PROFESSIONISTI.
LE BUONE RAGIONI
DELLA COSTITUZIONE
DELL'EURELPRO
di MAURIZIO DE TILLA
presidente dell’Eurelpro
Associazione Europea Casse Professionali

I problemi dell’esercizio
della libera professione
nell’Unione Europea
hanno creato
la necessità di unire
le Casse di previdenza
dei liberi professionisti
in un’associazione
denominata Eurelpro che
ha lo scopo di aggregare
quelle esistenti
e di promuoverne
altre in questi Paesi
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I controversi problemi della libera circolazione e dell’esercizio della professione in Europa hanno determinato la necessità della costituzione di un’Associazione europea delle Casse di previdenza dei liberi professionisti, denominata Eurelpro, che raccoglie l’adesione delle Associazioni esistenti in Germania, Francia e Italia, rispettivamente ABV con 85 Casse, ADEPP con 20, CNAVPL e CNBF con 13. Una platea di oltre 4 milioni di professionisti che si amplierà con la prevedibile adesione delle Casse professionali di Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio e di altri paesi europei. In un recente studio elaborato dalla CCBE e divulgato in occasione del convegno svoltosi a Roma il 26 marzo 2004 nell’Auditorium della Cassa Nazionale Forense, si è accertato che solo alcuni Paesi dispongono in Europa di una Cassa forense: Germania, Italia, Francia, Austria, Belgio, Cipro, Spagna, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania. Non ne dispongono Danimarca, Finlandia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Slovacca, Slovenia, Svezia.
Gli obiettivi dell’Eurelpro sono ampi e consistono, oltre che nell’aggregazione delle Casse esistenti, nella promozione in questi Paesi di Casse autonome professionali. L’autonomia e l’indipendenza delle Casse, da difendere in Europa e nei singoli Paesi, rappresenta un importante obiettivo che trova piena concordia nelle Associazioni che aderiscono all’Eurelpro. Proverò in questo e nei prossimi numeri ad informare i lettori sui principali problemi discussi in essa cominciando con l’ABV che rappresenta le Casse tedesche.
LA PREVIDENZA IN GERMANIA
Nella Repubblica federale tedesca esistono Casse di previdenza per coloro che esercitano una libera professione ordinistica, ovvero medici, farmacisti, architetti, notai, avvocati, consulenti fiscali o commercialisti, veterinari, sindaci e periti contabili, ingegneri e psicoterapeuti.
Tre sono le caratteristiche positive insite nel concetto della libera professione tedesca: autonomia professionale, da non equiparare all’indipendenza economica; erogazione di prestazioni personali, svolgimento di un lavoro prevalentemente intellettuale basato su una formazione qualificata. Uno solo è il limite negativo: la libera professione non deve essere un’attività imprenditoriale, industriale o commerciale.
Per le casse previdenziali dell’ABV si aggiunge un altro aspetto. Secondo l’opinione predominante, una serie di libere professioni svolge, per la sua importanza nel complesso dell’economia nazionale, una funzione indispensabile nell’interesse del bene pubblico, per esempio al servizio della giustizia o della sanità. Lo Stato riconosce tale funzione e attribuisce a queste professioni un’importanza particolare, assimilando in parte i compiti di queste professioni alle mansioni pubbliche. Lo dimostra la concessione a queste professioni di un ordinamento regolamentato nel diritto pubblico nonché la costituzione e il trasferimento di funzioni di autogestione ai relativi Ordini. Si parla pertanto di cosiddette professioni «ordinistiche». Tutte le casse di previdenza esistenti appartengono a tali professioni ordinistiche.
Va in proposito sottolineato un punto: proprio le funzioni pubbliche di queste professioni ordinistiche e la preoccupazione per la porzione di bene pubblico ad esse affidato sono stati i motivi principali che hanno portato alla costituzione delle Casse di previdenza professionale. La loro esistenza e il loro diritto di esistere non sono comprensibili e giustificabili senza tali componenti di politica professionale, sociale e di moderato liberismo. Esse operano nell’ambito del primo pilastro della previdenza obbligatoria sancita nel diritto pubblico.
