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CRE
RELAZIONI ESTERNE,
UNA RIVOLUZIONE
DENTRO E FUORI
LE AZIENDE

a cura di Giosetta Ciuffa

Maria Pia Caruso


«Un tempo chi
si occupava di relazioni
esterne in un’azienda
operava con strumenti
semplici; i quotidiani,
la tv che veniva usata
per la pubblicità
di prodotto; oggi
la comunicazione spazia
grazie alla rivoluzione
digitale e ad internet
che hanno cambiato
e innovato in maniera
sostanziale i tipi
di relazioni tra
i vari soggetti»


ssociazione di professionisti operanti nel campo delle relazioni esterne e dei rapporti istituzionali nei settori pubblico e privato, il Cre - Club delle Relazioni Esterne-, si è posto l’obiettivo di studiare in maniera approfondita quali sono le tendenze e le evoluzioni in corso nel campo della comunicazione e dell’informazione, e quali saranno nel prossimo futuro. L’iniziativa, che rientra nel programma del rinnovato Consiglio direttivo, si avvale dell’opera di consiglieri e di soci nonché di aderenti al Cre Junior, che alimenta, come una fucina di idee, il Cre Senior che l’attuale presidenza tende a ringiovanire dal punto di vista delle iniziative.
«Nell’ambito di questa associazione di professionisti, il Cre Junior, a mio avviso, è un’antenna delle tendenze in atto, che però eredita un patrimonio rilevante da valorizzare e da trasmettere ai giovani attraverso testimonianze formative e informative nel campo della comunicazione; un patrimonio destinato ai giovani nell’ambito delle relazioni istituzionali», spiega la presidente del Cre Maria Pia Caruso.

Un altro campo fondamentale nel quale il nuovo Consiglio del Cre desidera operare è la comunicazione etica in tutti i campi della vita e della società civile, economica e finanziaria, politico-istituzionale e aziendale. «Il tema, che si è sviluppato nel tempo, comprende anche bilanci etici; i settori pubblico e privato si uniscono per investire nel campo dell’etica, e la comunicazione diventa una leva operativa importante», aggiunge la presidente.

Nel corso dell’anno il Cre ha avuto ospiti che hanno dibattuto questo tema, in particolare il Garante delle Comunicazioni Corrado Calabrò, la cui testimonianza si è incentrata sulla rappresentazione della realtà: spesso, ha affermato, la realtà viene deformata ad uso e consumo dell’audience, dell’interesse aziendale, per vendere il giornale, per realizzare una trasmissione nella quale la verità viene travisata e i contenuti informativi dilatati. Altri ospiti i Garanti dell'Energia Alessandro Ortis e della Concorrenza Antonio Catricalà, il pesidente del Consiglio superiore delle Comunicazioni Enzo Cheli, il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita, l’allora ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta.
Fondata nel 1983, questa associazione di professionisti, che quest’anno festeggia il 25esimo anniversario, ha una storia consolidata. Nacque dalla volontà di creare un luogo di incontro e di approfondimento nel campo delle relazioni esterne. «Io sono entrata tre anni fa, segretario del Consiglio direttivo era Vittorio Cino, subentrai a lui perché aveva cambiato lavoro, ora è il responsabile dei rapporti istituzionali della British Gas–spiega la presidente–. L’approfondimento si realizzava attraverso incontri e seminari su temi fondamentali, per avere un linguaggio comune; spesso, quando si parla di comunicazione, si intendono varie attività, come comunicazione politica, istituzionale, pubblica, generale, marketing, aziendale ecc. Possono esservi tanti aspetti».

Nonostante vi fosse un’attività specifica in ambito aziendale privato ma anche pubblico, quella delle relazioni esterne, la legge numero 150 del 2000 ha istituito ruoli specifici di comunicatori pubblici attraverso le figure del portavoce, dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne. Le caratteristiche della comunicazione nel tempo si sono evolute e affermate, ma già in tempi antecedenti il Club aveva avuto questa intuizione.

Dal 1983 a oggi, in 25 anni si sono verificati tanti cambiamenti, la rivoluzione tecnologica ha mutato i modi di fare comunicazione. Prima chi si occupava di relazioni esterne o di comunicazione in un’azienda operava con strumenti più semplici, i quotidiani, la televisione che sostanzialmente non veniva usata se non per la pubblicità di prodotto; oggi la comunicazione spazia grazie alla rivoluzione digitale e ad internet che hanno cambiato e innovato in maniera sostanziale i tipi di relazioni tra i vari soggetti.
Aziende, consumatori, cittadini, individui singoli o associati, dispongono di modi di comunicare molto più ampi. Il sistema di comunicare attraverso blog, Youtube, scambi di file, video e musica ecc. ha cambiato moltissimo anche la vita delle aziende. Il Cre vuole stare al passo con i tempi, favorire la conoscenza in questo ambito anche con apporti di associazioni, istituzioni, aziende e università, promuovere i valori dell’etica della comunicazione rispettando i diritti della persona e tutelando cittadini, utenti, consumatori. Il Cre ha avuto come ospiti e relatori personalità di livello istituzionale molto elevato, che si sono intrattenuti su argomenti di grande attualità: Giuseppe De Rita, segretario generale Censis; Corrado Calabrò, presidente Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; Alessandro Ortis, presidente Autorità per l'energia elettrica e il gas; Enzo Cheli, presidente Consiglio superiore delle comunicazioni; Linda Lanzillotta, allora Ministro per gli affari regionali e autonomie locali e Daniela Santanchè, allora nella commissione Bilancio. Il Club è stato sempre una fucina di idee; ha affrontato, primo in Italia, temi nuovi come l’attività di lobby.

