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RETROSPECCHIO


FS Logistica, un modello da ampliare

 


Il sistema dei valichi alpini rappresenta un fondamentale nodo di connessione tra l’Italia all’Europa, strategico per la libera circolazione delle persone e delle merci nei mercati internazionali. In un tale contesto il tema dello sviluppo di questi corridoi, stradali e ferroviari, deve necessariamente essere affrontato in un’ottica globale che tenga conto di tutta la rete di interconnessioni tra i Paesi dell’Unione Europea.
Oggi l’arco alpino costituisce un vincolo alla liberalizzazione degli scambi perché le infrastrutture degli attuali valichi non hanno una capacità sufficiente a soddisfare la domanda di trasporto merci, che gli studi di settore prevedono in crescita nei prossimi anni. I dati sui transiti, storici e di tendenza, manifestano un forte squilibrio nella ripartizione modale strada-ferrovia dell’ordine percentuale 70/30 e una crescita del trasporto stradale molto più sostenuta di quella del trasporto ferroviario.
Le ragioni di questo scenario vanno ricercate in una quasi saturazione delle linee di valico esistenti e nelle loro caratteristiche intrinseche, come i limitati pesi trainabili e i vincoli di sagoma nelle gallerie, che influenzano la circolabilità dei convogli e che frenano la produzione di treni competitivi con il trasporto stradale. Questo il contesto in cui si collocano le grandi opere infrastrutturali in fase di realizzazione e programmate nel piano di investimento dei prossimi anni da parte delle Ferrovie dello Stato. Tra queste rientrano i lavori di ammodernamento, attualmente in corso, della linea storica che attraverso il traforo del Frejus collega l’Italia alla Francia, finalizzati ad ampliare la sagoma della galleria dall’attuale profilo P/C30 al profilo B1.
Parallelamente ai lavori di ampliamento vengono realizzate anche altre attività sostenute dal Gruppo FS per il rilancio del trasporto merci via ferrovia, e la stessa linea storica di Modane è oggi sede della sperimentazione dell’Autostrada Ferroviaria Alpina, progetto nato dalla volontà dei due Governi, e affidato alle due imprese ferroviarie Trenitalia e SNCF, per fornire una risposta innovativa in termini di intermodalità. Il servizio AFA, che permette il trasporto su ferrovia di veicoli stradali completi (trattore stradale e semirimorchio), collega Torino-Orbassano con Bourgneuf-Aiton con otto treni giornalieri e realizza una sensibile riduzione del transito stradale di merci, anche pericolose, nel traforo del Frejus.
Questo progetto vede impegnato il Gruppo FS anche con la sua società FS Logistica alla quale è affidata la gestione del terminale torinese appositamente realizzato e dotato degli equipaggiamenti necessari per la movimentazione degli speciali carri ribassati a carico trasversale. Sul terminale vengono assicurate tutte le attività e i controlli amministrativi e tecnici sui mezzi necessarie per verificarne la compatibilità con le prescrizioni tecniche del servizio; predisposte le configurazioni di carico dei semirimorchi oltre le attività di carico e scarico degli stessi dalle navette.
I convogli, a configurazione bloccata, contano 11 carri doppi per complessive 22 vasche in cui trovano posto fino a 14 autoarticolati o 22 semirimorchi; a questi si aggiunge la carrozza di accoglienza dove gli autisti possono trascorrere le 3 ore necessarie a completare il tragitto. Il servizio, che è arrivato al suo quinto anno di esercizio, superata una iniziale diffidenza da parte degli autotrasportatori, ha realizzato rilevanti risultati con dati di traffico che registrano una media di transiti di circa 2 mila unità al mese per un totale di oltre 20 mila unità all’anno.
La soluzione offerta oggi, che paga la ridotta sagoma del traforo, è rivolta essenzialmente al comparto delle cisterne e a particolari tipi di semirimorchi, ma con la conclusione dei lavori del Frejus questa soluzione di trasporto intermodale potrà realizzare tutte le proprie potenzialità. La soluzione intermodale tra Orbassano e Aiton è un modello da ampliare e divulgare dove circostanze, necessità di trasporti intermodali, interesse al decongestionamento e alla sicurezza lo inducano. Il ruolo svolto da FS Logistica nel terminale di Orbassano, tramite la propria Business Unit Omniaexpress, ricade nella logica dello sviluppo che il Gruppo intende conferire alla società e ne è il modello antesignano. FS Logistica è stata costituita nel 2007 per diventare un operatore logistico di riferimento nel Paese, con interessi nella gestione dei moli nei grandi porti, degli interporti e con il collegamento a operatori di logistica capillare.

Traffico merci (ferro più gomma) attraverso l’arco alpino:
1991, 92 milioni di tonnellate;
2001, 129 milioni;
2002, 140 milioni;
2004, 155 milioni;
2015, 200 milioni di tonnellate
(Fonte: Ministero dei Trasporti)

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