artistiche. La diffusione di notizie relative a straniere oggetto di violenze anche nelle zone più sicure del Centro storico, a ridosso della celebrata e popolata Piazza di Spagna, forniscono della città un'immagine eccessivamente negativa. Sono oltre 6.500 gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale che, guidati da Angelo Giuliani, a Roma lavorano ogni giorno per dare risposte alle necessità dei problemi cittadini.
Domanda. Quali riflessi ha avuto sul vostro lavoro l'emanazione, sempre più frequente e qualificata, di ordinanze sindacali?
Risposta. I nuovi poteri ordinatori concessi ai sindaci hanno interessato la Polizia Municipale non solo di Roma, ma di tutto il Paese. La ratio della legge era quella di accrescere i poteri del sindaco e di dotarlo di nuove facoltà per il miglioramento della convivenza civile nelle città. L'effetto diretto di questa innovazione legislativa è stato quello di accrescere il suo legame con la Polizia Municipale, principale strumento per far rispettare le ordinanze. La legge mi sembra ben bilanciata, e rilevo che ha fornito risultati molto buoni. La chiave per capire la sua portata innovativa è nel rapporto strettissimo tra il sindaco, che in base alle sue responsabilità e al mandato che ha ricevuto dagli elettori adotta una linea e stabilisce degli obiettivi, e la Polizia Municipale che dà concreta attuazione alle decisioni prese. I nuovi poteri ordinatori, ossia la facoltà di emanare ordinanze sindacali, hanno fornito nuove possibilità ai Comuni e allargato i campi di intervento della Polizia Municipale. Ovviamente l'efficacia dei nostri interventi può dipendere anche dalle risorse finanziarie disponibili. Argomento questo delicato, perché il bilancio del Comune di Roma, come quello di tutti gli enti locali, registra difficoltà. Non voglio però cercare alibi o facili scuse, personalmente non mi sono mai lamentato dell'insufficienza dei mezzi a disposizione. Sono un dirigente e cerco di far funzionare nel modo migliore quello che abbiamo a disposizione. Ma mi pare evidente che, se dinanzi a un organico a pieno regime di 8.300 persone, posso contare solo su 6.700, questo comporta alcune limitazioni.
D. Quanti vigili dovrebbe assumere il Comune di Roma per far fronte alle necessità più urgenti?
R. Molti, ma non possiamo nascondere che questo avrebbe dei costi economici molto alti. Del resto anche con l'organico attuale abbiamo ottenuto molto. Proprio per rimanere nel tema delle ordinanze emanate dal sindaco, voglio ricordare che, sebbene il trascorrere del tempo porti a dimenticare quello che avveniva in passato, la prostituzione in strada è stata fortemente ridimensionata. Questo risultato, com'è ovvio, non l'abbiamo ottenuto lavorando da soli, ma in stretta aderenza alle indicazioni del sindaco e agendo in collaborazione con la Polizia di Stato. Fino a pochi anni fa si assisteva all'esercizio della prostituzione sotto le finestre delle abitazioni, una situazione veramente insostenibile. La prostituzione in strada e il degrado di intere zone della città erano un problema molto sentito dalla cittadinanza. Il sindaco è intervenuto in maniera decisa, ed anche se il fenomeno non è stato del tutto cancellato, nel Comune di Roma certamente si è ridotto ed è più controllato.
D. Potete far rispettare tutte le ordinanze sindacali emanate?
R. Il sindaco ha emesso le ordinanze che ha ritenuto di dover adottare secondo le proprie prerogative e le proprie responsabilità; è ovvio che i problemi non si risolvono con la bacchetta magica ma con il lavoro. Soprattutto certi fenomeni di abusivismo commerciale - penso alla vendita di merce con marchi contraffatti oppure di supporti audio-video illecitamente riprodotti -, non si possono affrontare solo con le ordinanze; occorre coordinare il nostro lavoro con le Forze della Polizia dello Stato, e ad esempio con la Guardia di Finanza.
