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MARINA LEHNER:
TRA PASSATO E PRESENTE
IL VOLTO DELLA RUSSIA

Marina Lehner Sinitsyna

<<l periodo della mia gioventù trascorso in Russia è stato piacevole: studiavo, lavoravo, mi divertivo. Venuta in Italia e sposato un italiano, Giancarlo Lehner, la mia vita è completamente cambiata: mio marito era sempre assente per lavoro; redattore dell’Avanti!, quando era in casa scriveva libri. Insieme abbiamo scritto in Russia, nel 2002, la prima biografia di Silvio Berlusconi su commissione di Vladimir Putin, dal titolo ‘Effetto Silvio Berlusconi’. Io ho scritto la prima, parte sulla sua vita privata, gli anni di studio, l’entrata nell’imprenditoria ecc.; mio marito la seconda, sulla discesa in politica. Ora mio marito ne sta scrivendo un altro, per l’Italia. Ho collaborato con lui nella redazione di altri libri sui comunisti italiani giustiziati nell’Unione Sovietica. Ho tradotto i documenti degli archivi segreti di Mosca».
Chi parla è Marina Lehner Sinitsyna, avvenente italo-russa, più italiana che russa, consorte di Giancarlo Lehner, deputato del PDL, tra i più attivi e caustici giornalisti impegnati a sostenere la maggioranza anche contro gli assenteisti, autore di varie opere, l’ultima delle quali sulla famiglia Gramsci in Russia. Marina Lehner è pittrice. In questa intervista racconta la propria storia: attività, esperienze, aspirazioni, prospettive.
Domanda. Quante mostre ha realizzato in Italia?
Risposta. Tre a Roma, ultima delle quali lo scorso maggio nella Galleria Palazzo Margutta, nella suggestiva strada degli artisti romani, esponendo 4 opere sul tema del mare, dedicate allo splendore di Miami. Ho partecipato a Festival internazionali di Arte contemporanea, ho vinto due premi. Ho esposto anche in altre città e partecipato a collettive a Londra, Berlino, Barcellona e Hammamet.
D. A cosa si ispira nei suoi quadri?
R. Alla mia cultura, alle avanguardie russe, anche alle icone ortodosse dalle quali traggo vari spunti. Sono autodidatta, quando mi viene l’ispirazione prendo la tela e dipingo. A volte comincio un quadro e presto l’abbandono, riprendendolo dopo 6 o 7 mesi. Alcuni fanno parte anche di pregevoli collezioni. Avevo cominciato una ventina di anni fa, poi lasciato, ma, quando ad Hammamet ho conosciuto Bettino Craxi ed egli ha visto alcuni miei lavori, mi ha spinto a ricominciare. Gli piacevano vari generi, soprattutto l’arte contemporanea. Era un collezionista, aveva una pregevole collezione, acquistava opere anche di sconociuti, gli piaceva scoprire giovani artisti di talento che aiutava ad affermarsi.
D. In Russia ha fatto mostre?
R. Quando vivevo nel mio Paese ancora non dipingevo. Dal 1989 sono tornata in Russia tutti gli anni, negli ultimi più raramente perché non mi sento più a casa mia, sono cambiati gli usi, i costumi e tante cose. Però la Russia di oggi mi piace molto. Sono rare le persone che non abbiano studiato. Nelle grandi città c’è molto benessere. Mosca è una grande metropoli e offre tante opportunità alla popolazione; è la città più cara del mondo in assoluto, è ricca di risorse finanziarie; come a San Pietroburgo, molti stranieri vi giungono alla ricerca di un lavoro; vi operano grandi aziende e numerose multinazionali.
D. E lontano dalle grandi città?
R. Dipende dal tipo di centro.Vi sono anche zone povere nella Russia profonda, ma in tutto ciò che ruota intorno a Mosca è diffusa la ricchezza; alcuni centri assomigliano al Bel Air di Los Angeles. L’idea che la Russia sia povera è frutto della non conoscenza, di stereotipi del passato; bisogna viverci per capire meglio, ma in un soggiorno di tre giorni un turista non può capire molto di una grande città bella e pulita come Mosca, ricca di divertimenti 24 ore su 24.
D. Come si è arrivati a questo benessere dopo il comunismo?
R. Dopo la caduta del muro di Berlino si sono vissuti tempi brutti ma i russi si sono rimboccati le maniche, hanno lavorato molto, hanno progredito e prodotto tanta ricchezza. Sono trascorsi oltre 20 anni, non tanti per arricchirsi in questo modo; questo è avvenuto soprattutto perché la terra è molto ricca; anche il Brasile è una terra ricca, ma c’è tanta ignoranza. Da noi la gente studiava molto, sport, spettacolo, arte e sanità costituivano delle priorità. C’erano tanti studiosi, chimici, biologi ecc., poi sottratti alla Russia dagli Usa e da altri Paesi.
D. Tornerebbe ad abitare in Russia?
R. Non mi ci trovo bene, non faccio più parte di quel Paese; è cambiato, è diverso. Io non sono mai stata comunista e non ho mai votato; la prima volta che dovevo farlo ero già in Italia. Appartenevo alla classe sociale chiamata élite, avevo buone frequentazioni, mi interessavo di cinema e di arte, la cultura era per me al primo posto. Mi piace molto il cinema degli anni 50 e 60.
D. Cosa le piace degli Stati Uniti?
R. La mescolanza di culture e di gente, la mentalità più aperta, come quella delle nuove generazioni russe. In Italia è ristretta, c’è ipocrisia. Io ho imparato qui ad essere furba, non tanto ma più di prima. Da noi le persone sono più franche, dicono quello che pensano. Non riesco a capire come i figli rimangano a casa fino a 40 anni. Negli Usa e anche nel mio Paese, appena possono i giovani cercano di andarsene, di essere indipendenti. Anche la gioventù russa. aspira a fare soldi; ma è consapevole del valore della cultura, ha capito che bisogna studiare tanto. I figli dei ricchi vanno a studiare negli Stati Uniti o in Inghilterra. Quando vado in Russia mi fa piacere vedere la nuova generazione bellissima, ricca, vestita bene, disinibita.
D. Come ha sposato un italiano?
R. Gli uomini italiani apprezzano le donne russe. Dopo la laurea in Economia e Commercio, professione all’epoca di moda, sono venuta in vacanza a Roma dove conobbi colui che ora è mio marito; da allora non ci siamo più lasciati. Era bello, sportivo ma anche intellettuale. Conosceva tutta la letteratura russa e mi raccontò che a 14 anni, dopo aver letto «Il giocatore» di Dostojevski, aveva deciso di diventare uno scrittore.
D. La condiziona l’attività politica di suo marito?
R. È sempre stato un grande lavoratore e un idealista, e continua a credere agli ideali; tra noi due più pratico è sempre lui ma ora devo cavarmela da sola perché, da quando è deputato, è impegnatissimo nell’attività politica e parlamentare, fa parte della Commissione Giustizia della Camera, visita le carceri ed è presente nel Collegio elettorale.
D. Quale artista ammira di più?
R. Dei contemporanei non mi piace nessuno. Ormai nell’arte si è fatto di tutto e di più, ed è difficile inventare qualcosa di nuovo. Preferisco l’avanguardia, Marc Chagall ma anche Picasso.
D. Quali progetti ha nella sua attività?
R. Sto pensando alla proposta fattami di dipingere opere ispirate alle Madonne ortodosse; forse questa è la mia strada. Non è arte povera, le Madonne erano ornate da una lamina d’oro. È un genere che mi ha impegnato molto.

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