In totale esistono oltre 90 Casse previdenziali per coloro che esercitano una libera professione ordinistica, di cui 85 sono socie dell’ABV di Colonia. Tutte hanno in comune i seguenti aspetti: adesione obbligatoria dell’intera categoria professionale prevista nel diritto pubblico; autogestione senza dirigismo statale; contributi e prestazioni specifiche per categoria professionale; concentrazione sull’effettiva funzione previdenziale; maggiore livello di prestazioni base; autofinanziamento assoluto senza sovvenzioni statali.
In sostanza esse sono enti di diritto pubblico con adesione obbligatoria da parte di tutti i professionisti autonomi e dipendenti, sono effettivamente autogestite da parte degli ordini professionali, il sistema di contribuzione e di erogazione delle prestazioni è configurato dagli Ordini professionali, nel più ampio rispetto dei rispettivi desideri e necessità, sono addette all’effettiva funzione previdenziale e quindi offrono un livello più alto di prestazioni base; si autofinanziano tramite i contributi dei soci e quindi sono indipendenti dallo Stato.
La previdenza professionale è un sistema speciale di previdenza obbligatoria poiché, in forza del mandato della legge regionale, esso è dedicato esclusivamente agli appartenenti a determinati gruppi professionali che devono essere assistiti in ogni forma di esercizio della professione, ovvero sia in forma autonoma sia dipendente. I professionisti dipendenti sono esonerati dall’obbligo di adesione all’assicurazione pensionistica obbligatoria in quanto soggetti all’obbligo di adesione alla Cassa previdenziale.
Il mandato della previdenza professionale deriva dal diritto dei rispettivi Land tedeschi, in funzione della competenza legislativa di cui all’articolo 70 della Costituzione. Le Casse di previdenza professionale non sono una forma di previdenza sociale ai sensi dell’articolo 74 comma 1 n. 12 della Costituzione, ma svolgono non soltanto mansioni di previdenza per la vecchiaia, di reversibilità e di invalidità, ma anche funzioni di politica professionale prevenendo, tramite la previdenza, un eccessivo invecchiamento degli Ordini professionali e pertanto il mantenimento di liberi professionisti sempre efficienti.
Oltre a migliorare la struttura demografica, svolgono così un’importante funzione politica nel mercato del lavoro. Quale sistema di previdenza per la vecchiaia tramite capitalizzazione, le Casse previdenziali hanno inoltre un’importanza economica generale. Contribuiscono infatti ad accrescere il capitale sociale economico che permette maggiori investimenti, maggiore crescita e quindi anche maggiore occupazione. Esse mettono a disposizione dell’economia nazionale capitale d’investimento a lungo termine e contribuiscono, pertanto, ad aumentare il prodotto sociale disponibile.
La peculiarità delle Casse previdenziali delle libere professioni ordinistiche consiste nel fatto che non si finanziano tramite i contributi dei lavoratori in servizio secondo il sistema di ripartizione, come accade per l’assicurazione pensionistica obbligatoria; ma secondo il «piano di copertura aperta» o secondo la «copertura probabile modificata». Quest’ultimo è molto simile al sistema applicato dalle assicurazioni private sulla vita. Questo sistema attuariale tiene conto del tempo nel quale i contributi restano nel fondo della Cassa previdenza calcolando l’effetto dei contributi sulla pensione. Caratterizza il sistema di copertura aperta la possibilità di inserire anche un accesso successivo nel rapporto di equivalenza. Applicando tale metodo, un contributo ha lo stesso effetto sulla pensione indipendentemente dalla data in cui viene versato.
Dal punto di vista della capitalizzazione entrambi i sistemi - di copertura aperta e di copertura probabile modificata - sono a mezza strada tra il sistema di ripartizione puro e quello a copertura probabile. Le Casse di previdenza professionale sono soggette alla sorveglianza giuridica dei ministri o senatori competenti dei Land, ma per lo più esiste anche una supervisione speciale, soprattutto dal punto di vista attuariale e patrimoniale. Dato che i redditi da interessi derivanti dall’investimento del capitale di copertura hanno un ruolo rilevante ai fini della redditività delle Casse previdenziali dei liberi professionisti, le autorità di controllo dei rispettivi Land tedeschi hanno deciso di imporre a queste, per l’investimento dei fondi, le stesse norme vigenti per le società di assicurazione private sulla vita.
