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Affari e cultura. Mostre,
presentazioni, avvenimenti ecc.


a cura di Romina Ciuffa

 

 

 

Greenfield-Sanders:
Roma e Hollywood non sono
mai state tanto vicine

Ethan Hawke e Valeria Golino
nelle foto di Timothy Greenfield-Sanders

È Timothy Greenfield-Sanders, nato a Miami Beach, in Florida, nel 1952, ad aver guardato da vicino star nuove o vecchie, Valeria Golino e Alfred Hitchcock, in bianco e nero o a colori, comunque con un flash in faccia per tutti coloro che, dietro o davanti la macchina da presa, sono abituati a diverse identità. E proprio su di esse opera il fotografo che ora espone a Roma cinquanta ritratti realizzati tra il 1976 e il 2007 in una mostra dal titolo «Movie Stars. Ritratti di Timothy Greenfield-Sanders», presente nel Museo Carlo Bilotti-Aranciera di Villa Borghese fino al 13 gennaio del prossimo anno. Da Orson Welles e da Alfred Hitchcock a Spike Lee e a Woody Allen - il cui ritratto è stato realizzato proprio in questa occasione -, mostri sacri; ma anche il futuro del cinema, quello di Darren Aronofsky e di Wes Anderson, o il presente di Nicole Kidman, Julianne Moore, Rose McGowan, John Malkovich, Alec Baldwin, Steve Buscemi, Glenn Close, Jamie Lee Curtis, Matt Dillon, Jodie Foster. E ancora Martin Scorsese, Steven Spielberg. I ritratti di Timothy Greenfield-Sanders sono esposti nelle collezioni delle principali istituzioni culturali in campo internazionale e inoltre sono riprodotti in tutto il mondo.
 

Hermitage di San Pietroburgo:
dove la Russia
incontra il Vesuvio


Figura femminile.
Affresco proveniente dall’area archeologica di Pompei

Il Museo Statale dell’Hermitage di San Pietroburgo ospita dal 7 dicembre la prima tappa mondiale di «Otium Ludens», che è anche la prima mostra in Russia di antichità vesuviane, un’esposizione di circa 200 reperti tra affreschi e oggetti tutti provenienti dalle ville marittime e rustiche di Stabiae della tarda Repubblica e del primo Impero (I sec. a.C. e d.C.). L’accordo con l’Hermitage rappresenta la prima esperienza concreta d’attuazione del protocollo d’intesa firmato tra il Museo russo e la Regione Campania, la Soprintendenza Archeologica di Pompei, la Restoring Ancient Stabiae, fondazione culturale italo-americana nata per favorire la creazione del grande Parco archeologico di Stabiae Antica. L’obiettivo è quello di dare più spazio a una politica di valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e archeologico locale come strumento di promozione turistica ed imprenditoriale; una strada intrapresa in questi anni dalla Regione Campania per ristabilire il rapporto profondo che legava storicamente il Mezzogiorno d’Italia alla Russia. Non è lontana neanche l’idea di stabilire in Campania un presidio stabile dell’Hermitage per realizzare programmi di cooperazione scientifica con il sostegno delle istituzioni locali. La mostra è affiancata da una serie di eventi collaterali e di conferenze ospitate nel teatro di corte del museo, volte a favorire la promozione della cultura e dell’identità della Campania in Russia.

Padova. Il sogno di trasformarsi in un gatto


Rabarama,
«Dopo la Ragione»,
2006, bronzo dipinto

Rabarama, «Dissolvendo» e «Prest-azione», 2005, bronzo dipinto

Un sogno, quello della trasformazione. L’ha fatto Rabarama nella Galleria Vecchiato di Padova che espone «Dream of transformation», motivi floreali orientali, spirali che invadono la superficie del corpo umano, forme che mutano in felino. Sono esseri umani in posizioni raccolte, caratterizzati da una superficie colorata, tatuata, che esprime un vincolo, una sorta di prigione per l’espressione della propria anima. Il sognatore è Paola Epifani in arte Rabarama, che nasce a Roma nel 1969, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia e sceglie Padova. Le sculture inedite più recenti, datate 2007 e denominate Ching, rappresentano figure umane la cui superficie è ricoperta da linee spezzate, diverse le une dalle altre, ovvero da esagrammi. I viaggi in Oriente di Rabarama sono stati fondamentali per lo sviluppo della sua arte e alcune sue opere sono conservate anche a Shanghai, nello Sculture Space Trans-mutazione. Negli anni la ricerca di Rabarama si è arricchita: il gruppo dei feti, sculture in gomma ciascuna con pigmenti diversi all’interno e accatastate le une sulle altre, forma una sorgente vitale. Dalle sculture dell’ultimo ciclo dei leopardi affiora la volontà di fare tabula rasa per tornare a uno stato primordiale in cui l’uomo si confonde con l’animale. La figura umana si trasforma così in felino, l’animale che più di ogni altro, con abilità e agilità, si adatta alle molteplici situazioni della vita con uno spiccato spirito di sopravvivenza. Anche in questo caso la superficie è dipinta, ma si tratta di macchie libere, non soggette alle restrizioni della conoscenza. Rabarama ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero e ha partecipato a significative manifestazioni.

