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CESARE CURSI:
AVANTI CON CRESCITA, LIBERALIZZAZIONI, ENERGIA, INNOVAZIONE

Il sen. Cesare Cursi,
presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato


 


ndustria, Commercio e Turismo sono i principali campi di battaglia sui quali il Governo può sconfiggere o quanto meno ridurre, con adeguate armi ossia provvedimenti, le attuali difficoltà e porre le premesse per un rilancio dello sviluppo economico. Perché, a prescindere dai fattori internazionali, queste tre parole significano un’infinità di cose, collegate come in una reazione a catena. E precisamente prezzi, consumi, energia elettrica, carburanti, trasporti, produzione, occupazione, ossia disagi, malcontento, sofferenze, sacrifici oppure relativo benessere sociale. La Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato è uno dei principali teatri di dibattito di questi problemi. A pochi giorni dal suo insediamento, per intravederne l’azione e quindi le soluzioni da adottare Specchio Economico ha intervistato il suo presidente, il sen. Cesare Cursi.

Domanda. È rammaricato per aver lasciato le competenze sul mondo della Sanità, un tema a lei particolarmente caro, per assumere il prestigioso incarico di presidente della X Commissione permanente del Senato?
Risposta. Certamente no. Con grande impegno e altrettanto sforzo fisico ho dedicato tutto me stesso, negli ultimi dieci anni circa, al mondo della salute, in veste sia di parlamentare sia di sottosegretario di Stato. È stata un’esperienza formidabile di relazioni, conoscenze ed opportunità per non disperdere le quali proprio in questi giorni mi hanno portato a costituire, con qualificati operatori della sanità pubblica e privata, rappresentativi di diverse categorie professionali e sociali, l’«Osservatorio Sanità e Salute», una Fondazione di diritto privato nata per contribuire a dare risposte concrete ai cittadini sulle potenzialità ma soprattutto sulle note critiche del mondo sanitario e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Con altrettanto entusiasmo ho affrontato questa nuova avventura che, in fondo, non è tanto distante dalla precedente. Tante sono le analogie tra i due settori che anzi proprio la pregressa esperienza, soprattutto riferita ai servizi al cittadino e all’universo dell’industria farmaceutica, mi sarà di grande aiuto in questa nuova attività.

D. La Commissione da lei presieduta ha come principale raggio d’azione lo sviluppo del mondo economico del Paese. Quali sono, a suo parere i punti programmatici dai quali il nuovo Governo Berlusconi non potrà prescindere?
R. Innanzitutto mi sia consentito di spendere una parola di apprezzamento per i colleghi della Commissione. Già dalle prime battute ho avuto modo di constatare la qualità delle persone con cui avrò modo di lavorare nei prossimi anni, e posso garantire che è davvero eccellente. Non è sempre scontato. Quanto all’azione di Governo intrapresa in primis dal ministro responsabile per le attività produttive, Claudio Scajola, devo affermare con tutta sincerità che finora ha centrato con sconcertante lucidità i principali settori cui rivolgere con tutta l’urgenza le azioni del caso: crescita, liberalizzazioni, energia e innovazione.

D. Quali elementi ritiene essenziali per ognuno di questi quattro campi, di fatto strategici per lo sviluppo di ogni Paese industrializzato?
R. Il tema della crescita è un punto fondamentale dei prossimi impegni del Governo, perché da essa dipendono l’incremento dei redditi dei lavoratori, il miglioramento dei conti pubblici, la creazione di occupazione e il superamento delle spinte inflazionistiche. Per far sì che questo avvenga sono necessari il rilancio della produttività e degli investimenti, la difesa del potere d’acquisto dei salari e la riduzione del costo dell’energia. Se è vero il detto che chi bene inizia è a metà dell’opera, devo dire che l’attuale Esecutivo è sulla buona strada poiché una prima risposta è stata già data con la detassazione degli straordinari e la reintroduzione degli incentivi alla produttività, fattori essenziali per consentire una maggiore flessibilità alle imprese e un maggior reddito ai lavoratori.

D. Come affrontare il problema dell’aumento dei prezzi?
R. Non vi è dubbio che i rincari di prodotti essenziali come la benzina, il gasolio e alcuni generi alimentari di base, stanno generando un crescente disagio nei consumatori. In un’economia caratterizzata dal libero mercato i rincari che non siano giustificati dal rialzo dei costi a monte, possono essere combattuti in modo efficace solo con un maggior grado di concorrenza. Sarà quindi necessario proseguire l’opera di liberalizzazione iniziata dal precedente Governo che però, tranne in un paio di casi, non ha portato alcun evidente vantaggio ai cittadini. Meno annunci, quindi, e più sostanza dovranno caratterizzare le future scelte da intraprendere.

