chiudi
RETROSPECCHIO


Le oltre 600 chiese del Fondo Edifici Culto

Autoritratto di Andrea Pozzo


Fino al prossimo 22 febbraio sarà possibile visitare l’esposizione delle opere del Fondo Edifici Culto amministrato dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. La mostra «Artisti a Roma, ritratti e autoritratti di pittori, scultori e architetti dal Rinascimento al Settecento» permetterà di ammirare un prezioso autoritratto di Andrea Pozzo di proprietà del Fondo, come anche la chiesa del SS. Nome di Gesù all’Argentina in cui esso è conservato, e i pannelli fotografici di altri due pregevoli ritratti, opera di Ferdinand Voet e di Francesco Ragusa, collocati nella Chiesa di Santa Maria del Popolo. Il Ministero dell’Interno possiede un patrimonio costituito da circa 600 chiese ex conventuali, da numerosi conventi, caserme, un castello, centinaia di unità immobiliari, fondi rustici, cascine, boschi e selve, diffusi in tutto il territorio nazionale. Istituito con una legge del 1985, il Fondo è dotato di personalità giuridica. L’origine del suo patrimonio deriva alle leggi della seconda metà del 1800 con le quali lo Stato italiano si appropriò di gran parte dei beni della Chiesa cattolica: denominate «leggi eversive», esse disposero la soppressione delle corporazioni religiose. È amministrato dal Ministero dell’Interno attraverso la Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto, la quale, affiancata da un apposito Consiglio, cura la manutenzione e la conservazione del patrimonio sia per quanto riguarda le chiese sia per quanto attiene a tutti gli altri beni. In campo provinciale il Fondo è amministrato dai prefetti. Il suo fine istituzionale è costituito sia dalla conservazione sia dalla valorizzazione del patrimonio nel quale ovviamente spiccano le chiese. Sono tutte, infatti, di grande interesse storico e artistico. Oltre alla chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, figurano tra esse quelle di Santa Chiara a Napoli, di Santa Croce a Firenze, di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo. Ed inoltre tutte le opere d’arte in esse custodite, i mobili antichi, i rari libri della Biblioteca della Direzione generale degli Affari dei Culti, i beni che producono rendite costituiti da appartamenti, caserme, cascine, la foresta di Tarvisio in provincia di Udine, i complessi di Quarto Santa Chiara in provincia di Chieti, di Monreale e di Giardinello a Palermo. La Direzione generale amministra questo patrimonio boschivo attraverso convenzioni con il Corpo Forestale dello Stato contribuendo anche alla tutela dei beni naturalistici.

 

chiudi