D. In quale maniera avete coordinato i vostri interventi?
R. Con la Guardia di Finanza abbiamo concordato protocolli di azione e speriamo di continuare ad ottenere risultati positivi. Non dobbiamo, però, neppure nasconderci le difficoltà. Roma è una città con una rete viaria immensa, una delle maggiori d'Europa, nella quale arrivano grandi quantità di merci contraffatte, ed è difficile bloccare la loro commercializzazione diffusa. Neanche mettendo un agente in ogni angolo di strada ci riusciremmo. È a monte che bisogna compiere una decisa azione di contrasto, intercettando i carichi e colpendo i grossisti.
D. Come affrontate la situazione di emergenza rappresentata dalla presenza di tanti immigrati, in buona parte clandestini?
R. Cerchiamo di contrastare il disagio sociale legato all'immigrazione clandestina e all'immigrazione in generale cooperando con la Polizia di Stato e con l'Arma dei Carabinieri. Gli immigrati clandestini e l'ingresso della Romania nell'Unione Europea hanno causato la nascita di insediamenti abusivi e dei connessi fenomeni criminogeni. Si tratta di un fenomeno verosimilmente destinato ad aggravarsi in ragione della drammatica situazione economica e politica dei Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Sono fenomeni complessi che devono essere affrontati con l'impegno di tutti. L'Italia è per la sua natura geografica un ponte dell'Europa proteso verso il Nord Africa. I problemi dell'Italia come meta di immigrati si riflettono immediatamente nella situazione della Capitale. Nel caso specifico degli insediamenti di nomadi, l'Amministrazione comunale da tempo ha istituito un ufficio per la loro gestione. Quelli che sono autorizzati, si trovano in una situazione controllata ma, purtroppo, spesso si formano insediamenti fuori da ogni regola in aree difficilmente accessibili e occulte. In questi campi spontanei la situazione è molto difficile e lo stato di disagio di chi vi vive è molto alto.
D. Che cosa può fare in sostanza la Polizia Municipale?
R. Censire gli insediamenti spontanei e controllare quelli regolari, promuovere la sicurezza urbana e agire per la tutela delle fasce più deboli ed esposte a rischi in questi contesti: bambini e donne. Quanto alle misure da adottare, ritengo che dovremmo creare sistemi di rotazione che consentano ai nomadi di stazionare in città, ma non stabilmente. Questo è quello che avviene in altri Paesi d'Europa.
D. In quali condizioni vivono questi nomadi?
R. In situazioni molto difficili, soprattutto negli insediamenti irregolari. Questo sia a causa dei frequenti incidenti determinati da incendi, da esplosioni di fornelli a gas e da avvelenamento da anidride carbonica; sia a causa della scarsa igiene e al rischio di malattie. Il prezzo pagato in vite umane per tali condizioni di vita è molto alto. La Polizia Municipale di Roma è in prima linea per fronteggiare il problema. Quando censiamo i nomadi, cerchiamo di avviare gli ultimi arrivati in un sistema di accoglienza predisposto dal Comune. Alcuni rifiutano ogni aiuto. I genitori dei quattro sventurati bambini vittime del recente rogo della baracca nell'insediamento irregolare sulla Via Appia Antica l'avevano rifiutata perché volevano andare nei campi nomadi attrezzati che il Comune sta realizzando. Non volevano una sistemazione provvisoria ma definitiva.
D. Le nuove regole sul decoro urbano richiedono un impegno speciale, soprattutto sociale. Come vi siete organizzati?
R. Che cos'è il decoro della città? È il frutto del rispetto delle regole di convivenza che il cittadino apprezza quando lo avvantaggiano, ma che qualche volta ha difficoltà ad accettare se lo costringono a una maggiore attenzione verso il prossimo. La Polizia municipale deve facilitare la pacifica convivenza della collettività. Chi deve andare a lavorare al mattino, deve poter dormire senza essere disturbato da schiamazzi, per esempio. La misura della civiltà di un Paese si vede dal rispetto di queste regole. Penso ad esempio al rispetto della «fila» in Inghilterra, o all'attenzione alla raccolta differenziata in certe città del Nord Europa. Dobbiamo garantire il rispetto di regole che hanno un effetto diretto sulla qualità della vita di tutti i cittadini. Anche la lotta al commercio abusivo rientra nel rispetto delle regole di convivenza, perché si tratta di una forma di concorrenza sleale nei confronti dei commercianti che pagano le tasse e che spesso sopportano pesanti costi fissi.
