REGIONE LAZIO.
LA GIUNTA SOPPRIME
SEI COMUNITÀ
MONTANE E RIDUCE
LE INDENNITÀ
AGLI AMMINISTRATORI
In arrivo fondi della Regione Lazio per una maggiore operatività dei Vigili Urbani nelle Circoscrizioni

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n materia di affari istituzionali la Giunta della Regione Lazio ha approvato rilevanti provvedimenti: il 28 maggio la proposta di legge regionale sulla razionalizzazione e incentivazione dell’associazionismo sovracomunale e sul riordino delle Comunità montane; l’intervento ne prevede la riduzione da 22 a 14 nel territorio regionale. In particolare potranno far parte di esse i Comuni che abbiamo almeno il 75 per cento della superficie montana. Le Comunità montane, inoltre, dovranno essere composte da almeno 4 Comuni con una popolazione complessiva non inferiore ai 10 mila abitanti, di cui almeno il 55 per cento residente in territorio montano. Non potranno più farne parte i capoluogo di provincia, i Comuni costieri e quelli con popolazione superiore ai 20 mila abitanti. Le otto Comunità montane che non hanno questi requisiti saranno soppresse o trasformate in Unione di Comuni. La Giunta Regionale ha poi deciso tagli agli organi rappresentativi degli enti e una riduzione delle indennità. Entro 12 mesi la Regione dovrà approvare un piano di riordino territoriale.
Due giorni dopo sono stati approvati gli indirizzi per la concessione dei finanziamenti diretti a promuovere interventi per favorire un sistema integrato di sicurezza nel territorio regionale. Con questi contributi la Regione punta ad aumentare la vivibilità dei territori, a prevenire i fenomeni di inciviltà urbana e di criminalità, a far sentire al cittadino la vicinanza delle istituzioni, a farlo partecipare alla realizzazione di città-comunità per sviluppare solidarietà e mutuo soccorso. Tre gli interventi previsti. Il primo prevede attività finanziabili con fondi correnti, per accrescere la sicurezza, contrastare l’illegalità, favorire l’integrazione e il reinserimento sociale. Il secondo prevede investimenti per la riqualificazione di aree degradate, l’acquisto di strumenti e attrezzature, la realizzazione di sistemi per la gestione delle informazioni. Il terzo intervento punta alla ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Le aree oggetto degli interventi sono la prevenzione, l’inclusione sociale, l’educazione alla legalità e l’assistenza e aiuto alle vittime dei reati. Gli investimenti riguardano la riqualificazione di aree urbane degradate, la vigilanza e controllo del territorio e l’attuazione di servizi di segnalazione delle situazioni di degrado o illegalità. La richiesta di finanziamento può essere presentata da Comuni singoli o associati, anche in collaborazione con altri enti pubblici e privati, istituti scolastici, consulte giovanili, associazioni costituite per la valorizzazione dei Comuni, organizzazioni di quartieri, strade e categorie. L’erogazione dei contributi è disposta in due rate: il 50 per cento del contributo assegnato alla presentazione della dichiarazione di inizio lavori, il resto è assegnato, a conclusione dell’intervento.
Lo stesso giorno la Giunta ha approvato un bando sulle modalità per il finanziamento di iniziative dirette a rendere operativi i vigili di prossimità nei Comuni articolati in circoscrizioni. I progetti dovranno prevedere unità appiedate operanti in ambiti territoriali circoscritti, servizio per almeno 12 ore giornaliere, bacino di utenza non superiore a 5 mila abitanti per ciascuna unità. I vigili dovranno essere adibiti prioritariamente allo svolgimento delle funzioni di controllo del territorio, promozione della vivibilità urbana, accoglienza e ascolto dei problemi di cittadini e imprese. Bisogna fare riferimento alla lotta contro atti di teppismo, vandalismo, inciviltà urbana, abusivismo commerciale, sfruttamento di minori e donne, rovina del decoro urbano e ambientale, inquinamento, vigilanza in presidi scolastici e spazi pubblici di aggregazione sociale, anche ai fini della prevenzione dello spaccio di stupefacenti, al sostegno della mobilità e della sicurezza stradale.
Il finanziamento regionale è di 10 mila euro per ogni unità da destinare al servizio di prossimità. Nel Comune di Roma il finanziamento interessa non più di 100 unità per un importo massimo erogabile di un milione di euro. Per i capoluoghi di provincia il finanziamento toccherà non più di 8 unità ciascuno, per un massimo erogabile di 80 mila euro. Per i restanti Comuni il finanziamento regionale potrà interessare non più di 3 unità ciascuno, per un importo massimo erogabile di 30 mila euro. Una commissione valuterà i progetti e stilerà una graduatoria; se il costo delle iniziative ammissibili supera lo stanziamento, si ridurrà l’entità del finanziamento. Termine per realizzazione del rendiconto 12 mesi.
Il 6 giugno, sono stati approvati il bando per il 2008 e il cofinanziamento regionale per la modernizzazione della macchina amministrativa degli enti locali, consistente in uno stanziamento non superiore a 1.500.000 euro. La somma non potrà superare 50 mila euro per ciascun ente locale beneficiario. Possono essere proposti progetti per la semplificazione delle procedure e la riduzione dei tempi di erogazione di uno o più servizi nell’ambito di pertinenza dell’Amministrazione proponente.
Possono presentare i progetti Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Comunità isolane o di arcipelago. Ogni ente locale non può presentare più di un progetto, per l’anno in corso, e non può partecipare a più di un raggruppamento. La proposta presentata da una Comunità montana o isolana o di arcipelago, o da un’Unione di Comuni, se non direttamente rivolta ad esigenze della comunità stessa, deve essere sottoscritta dai rappresentanti legali di tali enti e dei singoli Comuni che ne fanno parte. Le iniziative devono riguardare servizi ai cittadini, servizi alle imprese, servizi per l’amministrazione digitale, per realtà sociali a rischio di esclusione digitale, per l’uso cooperativo di dati pubblici, per la realizzazione di pari condizioni di accesso ai contenuti digitali e multimediali e per servizi interattivi da parte dei cittadini diversamente abili.
Con una delibera presentata dagli Assessorati ai Lavori pubblici e al Bilancio è stato approvato, il 28 maggio scorso, un finanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di opere pubbliche, proposte direttamente dai cittadini; sono state fissate anch le linee guida per l’individuazione delle opere e le modalità di richiesta di contributo. L’intervento prevede l’erogazione, per ogni ente locale, di un contributo massimo di 300 mila euro diretti a realizzare opere di riqualificazione urbana. Saranno le Amministrazioni locali a gestire la partecipazione popolare organizzando incontri pubblici per raccogliere le idee dei cittadini. Pubblicato il bando, gli enti locali dovranno presentare, entro 90 giorni, richiesta di contributo per i progetti; dopo la concessione, avranno 90 giorni per approvare il progetto definitivo. Il provvedimento della Giunta prevede due diverse graduatorie: per i Comuni sotto i 5 mila abitanti, e per quelli più grandi.
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