Il fuoco che brucia
a Padova


Tommaso D’Incalci,
La promessa di Abramo

Roveto ardente di Mosè, Fenice che brucia, drago di Giasone, fiamma nei templi di Zarathustra, viaggio di Maometto all’inferno, incendio di Gerusalemme, fiamma dell’Hannukà: il fuoco, nella sua ambivalenza di luce-calore e di distruzione-pericolo, è al centro della mostra «Dal fuoco alla luce», tema della quarta edizione della Rassegna internazionale d’illustrazione per l’infanzia intitolata «I Colori del Sacro», allestita nel Museo diocesano di Padova fino al 13 aprile 2008. La rassegna è un viaggio intorno al mondo attraverso le multicolori immagini di 90 illustratori provenienti dai cinque continenti, un’occasione per ripercorrere la storia dell’umanità con l’accostamento di colori contrastanti: il rosso al blu, il giallo al viola, l’arancio al nero, pennellate che ravvivano cieli notturni e interni con un elemento, tanto religioso quanto ateo nella sua freddezza e fissità, fino a un valore di sacralità fuori dal culto.

L’amore nella villa più bella del mondo

Canova, «Le tre Grazie», 1812-16, Hermitage di San Pietroburgo; «Amorino Lubomirski», 1786, dal Castello Lancut in Polonia

Insieme l’arte sublime di Antonio Canova e la «villa più bella del mondo», come egli amava definire la Galleria Borghese, in una mostra monografica dello scultore in occasione del 250esimo anniversario della sua nascita e del bicentenario dell’opera di Paolina Borghese Bonaparte scolpita come Venere Vincitrice. Aperta fino al 3 febbraio 2008, la mostra illustra le complesse relazioni tra Canova, il principe Camillo Borghese e la famiglia Bonaparte, e ripercorre la carriera dello scultore seguendo, con oltre 50 opere provenienti dai più grandi musei del mondo, la continua rielaborazione del tema di Venere dalla fine degli anni 80 del ‘700.

Nero vero africano. A Torino

Seydou Keita, Untitled, 1956-1957
Pigozzi Collection, Ginevra

Fino al 3 febbraio 2008 la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli espone nel Lingotto di Torino parte della collezione Pigozzi, la più importante di arte contemporanea africana nel mondo. Avviata nel 1989, attraverso un rapporto diretto con gli artisti la collezione si arricchisce di anno in anno con opere di artisti di varie generazioni dell’Africa sub-sahariana. La passione e l’ossessione per l’arte africana di Jean Pigozzi è raccontata attraverso disegni, dipinti, sculture, fotografie, installazioni e lavori da svolgere in loco, come quello che l’artista sudafricana Esther Mahlangu realizzerà ispirandosi alla nuova Fiat 500. Le opere dei 16 artisti testimoniano la ricchezza della creazione artistica contemporanea africana, che supera lo stereotipo di arte folkloristica e decorativa dell’epoca post-coloniale per avvicinarsi all’arte occidentale e sviluppare una propria autonomia di linguaggio. Gran parte delle loro opere di arte figurativa sono espressione di una realtà locale e mondiale. E del popolo.

Trieste: uscire piangendo
da una mostra di Sottsass

Ettore Sottsass, «Mobile 2003», e una fotografia
che lo ritrae al lavoro

«Io penso a una mostra piccola ma molto emozionante; mi piacerebbe che uscissero piangendo, cioè con un’emozione; vorrei che fosse solamente solitudine e intensità». Ettore Sottsass stesso ha dato il via all’unica mostra italiana per i suoi novanta anni, aperta a Trieste fino al 2 marzo 2008 nello spazio dell’ex Pescheria e nella Sala del Trono del Castello di Miramare. Il titolo della mostra, «Vorrei sapere perché», riconduce a una delle riflessioni di Sottsass a proposito dei templi indiani: «Senza che io sappia cosa sono, le forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre». Le esperienze di Sottsass vengono esaminate in 7 aree tematiche: disegno industriale ossia design, architettura, fotografia, gioiello, disegno, ceramica e vetro, le cosiddette «delicatessen», come isole di arte.

Il cinema ubriaco. A Trento

Giuliano Geleng, Bozzetto per il manifesto del film «Amarcord» di Federico Fellini, 1974. Sotto, una scena del film «Quando la moglie è in vacanza» di Billy Wilder, 1955

Brindare al cinema: lo fa il Palazzo Roccabruna nel contesto della seconda edizione di «Bollicine su Trento», attorno a un video prodotto dal regista Corrado Farina che coglie con ironia e disincanto gli attimi e i gesti del brindisi. Da Sabrina ad Amarcord, da La cena delle beffe a C’era una volta in America, da Colazione da Tiffany a Novecento, da Casablanca a Gigi, da Titanic a La dolce vita, visi e situazioni cult affiancano, a brani di film meno noti, le molteplici situazioni in cui i protagonisti diventano, per un attimo, i bicchieri che si toccano. Quasi un secolo di cinema con le situazioni più disparate e con un eterogeneo cast a confronto: Stanlio e Olio con Marilyn Monroe, Totò e Leonardo Di Caprio.
 

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