FERRUCCIO FERRANTI:
CHI GIÀ LAVORA
ALL'EXPO' MILANO 2015
Ferruccio Ferranti,
consigliere delegato
della società Sviluppo
Sistema Fiera

«Costituita
nell’anno 2001
dalla Fondazione Fiera
di Milano che detiene
il 62 per cento di Fiera Milano spa, la Sviluppo
Sistema Fiera ha avuto due compiti specifici:
costruire il nuovo polo
fieristico milanese
e valorizzare l’area
dove sorgeva
la vecchia fiera;
il nuovo polo è stato
realizzato e gli altri
lavori sono in corso»
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ostituita nel 2001 dalla Fondazione Fiera di Milano che detiene anche circa il 62 per cento delle azioni di Fiera Milano spa - il restante 38 per cento è posseduto dal mercato in quanto è quotata in Borsa -, la società Sviluppo Sistema Fiera ha avuto assegnati due compiti specifici e ragguardevoli. Innanzitutto realizzare, attraverso la riorganizzazione del sistema fieristico milanese, il nuovo quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho-Pero e valorizzare l’area in cui sorgeva la vecchia fiera. Quanto al secondo compito, l’area della vecchia fiera è diventata oggetto di un complesso piano di interventi ed è stata ceduta alla società City Life, di cui sono oggi azionisti Generali Properties, Gruppo Allianz, Immobiliare Lombarda (Gruppo Fondiaria-Sai) e Lamaro Appalti. La cessione è avvenuta tramite un concorso internazionale tenendo conto non solo del prezzo offerto, ma della qualità del progetto da realizzarvi. Quanto al primo compito, in appena trenta mesi la nuova società ha realizzato il nuovo polo fieristico. Qual è ora la sua attività? La illustra Ferruccio Ferranti che dall’ottobre 2007 è il consigliere delegato.
Domanda. Come è stato realizzato il nuovo polo fieristico?
Risposta. Abbiamo dovuto accordare vari interessi e interlocutori: la Regione Lombardia, la Provincia di Milano, i Comuni di Milano, Rho e Pero, l’Anas, le concessionarie autostradali, Metropolitane Milanesi, RFI e innumerevoli altri soggetti, pubblici e privati che, a vario titolo hanno partecipato alla riqualificazione complessiva. L’aspetto infrastrutturale ha richiesto un impegnativo coordinamento: nell’area si intersecano, infatti, tre autostrade, ma sono anche presenti la linea metropolitana, la stazione ferroviaria e le linee regionali dell’Alta Velocità, parcheggi ad uso pubblico, oltre a quelli per la Fiera. Grazie a questa elevata accessibilità la scelta di quell’ubicazione era praticamente obbligata; una volta d’accordo, in soli trenta mesi, rispettando i tempi e i costi stabiliti, abbiamo compiuto l’opera e questo ci ha consentito di continuare ad operare nell’interesse di Fondazione Fiera Milano, e in particolare nella valorizzazione del territorio e nella realizzazione di opere e progetti complessi. Inoltre abbiamo posto le nostre competenze a disposizione del mercato, per cui ora abbiamo clienti e interlocutori esterni, come pubbliche amministrazioni, aziende private, fondazioni bancarie, per le quali progettiamo la riqualificazione di zone urbane degradate o altre iniziative.
D. Quali progetti avete curato?
R. Attualmente a Pavia, per la Isan-Fondazione Banca del Monte di Lombardia, stiamo riqualificando un’area industriale dismessa, in cui sorgeva uno stabilimento della Neca, per realizzarvi immobili per attività terziarie e servizi pubblici. Stiamo anche riqualificando aree e gruppi di immobili che le Assicurazioni Generali possiedono nel Milanese. Siamo intervenuti per la Fiera di Riva del Garda; per riqualificare e rendere maggiormente appetibile alle aziende il polo fieristico di Vicenza; per progettare la Fiera di Incheon presso l’aeroporto di Seul. Cerchiamo di mettere d’accordo i vari interlocutori sullo sviluppo compatibile del territorio in aree urbane o extraurbane, per funzioni pubbliche, residenziali o commerciali.
D. Quali altri lavori avete in programma per la Fondazione Fiera di Milano?
R. Stiamo ultimando due alberghi, due torri molto belle, in corrispondenza dell’ingresso d’onore alla Fiera (porta Sud) la cui inaugurazione è prevista per il mese di gennaio 2009. Abbiamo aggiudicato, attraverso un appalto concorso, la realizzazione di 21 mila metri quadrati circa di uffici destinati ad ospitare sia le società consociate del gruppo Fiera Milano, sia altre società, tra cui diverse associazioni di categoria interessate ad avere la sede vicino alla Fiera e pertanto alle attività dei propri iscritti. Sono in corso di sviluppo altri progetti per conto della Fondazione Fiera Milano nell’area intorno al nuovo polo espositivo. Si calcola che il 50 per cento delle aree su cui saranno ubicati gli interventi per l’Expo 2015 siano di proprietà della Fondazione; se non si fosse realizzato nell’attuale sede il nuovo polo fieristico, e pertanto contribuito fortemente alla valorizzazione del territorio circostante anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture, molto probabilmente non avremmo ottenuto l’assegnazione a Milano dell’Expo del 2015.