D. Basterebbe inasprire le multe?
R. I commercianti abusivi molto spesso sono nullatenenti, pertanto se non pagano spontaneamente la sanzione, il provvedimento sanzionatorio non ha alcun esito. Come ho già detto, occorre colpire grossisti e importatori, per questo è indispensabile uno stretto legame con la Guardia di Finanza.
D. E per quanto riguarda la sporcizia e il disordine ?
R. Grazie all'ordinanza del sindaco sul volantinaggio, abbiamo elevato centinaia di contravvenzioni e il fenomeno si è rapidamente ridotto; per i rifiuti nelle strade esistono altre istituzioni che devono sorvegliare, ad esempio l'Ama, i cui ispettori sono autorizzati ad elevare multe. Il nostro lavoro si svolge nelle 24 ore per 365 giorni l'anno. Quando si parla di 6.500 vigili, sembra che si abbia a disposizione un piccolo esercito, ma per la vastità del territorio, per i turni di riposo e per il gran numero di incombenze, è un miracolo che facciamo fronte a tutto. Anche il traffico sta migliorando e, a meno di eventi quali incidenti stradali o manifestazioni, la circolazione è garantita in ogni occasione. Certo, ci sono rallentamenti, ma questo capita ovunque. A New York e a Londra la situazione non è molto dissimile dalla nostra.
D. All'estero però i vigili sono dotati del manganello o della pistola. Vorreste essere armati?
R. È una situazione diversa, a New York c'è una sola Polizia, con 70 mila agenti che fanno tutto. Noi viviamo in un'altra realtà, abbiamo tante Polizie e ognuna ha proprie funzioni e competenze. Negli ultimi 30 anni i bandi per l'assunzione di vigili non prevedevano che il personale fosse armato; il bando del nuovo concorso, invece, ne fissa l'obbligatorietà. Questo significa che la Polizia Municipale nel futuro cambierà fisionomia. Abbiamo approvato un regolamento in base al quale tutti, tranne chi ha fatto richiesta di esenzione, risultano armati. Per i nuovi assunti, invece l'armamento sarà obbligatorio. L'armamento è una decisione che ha migliorato le condizioni di sicurezza del nostro personale; costituisce un notevole deterrente. Registriamo una rilevante diminuzione delle aggressioni agli appartenenti al Corpo.
D. Come colpite gli abusi edilizi?
R. Il Corpo compie un grande sforzo, applichiamo le norme, e svolgiamo tutte le attività necessarie per contrastare, con una costante opera di controllo del territori, questo fenomeno che penalizza la bellezza del nostro territorio.
D. Che cosa occorrerebbe, secondo il suo parere, per garantire una maggiore presenza nelle strade e un'attività amministrativa più efficiente e ordinata?
R. Risorse, persone, strumentazioni. È in preparazione una nuova centrale operativa che potrà migliorare la celerità e l'efficacia del nostro intervento. Stiamo cambiando il parco macchine ed abbiamo acquistato dei caravan da adibire ad uffici mobili per l'infortunistica stradale. Ma, per effetto del nostro nuovo ruolo nella tutela della sicurezza urbana, abbiamo soprattutto una nuova consapevolezza della necessità di adeguare il servizio alle nuove esigenze della città.
D. Quali problemi dovete affrontare quotidianamente e quali sono quelli più avvertiti dai cittadini?
R. Il cittadino desidererebbe che vicino ad ogni portone di casa fosse a disposizione un agente della Polizia Municipale; bisognerebbe creare il vigile di pianerottolo. Anche se questa è una battuta, siamo realmente interessati ad avvicinarci quanto più possibile ai problemi della gente e per questo abbiamo adottato una modalità di organizzazione nello svolgimento del servizio che privilegia l'attenzione ai problemi della cittadinanza.
D. Che cosa chiederebbe, in sintesi, per il Corpo?
R. Consistenti investimenti, sedi adeguate, organico sufficiente, nuova sala radio, computer palmari ma, soprattutto, il riconoscimento di tutto il nostro lavoro.
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