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MASSIMO SARMI:

AL VIA
LA RIVOLUZIONE
DEI PAGAMENTI
COL TELEFONINO

 

Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane


«Vogliamo
trasformare il Gruppo
Poste Italiane in una
infrastruttura di servizio
a 360 gradi: disponiamo
di una rete attraverso
la quale vengono
effettuate ogni giorno
oltre 20 milioni
di transazioni, per lo più
di natura finanziaria,
gestite in tempo reale;
vogliamo renderla
ancora più accessibile,
e con PosteMobile
il cellulare si aggiunge
ai canali di accesso
fisici, gli uffici postali,
e a internet»


rasferimenti di denaro, pagamento bollettini e telegrammi tramite telefonino: la rivoluzione mobile di Poste Italiane è finalmente decollata con il lancio di PosteMobile. Poste è oggi il primo gruppo postale al mondo ad entrare nella telefonia come operatore mobile virtuale. «Siamo partiti con un’offerta articolata, che sarà progressivamente arricchita», spiega l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi. Dall’integrazione dei tradizionali servizi di telefonia mobile con i servizi finanziari di BancoPosta e Postepay, nascono i servizi innovativi di PosteMobile. «La vera rivoluzione nel sistema dei pagamenti–assicura Sarmi–comincia con noi».
In pochi mesi è stata costituita la società «PosteMobile» e Roberto Giacchi è stato nominato amministratore delegato. «Il nome è semplice ed immediato–spiega Sarmi–, come i nostri servizi». Ma gli obiettivi sono ambiziosi: l’investimento nell’affare dei cellulari con sim card PosteMobile ammonta a 20 milioni di euro e nel 2010 l’azienda conta di toccare quota 2 milioni di sim.
Riuscirà a centrare il bersaglio? Massimo Sarmi, 59 anni, ad di Poste Italiane dal 2002, risponde: «Il nostro intento è quello di trasformare Poste Italiane in una infrastruttura di servizio. Disponiamo di una rete attraverso la quale vengono effettuate ogni giorno oltre 20 milioni di transazioni, per lo più di natura finanziaria gestite in tempo reale. Vogliamo rendere la nostra rete ancora più accessibile e con PosteMobile il cellulare si aggiunge ai canali di accesso fisici, gli uffici postali e internet».

Domanda. Ci spiega come funziona il nuovo servizio?
Risposta. La funzionalità dei servizi è molto semplice: dal menu del cellulare si accede all’icona PosteMobile dalla quale è possibile accedere ai servizi distintivi. È stata sviluppata quella parte dell’uso del cellulare che riguarda il denaro elettronico trasformando il telefonino, o meglio la sim card, in uno strumento semplice e veloce che consente di trasferire denaro in condizioni di sicurezza. In pratica, e sottolineo che siamo i primi al mondo a farlo, nella sim PosteMobile sono presenti sia le funzionalità tipiche dei tradizionali servizi di telecomunicazione, sia i certificati digitali e le componenti software che abilitano ai collegamenti con i servizi finanziari di BancoPosta. Attraverso un semplice tasto e l’invio di un sms è possibile trasferire denaro, ricaricare il telefonino, controllare i movimenti della propria Postepay. E già dal primo trimestre del 2008 si potranno anche pagare bollettini postali, inviare telegrammi, trasferire denaro dal proprio conto BancoPosta e molte altre operazioni ancora.

D. Quindi, a fare la differenza rispetto agli altri operatori mobili mondiali, è proprio la funzionalità che permette il trasferimento di denaro?
R. Esatto. In dettaglio, da subito, attraverso il cellulare targato PosteMobile si può trasferire denaro da una carta Postepay a un’altra o da una carta Postepay al proprio credito telefonico. Naturalmente, per accedere al servizio si deve essere possessori di una Postepay - attualmente ve ne sono oltre tre milioni -, e richiederne l’associazione alla sim card PosteMobile, in vendita negli uffici postali. Dopodiché non bisogna fare altro che entrare nell’apposita sezione di menù dedicata ai trasferimenti di denaro, digitare l’importo da trasferire, inserire il numero telefonico del beneficiario e poi confermare l’operazione attraverso il codice di sicurezza personale fornito da noi. Facciamo un esempio pratico: se il figlio del signor Rossi si trova in vacanza a Parigi e ha finito i soldi, può chiamare il papà e questi via telefono può velocemente ricaricare la carta Postepay del figlio. Basterà premere pochi tasti e il trasferimento viene effettuato immediatamente.

D. Sarà una rivoluzione per i consumatori?
R. Una rivoluzione già in atto in altri Paesi, come il Giappone o la più vicina Francia. In Italia, Poste Italiane con PosteMobile punta a diventare il numero uno dei micropagamenti elettronici continuando la promozione alle transazioni digitali iniziata da Poste Italiane alcuni mesi orsono. Riteniamo infatti che il passaggio dai pagamenti cash a quelli elettronici rappresenti uno degli elementi di crescita del nostro Paese, come spesso ricordato dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Promuovere i pagamenti digitali significa limitare il costo del denaro e la sua incidenza sul PIL nazionale, oltre a rendere moderno un sistema che vive di transazioni in tempo reale. L’Italia è ancora indietro ma Poste Italiane, attraverso la propria rete e il milione e mezzo di clienti che ogni giorno entra negli uffici postali, può essere il ‘volano’, l’acceleratore di questa modernizzazione e dare il proprio contributo a colmare il gap con gli altri Paesi europei.