D. Che cosa prevedono i progetti?
R. Sull’area della Fondazione e su quella circostante, appartenente a privati, sorgerà il sito che per sei mesi circa ospiterà 23-24 milioni di visitatori; anzi complessivamente saranno 29 milioni, se si pensa che molti vi torneranno. Ma la nostra operatività non ha limiti geografici. Visto che dal punto di vista strategico e programmatico la Fondazione fa riferimento alla Regione Lombardia, abbiamo consolidato nel tempo un rapporto preferenziale con questa, ma abbiamo relazioni anche con altre amministrazioni, in Lombardia, in Veneto ecc. Teoricamente potremmo operare con Istituti e Fondazioni bancarie per la valorizzazione dei loro immobili strumentali o di investimento.
D. Chi vi fornisce le risorse finanziarie occorrenti?
R. Gli interventi per la Fondazione Fiera di Milano sono finanziati dalla stessa. Quando questa ci dà il «via», eseguiamo una progettazione di massima per ottenere dalle Amministrazioni pubbliche le varie autorizzazioni per l’esecuzione di un piano completo di interventi, o per un accordo di programma quando l’operazione è abbastanza estesa e interessa più Comuni; quindi indiciamo la gara per la realizzazione. Quando operiamo come partner di Fondazioni bancarie o di Comuni per riqualificare delle aree, possiamo assumere il ruolo di consulenti e in quel momento la stazione appaltante diventa il nostro committente, che affianchiamo per la progettazione dell’intervento e per l’ottenimento dei vari nulla osta dagli enti locali; allora ci rivolgiamo al mercato affiancando il committente nella ricerca del soggetto che voglia realizzare un progetto già complrtamente definito, proposto e approvato.
D. Come è strutturata la società?
R. Ha due divisioni, una per la valorizzazione territoriale, che comincia con l’ideazione dell’intervento di riqualificazione, fino a porre le basi per la sua attuazione; un’altra di engineering e contracting che si occupa di alta sorveglianza sui lavori, direzione tecnica e altre attività in fase realizzativa; la struttura è snella e coordina, utilizzandoli quando necessario, studi esterni di architetti, progettisti e altro. Noi gestiamo tutta la parte strategica di impianto e di collegamento con gli enti locali e con i committenti.
D. Come funziona il meccanismo finanziario?
R. Il Consiglio generale della Fondazione delibera lo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione di opere e alle commissioni per le nostre prestazioni. Nel periodo in cui curavamo la realizzazione del polo fieristico di Rho-Pero, il fatturato annuo ha toccato i 250 milioni di euro; lo scorso anno la società ha conseguito ricavi per circa 47 milioni di euro e su questo livello siamo nel 2008.
D. Quali motivi hanno indotto a costituire questa società?
R. Fino al 2000 esisteva solo l’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano, che gestiva sia le attività fieristiche sia quelle immobiliari attraverso una direzione tecnica incaricata delle manutenzioni e delle varie realizzazioni. Nel febbraio del 2000 l’Ente si è trasformato in Fondazione di diritto privato e ha separato le attività più strategiche da quelle di Fiera Milano spa, società operativa per la gestione delle attività fieristiche che nel dicembre del 2002 è stata quotata in borsa; poco prima è stata costituita Sviluppo Sistema Fiera e le sono stati conferiti l’attività svolta dell’ex direzione tecnica e il compito di seguire la trasformazione dell’intero sistema fieristico milanese, e quindi la realizzazione del nuovo polo fieristico, ricorrendo a metodi innovativi e tenendo ben presente le istanze di ecocompatibilità.
D. Per cui essa è nata per curare solo gli aspetti tecnici?
R. Sì, ma le sono arrivate commesse dall’esterno della Fondazione, da parte di enti che hanno riconosciuto le sue capacità realizzative. Abbiamo una competenza rilevante che vogliamo mettere a disposizione del Paese, nell’ambito dei rapporti di fiducia che potranno crearsi con fondazioni bancarie o con istituti di credito, che potrebbero anche acquisire quote di minoranza della nostra società, per valorizzare il patrimonio immobiliare delle stesse, per metterlo a reddito e/o per cederlo a terzi. Comunque abbiamo già commesse dall’esterno e rapporti consolidati od in via di consolidamento con le maggiori istituzioni finanziarie del Paese.