Interessante l’origine di tali Casse, nate quando, dopo la prima guerra mondiale e in seguito all’inflazione, tutti i risparmi e i patrimoni si erano dissolti come neve al sole e molti pensionati e vedove si erano trovati, dopo il 1923, letteralmente con nulla in mano. I dirigenti di un Ordine dei medici della Baviera realizzarono allora l’idea di un ente di autotutela solidale, al fine di uscire dall’emergenza con le proprie forze, senza aiuto statale. L’idea si basava su due principi: l’aiuto al singolo, ma anche una responsabile consapevolezza per la collettività. La più vecchia Cassa, l’archetipo ovvero la Bayerische Ärzteversorgung, sorse nel 1923. Esiste quindi da oltre 80 anni e ha superato regime totalitario, guerra e distruzione bellica; nel 1948, durante la riforma monetaria, con le proprie forze e senza alcun sussidio statale convertì i diritti pensionistici maturati in rapporto di un vecchio marco contro 0,80 nuovi marchi e, dal 1950, di uno contro uno.
Molti chiedono se e in quale misura un’assicurazione obbligatoria sia conciliabile con il concetto di libera professione. In proposito la Corte Costituzionale federale ha stabilito in varie sentenze che «l’assicurazione collettiva con obbligo di adesione è conciliabile con l’idea di libera professione e corrisponde a una politica sociale moderna che abbracci in generale tutta la politica sociale». Il principio supremo delle Casse di previdenza professionale è l’assoluta autogestione da parte degli Ordini professionali e il loro totale autofinanziamento, senza sussidi e garanzie statali, solo sulla base dei contributi dei loro membri.
La maggior parte delle Casse è stata costituita tuttavia dopo la fine della seconda guerra mondiale, esiste quindi da oltre 45 anni. Nel corso della riunificazione con la Germania dell’Est, il Governo federale ha dato una particolare rilevanza al trasferimento ai nuovi Land tedeschi del sistema articolato di previdenza per la vecchiaia, a partire dal trattato sull’unione monetaria, economica e sociale tra le due Germanie del maggio 1990 e da quello di unificazione dell’agosto 1990. Ai liberi professionisti associati in Ordini dei nuovi Land tedeschi fu data così la possibilità di regolamentare sotto la propria responsabilità la previdenza per la vecchiaia. Le libere professioni hanno sfruttato questa opportunità; nei nuovi Land tedeschi esistono oggi Casse previdenziali per quasi tutti gli Ordini professionali. Alla fine del 2005 assistevano 712.786 aventi diritto alla pensione e avevano pagato la pensione a 144.549 persone; la pensione di vecchiaia in media ammontava a 1.935,12 euro, quella d’invalidità professionale a 1.1864,40.
Le Casse di previdenza professionale offrono ai propri membri pensioni in caso di invalidità professionale e al raggiungimento del limite d’età di 65 anni. È possibile anticipare o procrastinare il percepimento della pensione; esistono inoltre pensioni di reversibilità per vedove, vedovi e orfani, ma anche sussidi per interventi medici di riabilitazione. L’iscritto e i suoi superstiti hanno un diritto legale a percepire la pensione. Una particolarità di tali Casse è quella di non chiedere quasi mai un esame medico per l’assicurazione d’invalidità, e comunque di avere tempi di attesa relativamente brevi. In genere la pensione d’invalidità professionale è calcolata come se il contributo versato al subentrare dell’invalidità fosse pagato fino al 60esimo o addirittura al 65esimo anno di vita. Questa modalità di calcolo vuole assicurare la possibilità di percepire anche in caso di contribuzione ridotta, in casi estremi anche di un solo mese, una pensione d’invalidità professionale di importo tale da garantire uno standard di vita adeguato.
Infine va ancora ricordato: le classiche libere professioni ordinistiche hanno creato con le loro Casse previdenziali un sistema di assicurazione di vecchiaia tagliato su misura sulle loro esigenze. L’hanno dovuto fare, perché lo Stato nel 1957 ha sbarrato loro la via all’assicurazione pensionistica obbligatoria. Le Casse non sono quindi un privilegio delle libere professioni, ma sono nate perché lo Stato ha chiesto a queste di regolamentare la propria assicurazione contro la vecchiaia sotto la propria responsabilità, tramite l’iniziativa personale. L’esenzione dei liberi professionisti dipendenti dall'obbligo di assicurazione pensionistica obbligatoria ha caratterizzato questo riferimento all'iniziativa personale.
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