Speciale Lazio
BRUNO PIATTELLI:
L'ORCHESTRA
CHE PORTA ROMA
NEL MONDO
Bruno Piattelli, presidente
dell’Orchestra Sinfonica
Fondazione Roma.

L’Orchestra Sinfonica
Fondazione Roma
è riconosciuta
in tutto il mondo
come un’istituzione
artisticamente valida,
di primo piano, soprattutto per un motivo: è nata con
un concorso europeo
riservato ai giovani
per portare la musica ai giovani, agli anziani,
a coloro che desiderano
ascoltarla ma non hanno
i mezzi; ha un fine
solo filantropico
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resieduta dal prof. Emmanuele Emanuele, nel 2002 la Fondazione Roma ha sponsorizzato la nascita dell’Orchestra Sinfonica di Roma che, sotto la direzione artistica del maestro Francesco La Vecchia, cominciò subito ad operare con la massima serietà e professionalità. Già alla fine del primo anno di attività si era esibita al Quirinale per il presidente della Repubblica; successivamente ha suonato nella Sala Glarunof a San Pietroburgo, nella grande teca della musica sinfonica di Madrid alla presenza della Regina di Spagna, per la Regina d’Olanda, in Brasile a Rio de Janeiro e a Brasilia, nella Royal Accademy di Londra, a Belgrado, a Berlino ecc. Lo scorso mese di ottobre ha compiuto una tournée in Cina. Responsabile nel settore Cultura della Fondazione Roma, che comprende anche il Museo del Corso sede di mostre di grande respiro, Bruno Piattelli, notissimo stilista e tra le prime griffes nel campo dell’alta moda maschile, illustra l’eccezionale attività dell’orchestra di cui è presidente.
«Abbiamo eseguito concerti nel Grande Teatro di Pechino, di grande bellezza architettonica e dall’acustica perfetta, e nel Grande Teatro delle Arti Orientali di Shanghai. Siamo stati accolti da un pubblico più competente di quanto immaginavamo, composto di giovani musicisti e professori delle varie Accademie e Conservatori cinesi. Su indicazione del prof. Emanuele abbiamo eseguito un concerto nella piazza di Chengdu, la città recentemente colpita dal terremoto, e abbiamo destinato l’incasso dei concerti ai lavori per la riapertura di una scuola di musica o per un’altra iniziativa di utilità spirituale e artistica per la popolazione. La città, di sei milioni di abitanti, è stata in buona parte ricostruita. Le autorità cinesi si sono compiaciute per l’attività dell’Orchestra e ci hanno invitato a tornare».
Domanda. Quale è stato in pratica il risultato di questa iniziativa e, in generale, di tutta la vostra attività?
Risposta. Tutto quello che abbiamo fatto ha rivelato che l’Orchestra Sinfonica Fondazione Roma è riconosciuta in tutto il mondo come un’istituzione artisticamente valida, di primo piano. La stampa ha riferito anche il successo riportato in Cina; speravamo che le competenti autorità italiane ci riservassero qualche attenzione per quello che sia la Fondazione Roma sia l’Orchestra fanno per il nome del nostro Paese. Non è avvenuto nulla. Quando si avvia una nuova iniziativa in Italia è sempre difficile ottenere un riconoscimento, ma questa Orchestra si è dimostrata estremamente valida soprattutto per un motivo: nata con un concorso europeo riservato ai giovani, è destinata a portare la musica ai giovani, agli anziani, a coloro che desiderano ascoltarla ma non hanno i mezzi; un fine assolutamente filantropico.
D. È stata improntata a qualche modello già esistente?
R. Grazie al contributo dell’allora Fondazione Cassa di Risparmio, oggi Fondazione Roma, l’Orchestra è nata dall’Arts Accademy, un’istituzione musicale romana che ha circa 30 anni di vita, 140 insegnanti e 600 alunni. Contrariamente a quanto spesso si crede, la Fondazione Roma, che la sostiene insieme ad altre attività culturali e sociali, non è una banca; anzi, dalle trasformazioni avvenute nel settore bancario l’Orchestra ha subito qualche pregiudizio.
