Speciale Lazio
NICOLA ZINGARETTI:
PROVINCIA DI ROMA,
PARTE LA RIPRESA
Nicola Zingaretti,
presidente dell’Amministrazione provinciale di Roma

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er i politici appartenenti a un partito di maggioranza in campo sia nazionale sia locale, e coinvolti in responsabilità di Governo o di Amministrazioni locali, affrontare una crisi economica è arduo per due motivi: innanzitutto perché molta gente è portata ad attribuirla proprio ai governanti nazionali e agli amministratori locali in carica, in secondo luogo perché comunque, in un modo o nell’altro, questi devono quanto prima affrontarla e puntare a superarla; o, quantomeno, ad apprestare rimedi efficaci dal punto di vista reale e, non di rado, anche psicologico. Il che è comunque difficile perché, trattandosi di pubbliche amministrazioni a qualsiasi livello, un conto è deliberare, approvare o ratificare provvedimenti anticongiunturali, un altro è attuarli e ottenere rapidamente gli effetti programmati.
Ma l’impresa si prospetta assai più ardua per quei politici e amministratori che, appena eletti e investiti delle responsabilità connesse alle funzioni attribuitegli dagli elettori, si vedono scoppiare sotto gli occhi una crisi economica. È vero che le cause delle difficoltà economiche solitamente vengono da lontano, si accumulano, crescono via via; e che un buon politico deve avere preparazione, sensibilità, capacità, esperienza e soprattutto previdenza. Ma è anche vero che oggi molti economisti, che dovrebbero diagnosticare anticipatamente i futuri mali della società, sono invece schierati politicamente, per cui le loro diagnosi sono relativamente attendibili. Questo vale per quelli schierati a favore delle forze politiche che detengono la maggioranza: ma lo stesso vale per gli economisti schierati a favore delle opposizioni, perché è difficile che i loro giudizi, le loro previsioni, negative e talvolta catastrofiche, non siano da loro stessi e dai loro referenti politici strumentalizzate ed esagerate per combattere la maggioranza.
In una situazione di difficoltà si è trovata, per esempio, la maggioranza di centrosinistra eletta lo scorso aprile alla Provincia di Roma. È vero che essa è subentrata a un’analoga maggioranza di centrosinistra, ma la formazione di vertice è stata ampiamente rimaneggiata a cominciare dal presidente della Giunta, Nicola Zingaretti, proveniente dai Ds, subentrato ad Enrico Gasbarra, proveniente dalla vecchia DC, dal Partito Popolare e successivamente dalla Margherita. La nuova Amministrazione provinciale di Roma pertanto, per quello che può riguardarla e non è poco dal momento che comprende anche la maggiore città d’Italia, si è trovata nel pieno di una crisi aggravata localmente dalla triste conclusione della vicenda dell’Alitalia, comportante un’ulteriore, consistente riduzione dei posti di lavoro.
Come ha reagito, come ha deciso di affrontare la crisi l’Amministrazione provinciale di Roma? Lo indica una frase del presidente Zingaretti: «Mi colpisce, in questi giorni, il fatto di trovarmi in sintonia con molti operatori economici che riflettono sulle implicazioni di questa crisi. Si parla di puntare a una riqualificazione dell’intervento pubblico, a una strategia coordinata dei diversi livelli di governo dall’Europa in giù. Ognuno deve fare la propria parte. Riguardando a questo avvio di legislatura alla Provincia di Roma, penso che noi stiamo facendo la nostra parte con una strategia». Che cosa prevede la «parte» della Provincia di Roma? Zingaretti ha avuto modo di spiegarlo in qualche intervista. Continuando l’azione svolta dalla precedente Amministrazione, il suo obiettivo prioritario è quello di «arrivare a una reale integrazione sociale, economica e produttiva della Capitale con il resto del territorio provinciale», di «creare reali opportunità di lavoro e di reddito nei 121 Comuni della provincia, collegamenti veloci, reti materiali e immateriali moderne, un trasporto pubblico efficiente, un welfare a reale tutela dei più deboli e di chi si trova in difficoltà».
Zingaretti si rende conto che si tratta di un traguardo ambizioso e di un compito difficile, ma non si scoraggia e imbocca la strada più adatta secondo le migliori teorie di politica economica, ossia il rilancio degli investimenti, della spesa pubblica e, possibilmente, privata. Tre i principali settori di intervento: le infrastrutture, la programmazione urbanistica, le politiche sociali. Zingaretti non ha aspettato l’inoltrarsi dell’autunno e l’aggravarsi delle difficoltà che tradizionalmente questa stagione comporta per le famiglie, alle prese con le spese per la scuola, il guardaroba, il riscaldamento ed altro. Un bilancio dell’attività relativo ai primi sei mesi di amministrazione presenta una spesa di circa mezzo miliardo di euro da distribuire nel quadriennio 2008-2011, destinata per la maggior parte all’edilizia scolastica, alle infrastrutture di trasporto, alla viabilità e alla formazione professionale.