D. Che cosa farete per l’Expo?
R. Da qui al 2015 saremo molto impegnati nella valorizzazione dell’Esposizione e della Fondazione, anche perché dovrà essere garantita, anche dopo la mostra, la fruibilità delle opere da realizzare. La nuova Fiera di Milano si trova sulla direttrice del Sempione, nella parte settentrionale, che si sta gradualmente unendo alla città; l’Expo assicurerà la realizzazione nei tempi previsti di grandi opere infrastrutturali come la Tangenziale Est e la Pedemontana, con investimenti per oltre 10 miliardi di euro; questo consentirà di estendere ulteriormente le linee metropolitane e i raccordi collegando maggiormente Milano con Rho-Pero.
D. Ha successo la Nuova Fiera?
R. È molto frequentata in coincidenza con manifestazioni di rilievo che registrano un’affluenza notevole; però in alcuni giorni della settimana non è particolarmente popolata, per cui va collegata maggiormente con la città, della quale dovrà costituire un ulteriore allargamento. La metropolitana vi arriva direttamente, stiamo creando parcheggi e insediando funzioni e servizi compatibili, tra cui, importante, il verde pubblico, anche nelle aree limitrofe.
D. Oltre agli uffici, vi saranno anche quartieri residenziali?
R. Le zone circostanti devono mettere a disposizione i servizi, le attività commerciali ma anche le possibilità residenziali. La Fondazione dispone di terreni in cui, anche insieme ad altri partner, potrà realizzare immobili residenziali, del resto previsti anche per l’Expo. Nell’area di Cascina Merlata, a sud-est della Fiera, è in programma la costruzione del «villaggio Expo», destinato al personale addetto all’evento, e successivamente a residenze universitarie. Tutto quello che viene ideato, progettato e realizzato per il futuro è il valore aggiunto di competenza di Sviluppo Sistema Fiera, società che potrebbe essere utilizzata ancora di più.
D. Che cosa potrebbe fare ancora?
R. All’interno di Milano esistono tante aree industriali dismesse da recuperare e percorsi turistici da sviluppare. Sviluppo Sistema Fiera possiede la capacità di trattare con i vari soggetti e di progettare le soluzioni ecocompatibili nell’ambito della Fondazione ma anche fuori, in operazioni destinate a soddisfare esigenze, a rispondere a desideri, ad attuare i mutamenti urbani imposti dallo sviluppo, in coerenza con le istanze economiche e sociali per lo sviluppo del territorio con senso dello Stato e delle istituzioni.
D. Quanto potrebbe estendersi, nel periodo dell’Expo, l’area intorno alla Fiera?
R. Non tutti i terreni sono della Fondazione, ve ne sono altri di grandi e piccoli proprietari. Per alcune strutture più vicine e necessarie alla Fiera, siamo il soggetto più appropriato per coordinare i lavori; per il resto si sta procedendo alla costituzione di una società di gestione ( So.Ge.) che la Fondazione, anche in quanto promotrice del Comitato costituito per la scelta di Milano per l’Expo 2015, dovrebbe assistere, probabilmente per le realizzazioni immobiliari e il program management. Quelle infrastrutturali potranno invece essere assistite per il settore pubblico da società quali Infrastrutture Lombarde e Metropolitane Milanesi ecc. Ma la parte immobiliare, che è oggetto della nostra specifica competenza, sarà comunque da noi seguita anche perché metà dell’area interessata da questi insediamenti è di proprietà della Fondazione che noi rappresentiamo. Certamente opereremo insieme agli altri, ma con una peculiare e notevole capacità realizzativa e di raccordo rispetto ad altri enti e ad altre strutture che svolgono un’attività simile.
D. Che rapporti avete con la Regione Lombardia?
R. Siamo un soggetto di diritto privato, ma nell’ambito del gruppo Fondazione Fiera di Milano facciamo riferimento ad essa. Il suo ruolo è rilevante sia per l’Expo sia per aver consentito nel passato la realizzazione del nuovo polo fieristico; la Regione verifica quanto avviene nel proprio interno e con gli accordi di programma fornisce una spinta allo sviluppo. I rapporti con il presidente Roberto Formigoni e con l’assessore Raffaele Cattaneo sono ottimi, conosco il loro modo di lavorare, che non differisce molto da un metodo manageriale e privatistico; sono molto presenti ed efficaci, contribuiscono a rispettare i tempi per il rilascio di permessi e autorizzazioni, organizzano tavoli tecnici, stimolano gli interlocutori: concessionarie autostradali, gestori di metropolitane, strade, ferrovie, metropolitane, parcheggi.
D. Tutto questo crea un grande giro di affari e tanti posti di lavoro?
R. Direi di sì, in larga parte sono fondi pubblici, però c’è anche l’intervento dei privati. Dobbiamo far sì che il 2015 sia un successo per Milano, la Lombardia e l’Italia, e stimoli la valorizzazione turistica del Paese. Dovremmo fornire un’immagine esatta cancellando quella recente dell’immondizia di Napoli e delle mozzarelle radioattive; far sì che il turismo diventi un settore industriale che si sviluppa sempre di più.
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