D. Incontra dei problemi nello svolgimento della sua attività, e quali?
R. Al momento ne ha uno, la sede, che è in un edificio di proprietà di un’Ipab, ossia di una Istituzione di pubblica assistenza e beneficenza, ora dipendente dalla Regione Lazio; ma non si sa bene che cosa quest’ultima intende farne. Abbiamo investito del problema lo stesso presidente della Giunta regionale Piero Marrazzo. L’Arts Accademy ha molti allievi, anche illustri; vi studiava il violino perfino l’aambasciatrice del Giappone. Comprende anche una Scuola di alto perfezionamento, e sono almeno sei, nel mondo, i direttori d’orchestra che vi hanno studiato. È un’istituzione benemerita per la diffusione della cultura musicale tra la popolazione.
D. In che cosa consiste in dettaglio l’attività concertistica?
R. L’Orchestra esegue 30 concerti l’anno nell’Auditorium romano di Via della Conciliazione. Eseguiti con la partecipazione di direttori, solisti, musicisti di grande valore di tutto il mondo nel pomeriggio della domenica, i concerti, di altissima qualità, vengono replicati il lunedì sera. Inoltre l’Orchestra ne esegue altri 40 o 50 l’anno in scuole e università di Roma, del Lazio e di altre regioni, in ospedali, carceri, e chiese, nell’ambito della sua intensa attività sociale.
D. Quali sono oggi le sue fonti e i suoi canali di finanziamento?
R. Solo la Fondazione Roma ci assicura il budget con il quale dobbiamo pagare tutti i costi. Per questo ci domandiamo come sia possibile che organismi di rilievo nazionale e internazionale e aziende di primaria importanza ignorino manifestazioni culturali così significative. Non parliamo delle autorità locali come Regione, Provincia e Comune, perché le vediamo alle prese con un’infinità di problemi e con ristrettezze di bilancio; tuttavia in questi anni a Roma sono state avviate nuove iniziative nei settori della cultura, dello spettacolo e della musica, con prevalenza però dell’«effimero». Ma anche grandi aziende pubbliche o private sembrano insensibili proprio verso un settore che conta un numero crescente di appassionati, certamente più qualificato di quello di alcune manifestazioni di pura evasione. All’estero le orchestre sono tutte finanziate da aziende private, altrimenti non vivrebbero.
D. Qual è l’organico e da chi è composta fisicamente l’Orchestra?
R. Da circa 85 giovani provenienti da tutta l’Europa, che esprimono entusiasmo e vitalità, oltre a una grande professionalità, tanto che per i 1.800 o 1.900 posti di cui dispone l’Auditorium di Via della Conciliazione, noi abbiamo 1.500 abbonati a concerto. Ovviamente c’è qualche ragione precisa. In particolare il fatto che abbiamo restituito alla città un’apprezzata e validissima struttura che, inspiegabilmente, continuava ad essere chiusa, e che in tal modo è tornata a svolgere una funzione sociale oltreché culturale. E grazie anche ad essa l’Orchestra può confrontarsi con il pubblico. I risultati sono entusiasmanti. Lo dimostra il fatto che nella settimana successiva alla visita di qualche scolaresca, la presenza di ragazzi aumenta. Questo perché la scuola non insegna la musica. Io sostengo che basta guadagnarne uno per avere già un buon risultato, perché è meglio che i giovani vadano ai concerti piuttosto che ad altre manifestazioni. Roma ha solo due orchestre sinfoniche, Londra ne ha 11, Parigi 9, Dresda, con soli 300 mila abitanti, 3.
D. Come viene accolta la vostra Orchestra quando si esibisce all’estero?
R. Spesso, al termine dei concerti, il pubblico stenta a lasciare la sala; è merito sia del livello degli artisti e dell’esecuzione, sia dell’azione che sta svolgendo il maestro La Vecchia. A Berlino il pubblico seguiva la musica di Goffredo Petrassi addirittura con lo spartito in mano, tanto che la Casa editrice RCS ha chiamato il Maestro chiedendogli di comunicarle in tempo i programmi, per stampare più esemplari degli spartiti, dal momento che a Berlino, dinanzi alle impreviste richieste del pubblico, gli organizzatori avevano dovuto stampare e distribuire fotocopie.
D. Quali sono le prospettive di lavoro?
R. Il programma artistico dell’Orchestra è ben definito e proiettato. Il Maestro La Vecchia ha messo in repertorio musiche di Martucci, Casella, Petrassi ecc. tanto da richiamare l’attenzione della casa discografica giappponese Naxos, per la quale si stanno eseguendo altrettante incisioni. Eseguire nello stesso programma Luigi Nono e Igor Stravinsky ed avere il pieno plauso del pubblico è il segno da rilevare.
