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RETROSPECCHIO


La Protezione civile bonifica la spiaggia di Capocotta

La Protezione civile sulla spiaggia di Capocotta

Ogni anno nei porti laziali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta transitano oltre 12 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, di derivati e gas, di cui almeno 4,3 milioni di tonnellate, costituite dal greggio lavorato nella Raffineria di Roma, proviene da Fiumicino mentre, solo a Gaeta, 121 navi trasportano 1.758.409 tonnellate di petrolio. Questa intensa attività provoca inevitabilmente un consistente inquinamento delle acque interessate. Per contrastare il fenomeno il mese scorso il Dipartimento della Protezione civile regionale insieme alla Legambiente Lazio ha svolto sulla spiaggia di Capocotta, a Sud di Ostia, un’esercitazione di bonifica delle coste in seguito a uno sversamento di idrocarburi. Alla simulazione hanno preso parte i volontari della Protezione civile regionale impegnati, per la prima volta in Italia, in un corso di formazione per una task force altamente competente e dotata di attrezzature in grado di intervenire tempestivamente nelle emergenze comunali, provinciali e nazionali, di predisporre interventi di bonifica delle coste interessate da inquinamenti, di offrire il proprio contributo nelle emergenze internazionali all’estero. All’esercitazione erano presenti il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il direttore della Protezione civile regionale Maurizio Pucci e il presidente di Legambiente-Lazio Lorenzo Parlati. «Questa esercitazione non è un modello estemporaneo; dobbiamo fare in modo che ci siano sentinelle formate per la sicurezza ambientale. La protezione civile si fonda su una grande storia e su un know how figlio dell’associazionismo e del volontariato È necessario proporre, con la protezione civile regionale, progetti che possano avviare collaborazioni con gli altri Paesi del Mediterraneo. Progetti interregionali da proporre all’Europa e per i Paesi del Mediterraneo. Potrebbe essere un modo per costruire una rete nel Mediterraneo affinché questo non sia solo sede di flussi migratori e commerciali ma anche di solidarietà e di azioni a  difesa dell’ambiente», ha dichiarato il presidente Marrazzo. Il personale impegnato nell’esercitazione era fornito di dispositivi di protezione individuale e strumenti tecnici adeguati all’emergenza. Nel dettaglio: divise e tute antiacido, maschere antigas con filtri, occhiali protettivi, guanti in litrice e in lattice, stivali in pvc antiperforazione e antitaglio, caschi e sottogola, pali, rastrelli e scope da giardino, fusti e secchi, rete in plastica da cantiere, altro materiale utile alla pulizia e alla preparazione dell’area di lavoro. La Giunta regionale del Lazio ha stanziato oltre 20 milioni di euro per il finanziamento dell’attività della Protezione civile. Il 50 per cento del fondo sarà impiegato per l’acquisto di immobili, beni e servizi come apparecchiature e strumenti, il restante 50 per cento sarà destinato al potenziamento del servizio contro gli incendi boschivi, alla formazione degli operatori e all’acquisto di automezzi.
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