D. E in particolare quali?
R. Al primo posto metterei le liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici locali, auspicate dal Governo Prodi ma che poi nei fatti non è stato capace di portarle a termine. L’offerta di pubblici servizi resi ai cittadini, erogati quasi sempre da aziende partecipate al 100 per cento da enti locali e in regime di concessione, ha impoverito la qualità degli stessi ad esclusivo vantaggio di elefantiache società pubblico-private; il ripianamento delle perdite dei loro bilanci di esercizio rappresenta oggi una delle principali voci di spesa da parte degli enti locali loro azionisti. Pure in tema di concorrenza, per combattere in modo incisivo l’incremento dei prezzi dei carburanti alla pompa si rende necessaria l’immediata liberalizzazione della rete distributiva dei prodotti petroliferi al dettaglio. L’Italia è già sottoposta a un procedimento d’infrazione da parte della Commissione europea per la normativa troppo stringente in tema di apertura di impianti di vendita di carburanti. Di fronte a una maggiore competitività sarà necessario defiscalizzare il prezzo del carburante con particolare riguardo a quelle categorie - aziende di autotrasporto, pescatori ecc. - cui il caro-petrolio ha comportato negli ultimi 18 mesi un innalzamento dei costi di esercizio di circa il 40 per cento.

D. È un argomento di dibattito la virata del Governo Berlusconi sull’energia nucleare. I costi necessri rendono conveniente questa energia alternativa?
R. Il Paese ha bisogno di energia a costi competitivi, in quantità adeguata al fabbisogno sempre crescente, e soprattutto a prezzi certi. Le nostre imprese già pagano la bolletta energetica più cara dei loro principali concorrenti europei, per di più con il timore di interruzioni negli approvvigionamenti. Questa bolletta pesa per 60 miliardi di euro l’anno e rende negativa la bilancia commerciale. È necessario, a mio parere, agire subito con vigore lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione. Dobbiamo diversificare le aree geografiche di approvvigionamento e le fonti di energia, sviluppando l’efficienza energetica e il giusto mix tra le varie fonti alternative: fonti rinnovabili, carbone pulito ed energia nucleare. Di pari passo si rendono necessari la costruzione di nuove infrastrutture energetiche, l’ammodernamento di quelle esistenti, la realizzazione di nuovi gassificatori e di sistemi di stoccaggio per il gas naturale, il potenziamento delle reti di trasporto e di interconnessione con gli altri Paesi. Va sostenuta, infine, l’azione di internazionalizzazione delle nostre imprese energetiche, affinché vengano valorizzati le interdipendenze e gli accordi con i Paesi esportatori di energia.

D. L’innovazione è l’ultimo fattore da lei ritenuto essenziale per lo sviluppo del Paese. Quale la ricetta individuata?
R. L’innovazione in ogni senso. Non solo di prodotto e di processo, ma anche organizzativa, manageriale, commerciale e di marketing. L’impresa deve dotarsi di nuovi strumenti manageriali per puntare a mercati e a segmenti di domanda non facilmente contendibili dalle nuove economie emergenti. Per questo l’azione di Governo dovrà tendere al miglioramento e alla semplificazione delle politiche di incentivazione, agevolando la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca, ponendo le basi per un clima sociale e culturale favorevole all’innovazione tecnologica. Un rilevante ruolo, in questa azione di sostegno alle imprese, avrà il prossimo bando di «Industria 2015», sotto la regia del Ministero dello Sviluppo economico che ne sta ridefinendo le procedure d’accesso, oltre a prevedere l’estensione dell’area di applicazione a settori precedentemente trascurati dal Governo di centro-sinistra, quali l’informatica, l’aerospazio, il turismo e le tecnologie ambientali.

D. In questo quadro così dinamico come si pone la Commissione parlamentare da lei presieduta?
R. In un duplice ruolo. Di proposizione e sostegno all’azione di Governo da una parte, e di verifica e controllo degli atti normativi nell’ambito delle materie di competenza assegnate. Il tutto per un unico fine: mettere il sistema produttivo del nostro Paese al passo con quelli degli altri concorrenti internazionali per garantire, nel medio periodo, standard di vita qualitativi e quantitativi soddisfacenti per i nostri concittadini nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

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