Ora è allo studio la creazione di un punto Cre a Milano perché, mentre il Club di Roma può soddisfare il bisogno di conoscenza e di relazione nella comunicazione pubblica istituzionale, a Milano è più viva la comunicazione aziendale. «L’iniziativa ‘Officina della Comunicazione’ punta a soddisfare l’esigenza di collegamento, all’interno del Cre, tra i vari componenti per attuare un intenso scambio tra soci senior, junior e ordinari, che costituiscono un patrimonio prezioso per le relazioni nei loro settori di attività», spiega Maria Pia Caruso.

Domanda. Non manca un trait d’union tra gli adulti e i giovani?
Risposta. Ho assegnato il compito di favorire questi rapporti ad altri soci e questa è una caratteristica del Consiglio, che punta a sviluppare un’attività di servizio, formazione, informazione e crescita professionale, uno scambio di comunicazioni e in tali rapporti reciproci fa crescere la professionalità. Nel Cre possono trovarsi servizi, consulenze, organizzazioni di eventi, attività professionali, banche dati cui poter attingere ecc.

D. Che cosa è stato fatto nel settore della comunicazione?
R. Abbiamo realizzato un sito nuovo, più moderno; vorremmo inserirvi contenuti specifici a servizio del Club sia per la formazione che per l’informazione, raccogliendo l’eredità del passato e valorizzandola per il futuro. Abbiamo pensato di creare qualcosa di simile anche a Bruxelles per sviluppare il Club all’estero, e di approfondire i rapporti con la stampa. Un altro settore da sviluppare è l’internazionalizzazione ma comunque, per potersi inserire in un contesto europeo, bisogna prima essere presenti a Milano e a Bruxelles.

D. Come diventerà la professione del comunicatore nell’arco di qualche anno?
R. Credo che questa professione sarà sempre più caratterizzata da una grande capacità di usare le nuove tecnologie, gli strumenti, i mezzi e i media. I canali di comunicazione saranno sempre maggiori, ognuno di essi avrà una propria specificità e caratterizzazione. Il comunicatore dovrà conoscere in maniera approfondita tutti questi strumenti e usarli in relazione a quello che vuole comunicare e a come preferisce comunicare. È in atto una rivalutazione della radio e la radio digitale aumenterà in maniera incredibile la capacità e lo sviluppo di questo strumento; la televisione già non è più analogica, ma è presente anche il satellite, realtà ormai consolidata in Italia; avremo la tv via cavo, il personal computer, il digitale terrestre nel 2012. È in atto una metamorfosi della televisione tradizionale e in arrivo una molteplicità di canali e di mezzi. Con la sua immensa capacità di circolazione delle informazioni Internet mette il comunicatore in grado di scegliere in maniera appropriata le informazioni, dirigerle secondo il contenuto che si intende comunicare in relazione al canale più indicato per raggiungere l’obiettivo.

D. Parlando di comunicazione etica su Internet, è affidabile Wikipedia, la banca dati che tutti possono contribuire a sviluppare?
R. Siamo in presenza di enormi collettori di dati, ma questo significa che il loro contenuto sia affidabile. Il comunicatore ha una grande responsabilità nella definizione del contenuto dell’informazione. È una tendenza dettata dalla rivoluzione digitale, che però porta con sé una grande sfida culturale proprio perché parliamo di realtà e di strumenti vari e complessi nello stesso tempo; il comunicatore dovrà essere in grado di capire e usarli in maniera appropriata.

D. I master aiutano a trovare posti di lavoro?
R. Frequentando le scuole e i master si può presentare la possibilità di conoscere, intessere relazioni, avere occasioni di crescita professionale. Se si nasce e cresce in un unico posto di lavoro, spesso si va incontro a una crescita limitata; se possiede la forza e anche la capacità di cambiare continuamente, senza che questo si risolva in inconcludenza perché per realizzare qualcosa c’è bisogno di tempo, cambi pure professione, perché otterrà una qualifica maggiore e condizioni economiche più interessanti, al di là di prospettive di crescita professionali più ampie e più rapide.

D. Quale differenza c’è tra la Ferpi, Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana, e il Cre?
R. L’attività della Ferpi è diretta prevalentemente alla formazione. Non siamo contrapposti ad essa, ma piuttosto complementari; nel senso che alcuni servizi che la Ferpi non riesce a svolgere perché è troppo estesa, noi li svolgiamo perché siamo più concentrati su alcuni settori.

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