CORSERA STORY.
NAPOLITANO, PERCHÉ
NON LI NOMINI SENATORI?
L'opinione
del Corrierista

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i un grave problema si sta discutendo da mesi a Roma, un problema che non c’era mai stato, che si è manifestato d’improvviso nel corrente autunno e che via via si aggrava con il trascorrere delle settimane: l’invasione improvvisa, imprevista e massiccia delle strade del Centro storico, e in particolare degli itinerari prediletti da turisti e stranieri, da parte di botticelle, quegli antidiluviani mezzi di locomozione che ancora sussistono arrecando gravi danni al paesaggio, all’ambiente e, soprattutto, al gentile e delicato animo dei romani.
Gli incontinenti esseri che le trascinano, infatti, lordano e inaffiano le strade fuori orario, senza preavviso, appuntamento o prenotazione; zampettano sull’asfalto logorandolo; dissestano i tenui sampietrini cinesi; attentano ai tacchi a spillo delle lievi signore; rompono i timpani ed altro; rovinano le pennichelle in pieno giorno; appestano l’aire con effluvi trogloditici. Ditalché, come concludono certi dotti avvocati, non si sa se è più bestia il cavallo che tira la botticella o il vetturino che lo guida. Vetturino che, raccontano certe gazzette romane, sicuramente lo lascia per ore ed ore senza acqua sotto il sole implacabile d’agosto, perfino quando agosto non è ma magari è gennaio; e anche davanti a Fontana di Trevi dolosamente appendendo il secchio vuoto sotto la botticella.
In una delle recenti ondate di sdegno umanitario e unanimitario contro tali disumane (o umane) nefandezze dei quadrupedi cittadini e dei loro conduttori, giornalmente descritte con titoli a piena pagina dai quotidiani romani come non si usa neanche per le multiple stragi di diciottenni nelle escursioni del sabato notte, una gentile signora tecno-eco-giornalista ha avanzato una genialissima proposta: eliminare le penose e zozzone botticelle dalle strade sostituendole con mansuete, pulite, silenziose auto elettriche.
Che cosa è avvenuto? Chi ha approvato la proposta e chi l’ha respinta; chi ne ha avanzato altre, ad esempio tripensionare i cavalli mandandoli in pensione, mantenendoli a pensione, erogandogli una pensione. Chi ha suggerito di costruirgli stalle di riposo dotate di parchi attrezzati con altalene, scale, scivoli, tricicli e vecchi cavalli a dondolo; chi ha detto che preferirebbe vederli sul set di film western, che però nessuno più produce; chi ne ha prospettato l’invio nella pampa argentina; ma è stato subito redarguito da chi ha ricordato che con questi chiari di luna la spesa per il viaggio sarebbe uno spreco, perché Cremonini sta anche in Italia, e anzi sarebbe alquanto più riconoscente.
A questa precisazione non pochi, in prevalenza anziani, si sono meravigliati come mai nessun ecologista e animalista, che ha tanto strepitato per sottrarre le povere bestie alle sevizie dei loro kapò, non abbia pensato che la casa di riposo cui esse sono destinate è gestita proprio da Cremonini; e hanno rievocato i tempi tristi (o allegri) in cui eravamo poveri e non erano di bue quei rossi filetti che nei giorni di gran festa apparivano nei piatti; tanto più che i medici prescrivevano diete a base di carne di cavallo, più di ogni altra fornitrice, a loro detta, di globuli rossi, vigoria e salute. Ma chissà quali altre polemiche, dispute, controversie e soprattutto bla bla bla televisivi questa soluzione alimenterebbe; di bla bla ne abbiamo già troppi, anzi abbiamo solo bla bla, per cui è meglio stare zitti e non provochiamone altri.
A mio parere l’unica soluzione che farebbe contenti tutti, romani e turisti, italiani e stranieri, tacchi a spillo e ballerine, giornalisti ed editori, politici e vetturini, e soprattutto animali e animalisti, sarebbe quella di nominare senatori della Repubblica italiana, ovviamente a vita, la cinquantina di cavalli oggi costretti a rimorchiare nordiche turiste nei posti più belli del mondo e a subire caso mai pesanti operazioni urbanistico-finanziarie piuttosto che insolazioni immaginarie. Sensibile alla campagna non solo di stampa ma di opinione pubblica in atto da mesi, il Capo dello Stato, che ne ha il potere, non dovrebbe indugiare a convocare a Palazzo Madama una seduta congiunta di Camera e Senato per insignire del titolo di senatore a vita i benemeriti quadrupedi; e conseguentemente costringere a servirli, nominandoli loro assistenti parlamentari, i rispettivi biechi vetturini.
Aprendogli per di più nei week end le tenute di Castelporziano e San Rossore, nonché i giardini del Quirinale, il Capo dello Stato renderebbe anche giustizia al suo predecessore, l’imperatore Caligola, descritto pazzo, efferato, feroce dai verdi, riformisti, comunisti, dipietristi dell’epoca, e in genere da tutti quei senatori, ovvero politici, che lo contestavano ma che lui volle definire somari proprio nominando uno superiore a loro, appunto un cavallo. Ma se, proveniente anch’egli dalla sinistra, Giorgio Napolitano non se la sentisse di nominare tanti senatori a vita in una sola volta, consentendogli la Costituzione di nominarne solo cinque, non ci sarebbero problemi: un altro grande statista, Capo dello Stato in pectore, c’è, e siccome è pure spiritoso, riteniamo che non esiterebbe, come non ha mai esitato a far diventare perfino ministri le proprie giumente.
E potrebbe farlo sia motu proprio, dal momento che è stato ed è capace di muovere sempre tutto da solo; sia approfittando dell’occasione offerta dalle prossime elezioni europee, nel qual caso conferirebbe ai cavalli delle botticelle romane una carica ancora più prestigiosa, importante, visibile e influente in campo internazionale: appunto quella di parlamentare europeo. Dinanzi a questa mia proposta certamente c’è chi storce la bocca nella solita difesa del prestigio italiano all’estero, quello stesso immaginario prestigio per il quale ci hanno rifilato l’euro, fonte di inflazione, disoccupazione, difficoltà, povertà e reale discredito proprio dinanzi all’estero.
Io dico, infatti, che una volta tanto le istituzioni europee dovrebbero esserci grate: non è meglio infatti per loro vedere rappresentata l’Italia a Strasburgo da cavalli anziché da somari? Cavalli per di più espertissimi in preistoria, storia, archeologia, arte, turismo, dolce vita, trattorie, Trastevere, Testaccio, Castelli Romani, stornelli romaneschi, Colosseo, Fontana di Trevi, San Pietro, Papi tedeschi, Arrivederci Roma, Roma non fa la stupida stasera ecc. ecc.? Penso a quanto sarebbero contenti dell’Italia finalmente e veramente gli europei. E figuriamoci noi, grazie proprio alle vituperate botticelle.
V. C.
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