Giovani: dimenticati
dai politicanti,
non gli restano
che i parenti
di
Delfo Galileo Faroni

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ecentemente il ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa ha scoperto uno dei motivi per i quali il settore della vita nazionale da lui gestito, appunto l’economia, è in difficoltà: la permanenza dei giovani in famiglia fino a un’età matura, 30-35 anni. Un fenomeno da tempo sotto gli occhi di tutti, come le sue cause. Che invece il ministro dell’Economia non conosce o finge di non conoscere. Perché la responsabilità di questa situazione ricade sui precedenti Governi, ma anche su quello attuale di cui egli, dopo il presidente del Consiglio, è il maggiore esponente.
Tutto il suo sforzo in favore dei giovani costretti a vivere a carico di genitori e nonni è la definizione umiliante di «bamboccioni» riferita a generazioni che hanno avuto una fortuna e una disgrazia. La prima è di non aver conosciuto la guerra, le distruzioni, la povertà e gli stenti dei loro padri e nonni; la seconda, di essere cresciuti in un mondo caratterizzato da pseudo benessere materiale, mancanza di valori morali, cattivi esempi, furti pubblici e privati, malcostume, egoismo, usurpazioni, ingiustizie, disuguaglianze, consumismo sfrenato, modelli fuorvianti. Cui si aggiunge la beffa continua. Solo gente affetta da turbe, insensibile e irrispettosa verso i valori e i sentimenti delle persone, può credere di risolvere con una battuta superficiale e infelice- «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa» -, un problema grave, doloroso e generalizzato della nostra società.
Non sono mancati strascichi polemici da parte dei deputati e senatori. Il commento più caustico è stato l’onorevole Paolo Grimoldi della Lega Nord, secondo il quale «i giovani sono costretti a stare con i genitori e i veri bambocci sono al Governo». Condividiamo in pieno il giudizio dell’on. Grimoldi e poiché certe affermazioni, oltre ad essere perniciose, rappresentano un’offesa alla personalità umana, ci chiediamo per quali motivi un ministro, che fa parte di un Governo in bilico ogni giorno, si sia imbarcato in una sfuriata predicatoria usando parole inopportune verso problemi opprimenti delle famiglie italiane.
Un Governo dovrebbe piuttosto aiutare i giovani a trovare un lavoro stabile e sicuro, a metterli in grado di pagare gli elevati canoni di affitto esistenti e, possibilmente, di acquistare una casa; dovrebbe insomma eliminare gli impedimenti che non consentono ai «bamboccioni» di formarsi una famiglia e di abbandonare la confortevole cuccia familiare. Sono situazioni che il ministro Padoa Schioppa e il Governo di cui fa parte conoscono benissimo. Sanno che la maggior parte delle famiglie vivono in uno stato di disagio economico, che continua l’esodo dei giovani verso l’estero in cerca di un’occupazione, che la povertà è in aumento, che cresce il parassitismo dei politici e degli alti burocrati, e che non solo è tollerato e consentito, ma addirittura da loro protetto se non fanno nulla per combatterlo, estirparlo o quantomeno ridurlo.
I giovani decollerebbero da soli come hanno sempre fatto - guardiamo l’ultimo dopoguerra -, se il Governo e la classe politica non scaricassero sulle famiglie e sulle aziende i propri enormi e anomali sprechi, costituiti da ben oltre il costo di 600 mila auto blu a disposizione di parlamentari ed ex parlamentari, burocrati, sindacalisti e faccendieri vari. Non c’è alcuna giustificazione che continuino ad esistere e anzi ad aumentare, per esempio, Province e Comunità montane, istituzioni mangiasoldi e utili soltanto a sistemare una massa di politicanti di serie B e C. E potremmo proseguire a lungo.
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