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IBM

LA NOSTRA VITA
CAMBIERÀ
IN CINQUE ANNI

di NICOLA CINIERO
presidente e amministratore
delegato dell'IBM Italia


Netbook e tablet saranno
usati per il rilevamento
dei terremoti, contribuendo
alle operazioni di soccorso,
e si è vicini all'abilitazione
di un sistema che, grazie
a un brevetto IBM, analizza
la situazione post-evento


nterfacce 3D, batterie che usano aria, computer per l'energia delle città, viaggi personalizzati, cittadini nel ruolo di scienziati: ecco le 5 innovazioni individuate dall'IBM tra tutte quelle potenzialmente capaci, nel giro di un quinquennio, di trasformare il modo in cui le persone lavorano e trascorrono il proprio tempo libero. Indicate a fine 2010, com'è consuetudine sulla base di trend sociali e di mercato, le 5 «meraviglie» si alimentano della tecnologia nata nei nostri laboratori di ricerca, cui sono riservati ogni anno investimenti per 6 miliardi di dollari.
Prendiamo lo sviluppo degli ologrammi tridimensionali. L'ineluttabilità del processo, destinato a crescere di pari passo con la disponibilità di banda larga, è ormai imposta dal tipo di informazioni digitali, sempre più intelligenti, prodotte in diverse forme. Ora, man mano che nuovi modelli di videocamere, incorporate o meno negli smarthpone, consentiranno di interagire con foto arricchite da geo-tag, così come con browser e chat, i problemi di distorsione indotti dalle tecnologie di cui ci serviamo saranno risolti con l'introduzione di modalità esperenziali a tre dimensioni. In molteplici campi: dalla ricerca alla diagnostica, con tutti i vantaggi correlati, e dall'ingegneria alle comunicazioni interpersonali. Qui prepariamoci alla «telepresenza» in 3D.
E che dire dei computer che gestiscono l'eccesso di calore, indirizzandolo al riscaldamento o alla refrigerazione degli edifici? Oltre il 50 per cento di quanto consumato oggi da un data center se ne va in raffreddamento, disperdendosi a contatto con l'atmosfera. Ora, nuove tecnologie - per esempio il sistema di raffreddamento ad acqua su singolo chip di IBM - aiuteranno a riutilizzare l'energia termica a vantaggio di uffici e abitazioni. In Svizzera da un progetto pilota è attesa una riduzione nelle emissioni annuali di CO2 di oltre 30 tonnellate, il che equivale all'abbattimento dell'85 per cento del suo «carbon footprint». Una rete di capillari microfluidici nel dissipatore, collegati alla superficie di ogni chip, consente all'acqua di arrivare a pochi micron di separazione, determinando una più efficiente asportazione del calore. L'acqua riscaldata a 60 gradi viene quindi immessa in uno scambiatore per essere riutilizzata altrove.
I processi di innovazione sono così avanzati da prefigurare scenari difficilmente intuibili. Si pensi agli accumulatori. Presto i dispositivi d'uso quotidiano avranno una durata dieci volte superiore. Per sostituire quelle agli ioni, notoriamente pesanti, i ricercatori IBM stanno studiando batterie che si affidano all'aria per interagire con i metalli ad alta densità energetica, eliminando così l'inibitore chiave di una loro lunga durata. Stiamo per dare il benvenuto a qualcosa di rivoluzionario, leggero e potente che alimenta di tutto, dalle auto ai dispositivi consumer? Ci sono buone probabilità. Ma non solo. Ripensando nel frattempo il transistor, elemento base dei dispositivi elettronici, ci si è posti l'obiettivo di ridurne il singolo ammontare di energia a meno di 0,5 volt. Partendo da un fabbisogno così basso, elimineremo le batterie in alcuni dispositivi - cellulari e lettori digitali - caricandoli a movimento, come già avviene per taluni orologi.
Immaginiamo ora di poter percorrere strade poco trafficate, senza accumulare ritardi. Un sogno? Non proprio. Di qui al 2015 le tecnologie di analisi predittiva, basate su calcoli matematici e sensori, saranno così evolute da fornire informazioni e suggerimenti personalizzati, utili per giungere a destinazione quanto prima. I ricercatori stanno dunque sviluppando sistemi di traffico adattivi che prevedono molteplici scenari esaminando più fattori: incidenti, posizione, lavori in corso, giorni più trafficati, eventi locali di un certo impatto, opzioni di trasporto alternative.
Avremo, in definitiva, tecnologia che ci consiglia come arrivare prima e con quale mezzo. Se non il nostro, quello pubblico più vicino, di cui viene rilevata la puntualità o meno e la disponibilità di parcheggio. Il tutto tenendo in conto quanto raccolto dai viaggi già effettuati e dai nostri abituali comportamenti. E nel frattempo, a noi tutti, cosa potrà capitare? Più d'una cosa, certo, non ultima la possibilità di agire da cittadini al servizio di uno «smarter planet», senza la necessità d'essere scienziati. Come, è presto detto: i sensori nei telefoni, nelle auto, nei portafogli - persino i tweet - raccoglieranno dati su dati utili all'aggiornamento in tempo reale di chi si occupa di monitorare lo stato dell'ambiente.
L'IBM sta mettendo a punto applicazioni mobili con cui poter fornire contributi nella lotta al riscaldamento globale, al salvataggio di specie in via d'estinzione, al controllo di quanto minaccia gli ecosistemi. Prendiamo l'acqua. Secondo le Nazioni Unite, la sua contaminazione uccide più esseri umani di tutti i conflitti armati ed è responsabile, aspetto tremendo, della morte di un bimbo ogni 20 secondi.
«Creek Watch», applicazione di IBM già disponibile nell'Apple Store, abilita gli iPhone a un ruolo utile: di fronte a un caso evidente di inquinamento, si scatta una foto rispondendo a tre domande. I dati vanno ad aggiornare un database centralizzato accessibile alle autorità. La California ha già stretto un accordo con noi per il suo uso su larga scala. Netbook e tablet, collegati a una rete informatica, saranno chiamati a fare da sensori di rilevamento dei terremoti contribuendo alle operazioni di soccorso. A proposito, si è ormai vicini all'abilitazione di un sistema che analizza la situazione post-evento. Dietro si cela un brevetto IBM.

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