D. Può spiegare i dettagli dell’offerta dell’operatore mobile virtuale?
R. Ci sono due piani tariffari, «Con noi» e «Con tutti», entrambi senza scatto alla risposta. Per chi è già possessore di una carta Postepay o di un conto corrente BancoPosta, è possibile effettuare un’associazione con la sim per accedere alla tariffa «Con tutti premium» che permette di ricaricare altre Postepay semplicemente conoscendo il numero di carta o di telefono, di ricaricare la propria sim card tramite la propria Postepay, di consultare il saldo o la lista degli ultimi tre movimenti della carta o del conto corrente. Nell’offerta c’è anche un’opzione «Con me» per parlare con un altro numero PosteMobile a una tariffa molto più conveniente. L’attivazione della sim card è gratuita, così come pure la portabilità del numero. È possibile ricaricare la propria sim card PosteMobile presso qualsiasi ufficio postale, negli ATM Postamat oppure direttamente sul sito internet www.postemobile.it.

D. Puntare sui servizi innovativi non vi distoglie dal «core business», ossia dalla corrispondenza?
R. L’aver ampliato il ventaglio di offerta dei servizi si è dimostrato, al contrario, la carta vincente di Poste Italiane. Basti pensare al crescente gradimento di BancoPosta, con circa 6 milioni di conti correnti. L’allargamento del perimetro di mercato ha semmai potenziato e qualificato la nostra missione originaria, quella di consegnare la posta, e ha creato nuovo valore per l’azienda. Vecchio e nuovo sono strettamente connessi. Il nostro cellulare è anche pensato per velocizzare i servizi di corrispondenza: permetterà infatti di inviare telegrammi e raccomandate in modo rapido e semplice.

D. Quali prospettive aprono dunque all’azienda i nuovi mezzi tecnologici e lo sviluppo dell’Information and communication technology?
R. I forti investimenti che Poste Italiane realizza ogni anno per potenziare le proprie piattaforme tecnologiche consentono ora all’azienda di affrontare mercati e business nuovi. Stiamo sperimentando, ad esempio, in alcune città, il servizio di «postino telematico». Il portalettere, dotato di un palmare, si trasforma in un ufficio postale itinerante. Privati, professionisti e imprese possono disporre così di servizi di corrispondenza su misura e pagare bollettini di conto corrente o eseguire operazioni finanziarie restando comodamente a casa o in ufficio, utilizzando la carta Postepay, il Postamat o le carte di credito. Investire risorse nel potenziamento del network informatico serve a proiettarci nel futuro. E anche a qualificarci nei confronti dei nostri competitor esteri. Non a caso l’UPU-Unione Postale Universale ci ha affidato il compito di realizzare le specifiche tecniche per dar vita al nuovo dominio Internet «.post».

D. Quale sarà la caratteristica di questi nuovi domini?
R. La caratteristica fondamentale di siti denominati .post sarà la sicurezza. Noi dobbiamo essere certi che un messaggio parta da un mittente ben identificato, non subisca manipolazioni nel proprio percorso e arrivi in quelle mail-box per le quali è stato concepito. Il suffisso .post non è che l’evoluzione di procedure avanzate di digital management che già applichiamo. Già oggi è possibile affidarci un messaggio di e-mail che noi consegniamo al destinatario in assoluta sicurezza. Oppure tramutiamo raccomandate elettroniche in cartacee o viceversa. Ci siamo proposti, inoltre, di diventare l’anima informatizzata della pubblica amministrazione, mettendo in collegamento le persone con l’amministrazione centrale e periferica dello Stato attraverso la certificazione dei documenti. Tutto questo avendo sempre ben presente il digital divide che ancora esiste in Italia. Abbiamo una struttura incredibilmente capillare di uffici postali e stiamo facendo ogni sforzo affinché tutti siano dotati di connessione a banda larga. Ne mancano ancora tremila all’appello, quelli situati nelle località più remote. Per questo teniamo d’occhio le gare per il WiMax, la nuova tecnologia senza fili di connessione veloce, che sta predisponendo il Ministero delle Comunicazioni, visto che è difficile stendere linee Adsl ovunque. Con una connessione più veloce diventa più facile anche il contatto con i dipendenti. Abbiamo in giro per l’Italia 2.500 postazioni per l’e-learning, centri dove facciamo addestramento alle nuove tecnologie per un totale di ben 350 mila ore l’anno di aggiornamento.

D. A quanto ammonta la quota di fatturato che vi viene fornita dai servizi innovativi?
R. Le nuove attività, come l’operatore mobile virtuale, l’e-commerce e il postino telematico, subiranno un forte slancio e nel 2010 contribuiranno da sole per il 13 per cento ai ricavi totali, di fronte al 9 per cento previsto per fine anno. Abbiamo investito 20 milioni di euro nella telefonia mobile. Nei prossimi anni si calcola che ci saranno 20 milioni di nuovi utenti e noi ci candidiamo a intercettare il 10 per cento di questo mercato.

D. Quali sono stati gli ultimi risultati economici raggiunti?
R. Nel complesso i risultati della semestrale 2007 sono incoraggianti: abbiamo archiviato il primo semestre con un utile netto che ha raggiunto i 448 milioni di euro, con un progresso del 18,1 per cento sullo stesso periodo del 2006. Nello stesso tempo il risultato operativo ha toccato i 959 milioni con un aumento del 18,3 per cento, mentre i ricavi totali, che raggiungono quota 9,5 miliardi, hanno messo a segno una crescita dell’8,6 per cento.

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