D. Cosa si dovrebbe fare per farla conoscere ulteriormente?
R. Rimaniamo stupiti dinanzi all’abulia o ignoranza di molti nostri responsabili del settore. Come è possibile che vi sia ancora tanta strada da compiere? Eppure la richiesta di musica è enorme, tanto che stiamo addirittura valutando l’eventualità di eseguire anche una seconda replica settimanale, proprio perché la desidera il pubblico. Certamente gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti per i nostri concerti non remunerano affatto i costi che affrontiamo. In percentuale sono irrisori; abbiamo cominciato con un euro a biglietto, ora siamo a 10-12 euro. Il gettito del botteghino è irrisorio. In estate a Roma, nella Basilica di Massenzio ove si sono esibiti la prestigiosa Berliner Philharmoniker Orchestra, i cori della London Synphony e l’Orchestra della Scala di Milano, eseguiamo concerti con ingressi da 2 a 5 euro. In tal modo attiriamo moltissimi spettatori che colgono l’occasione per visitare anche i Fori Romani meravigliandosi di quanto abbiamo a Roma.
D. La Sovrintendenza ai Monumenti e il Comune di Roma vi facilitano?
R. Il Comune dovrebbe ringraziarci, invece ci fa pagare il noleggio delle sedie che mette a disposizione; alla Sovrintendenza dobbiamo versare 47 mila euro l’anno. Potrei essere d’accordo sull’accollo delle spese per il personale, per le pulizie, per la guardiania, ma è assurdo farci pagare per eseguire un concerto a beneficio di tutta la città. Per eseguire concerti all’aperto in Campidoglio, con 10 o 11 mila spettatori, oltre a farci pagare il noleggio delle sedie e dell’amplificazione, per due settimane ci hanno costretto a smontare tutto dopo ogni spettacolo, per rimontarlo il giorno dopo con un lavoro immane. Solo per vedere libera la piazza dalle impalcature per poche ore della mattina. In nessuna città del mondo si assiste a queste pignolerie e spese inutili.
D. Come avete reagito?
R. Abbiamo pagato e non abbiamo ricevuto neppure un ringraziamento. È utile far conoscere come viene considerata la cultura. Noi desideriamo più rispetto, perché i nostri giovani lavorano accanitamente tutto il giorno, tra studio degli spartiti, prove e concerti. Alcuni, sposati e con figli, percepiscono 1.200 euro al mese di stipendio, mentre a noi costano quasi 2.500 euro. Lavorano 2 giorni alla settimana per i concerti, 4 per le prove e hanno un giorno di pausa. Non si può chiedere loro di più, ma diamogli qualche riconoscimento.
D. Chi ha finanziato la tournée dell’Orchestra in Cina?
R. In Cina si sono recate 120 persone grazie all’intervento della Fondazione Roma, che ha finanziato l’iniziativa. È un’istituzione che pensa alla città e opera nei settori della sanità, dell’istruzione, della ricerca scientifica e del volontariato. Invece di ricevere ringraziamenti per ciò che fa e che sarebbe di competenza dello Stato, deve pagare le tasse come le altre Fondazioni.
D. Come va l’amministrazione?
R. Abbiamo un’amministrazione severa; nei 7 anni dall’istituzione dell’Orchestra il bilancio si è chiuso sempre in pareggio. Il Maestro La Vecchia è di una onestà professionale e civile incredibile. Non possono aversi strutture perfette se non sono gestite da persone valide e corrette. L’apparato artistico è di alta qualità, non vi è entrato mai un professore d’orchestra se non vincendo il concorso. Non c’è un raccomandato.
D. Come è passato lei dall’attività di stilista a un'impresa così diversa?
R. Non sono musicista né musicologo, casomai un musicofilo se non un musicomane; la musica che mi aleggia intorno fa da commento al mio lavoro. L’Orchestra è impegnativa sotto ogni aspetto, ma dà molte soddisfazioni. In un mondo che non ha più il senso non dico della raffinatezza ma del bello e dell’estetica, e che sacrifica moltissimo le espressioni del lavoro di cui vivo, la musica mi esalta e mi dà una misura più adeguata.
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