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Carlo Guarienti, Premio Mantegna 2008 |
Istituito dalla Regione Veneto in collaborazione con i Comuni di Caorle e San Michele al Tagliamento-Bibione, il Premio Mantegna, rientrante in una serie di iniziative riguardanti l'arte e la cultura, è stato assegnato al pittore e scultore Carlo Guarienti, protagonista dell'edizione 2008 del prestigioso riconoscimento. Guarienti ètato scelto da un Comitato presieduto da Vittorio Sgarbi e composto dal Segretario alla Cultura della Regione Angelo Tabaro, dallo scultore Elio Armano, dal pittore ed ex inviato speciale della Rai Ferruccio Gard, dal presidente della Fondazione Iuav Marino Folin, dal direttore del Gazzettino Roberto Papetti e dalla scrittrice Carmela Cipriani. La cerimonia dell’assegnazione si è svolta il 28 giugno scorso a Caorle nel Centro Civico di Piazza Vescovado. La motivazione del Premio - l’essere il Guarienti l’artista più vicino al Mantegna -, è specificata nella frase di Sgarbi: «Il suo primo grande dipinto, un San Gerolamo dall'inaudito vigore plastico ed espressivo, è un olio su tavola in tutto degno di un artista Rinascimentale». Nell’occasione Sgarbi ha anche inaugurato la mostra personale di Guarienti. Diretto a celebrare i grandi artisti contemporanei, il Premio Mantegna, previsto nel Patto per l'arte contemporanea siglato tra le Regioni e il Ministero dei Beni culturali, intende valorizzare il patrimonio artistico attraverso l'organizzazione di attività culturali e di spettacolo; curatore del Premio è Mattia Carlin, esperto in relazioni pubbliche. Nato casualmente a Treviso dove i suoi avevano una casa di campagna, Guarienti appartiene a un'antica famiglia veronese la cui storia risale ai secoli passati. In Via della Pigna a Verona una lapide ricorda che un Guarienti ospitò il Petrarca. Cresciuto in una casa costruita dal Sanmichieli, uno dei più grandi architetti del Cinquecento, con un soffitto affrescato dal Tiepolo, Guarienti aveva la pittura nel sangue anche se, dopo la licenza liceale, si laureò in Medicina, settore comunque funzionale al suo interesse artistico per le forme anatomiche. Tra il 1944 e il 1945 lavorò all'Accademia di Belle arti di Firenze, unica ad avere una cattedra di Anatomia artistica, ma s'interessò anche alla Psicoanalisi attraverso la lettura delle opere di Sigmud Freud. Nel 1946 tornò a Treviso dove realizzò il San Gerolamo per il quale i critici citarono il Carpaccio. Con una borsa di studio del Ministero degli Esteri soggiornò tre mesi in Spagna dove lo colpirono le straordinarie nature morte di Zurbaran. Nel 1950 fu invitato da De Chirico a partecipare all'Antibiennale dove espose «Il Guerriero». De Chirico mostrò notevole interesse alla tecnica di preparazione dei colori del Guarienti che usava l'olio di lino crudo con il vecchio sistema dei frati del Perugino. Nel 1953 la sua prima mostra personale all'Obelisco di Roma, seguita da numerose altre in Italia e all’estero, tutte di grande rilievo e successo di pubblico e di critica.
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