Altri 100 milioni di euro sono stati stanziati, solo per il 2008, per interventi per l’edilizia scolastica e altri 20 milioni di euro per la messa in sicurezza delle strade provinciali. Per il periodo 2009-2011, inoltre, sono in calendario opere per 370 milioni di euro per costruire scuole, realizzare i corridoi della viabilità destinati esclusivamente al trasporto pubblico, completare la realizzazione del Piano dei parcheggi di scambio per 3 mila posti auto, promuovere corsi di formazione professionale, eliminare decine di passaggi a livello realizzando nuovi cavalcavia.
Quanto alla viabilità, sarà completato il raddoppio e l’ampliamento della Laurentina, adeguata l’Ardeatina, costruita la Nomentana bis e la viabilità intorno alla Flaminia a Castelnuovo di Porto. Un complesso di opere che è stato possibile programmare perché, ha spiegato il presidente, la precedente Amministrazione ha lasciato solide risorse finanziarie. Quindi le prospettive sono positive, tranne che per la riduzione dei finanziamenti agli enti locali decisa dall’attuale Governo. Un punto di forza sarà costituito dal Piano territoriale provinciale, che punta allo sviluppo del territorio evitando il disordine e la disorganizzazione urbanistica attraverso l’integrazione della situazione esistente e l’insediamento, fuori Roma, di servizi di qualità, di centri produttivi e di infrastrutture necessarie per la provincia e soprattutto per il capoluogo e per l’hinterland, che insieme contano oltre 3 milioni di abitanti.
Per aiutare le famiglie a basso reddito, maggiormente colpite dalle attuali difficoltà e in particolare gli anziani combattendo il caro-vita, l’Amministrazione provinciale di Roma ha promosso l’iniziativa «Lazio Spende bene» consistente nella possibilità di acquistare, in circa 370 supermercati, un paniere di beni di prima necessità a prezzi calmierati, ossia di prodotti con prezzi inferiori ma di qualità, provenienti dalla campagna romana e laziale. Confermate, inoltre, alcune misure di sostegno del reddito: la metrebus-card con lo sconto del 30 per cento sul costo dell’abbonamento annuale al trasporto pubblico; il trasporto gratuito dei disabili; l’assistenza a 3.170 ragazzi disabili nelle scuole con un investimento complessivo di 8 milioni 500 mila euro.
Quanto alla riforma dell’assetto istituzionale della Capitale, Zingaretti propende per una soluzione che unifichi i diritti e i problemi di tutti i cittadini di Roma e del suo hinterland, in pratica per l’istituzione della città metropolitana, perché risponde al bisogno di semplificazione amministrativa e burocratica e riconosce l’interdipendenza, ormai totale, tra la Capitale e il resto del territorio: «Sarebbe grave–spiega–, se fosse approvata una riforma che porti beneficio solo ai cittadini di Roma e non a tutti quelli degli altri 120 Comuni della provincia».
«Efficiente e prudente» è la gestione finanziaria della Provincia di Roma secondo l’assessore al Bilancio Antonio Rosati, basata su un attento controllo della spesa e su un’ottima amministrazione del debito; gestione che rende questo ente ancora più utile e in grado, grazie a politiche di innovazione e di investimento, di modernizzare le infrastrutture del territorio e di rilanciare lo sviluppo economico. Le opere previste nel Piano di sviluppo 2008-2011 avranno presto effetti positivi: in particolare, gli interventi consistenti nella messa in sicurezza e nella manutenzione delle strade provinciali e degli istituti scolastici e quelli per l’ambiente e la cultura costituiranno risposte concrete alle istanze dei cittadini e una boccata di ossigeno per le piccole e medie imprese del territorio provinciale, che potranno da subito dare inizio ai lavori.
Recentemente nominato direttore dello Sviluppo economico della Provincia, Andrea Manzella riassume in 4 le priorità:
1) rilanciare i programmi di sviluppo locale esistenti nei vari quadranti dell’area metropolitana facendo sì che su di essi convergano in maniera coordinata le risorse della Provincia, della Regione e dell’Unione Europea, e in modo che i fondi per la formazione e per le imprese, l’azione dei Confidi e le facilitazioni urbanistiche rispondano alle esigenze di ogni singola area;
2) migliorare i rapporti tra mondo della ricerca e impresa; sono già stati istituiti l’Officina dell’innovazione a Frascati e un centro di assistenza per nuove aziende a Tor Vergata, nei quali le imprese possono avere consulenza per migliorare la produttività e dove le nuove idee possono essere avviate a concreta attuazione;
3) valorizzare il marchio di qualità per l’artigianato della provincia in stretta connessione con il turismo e l’agricoltura e con la collaborazione tra designer innovativi e artigiani tradizionali;
4) essendo il 2009 l’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione, elaborare, in linea con le migliori esperienze europee, un programma di interventi concentrato su tali temi; tra gli altri, la costruzione di un Fondo per la creatività con cui sostenere idee e progetti imprenditoriali dei giovani, in particolare nei settori dell’audiovisivo, del design e delle tecnologie applicate ai beni culturali.
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