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Affari e cultura. Mostre,
presentazioni, avvenimenti ecc.


a cura di Giosetta Ciuffa

 

 

 

Centro d’Arte Contemporanea Villa di Codroipo
Il fotografo giapponese Sugimoto gioca con le sale di Villa Manin

Hiroshi Sugimoto, «Jackal Vulture Gelatin», Silver Print, 1994

Apre al pubblico il primo aprile, presso il Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin a Codroipo (Udine), la prima mostra in Italia dedicata al fotografo Hiroshi Sugimoto. A cura di Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutto, l’esposizione raccoglie cinquanta opere fotografiche di grande formato e due sculture dell’artista giapponese. L’intero allestimento è stato concepito da Sugimoto che, a prima vista colpito da Villa Manin, ha creato rimandi e allusioni per coinvolgere il visitatore in un gioco che si dipana lungo le varie sale. Esemplare è la camera da letto al pianterreno, dove dormiva Napoleone quando scelse Villa Manin come proprio quartier generale per l’avvio di un nuovo ordinamento dell’Europa intera: ospita il ritratto «Napoleon Bonapart» (sotto). L’artista è intervenuto sullo spazio espositivo con estremo rispetto collocando poche foto per ogni sala, tranne quella che raccoglie, quasi in una riunione di famiglia, Enrico VIII e i ritratti delle sue sfortunate mogli.


MAXXI - Museo Delle Arti Del XXI Secolo
Gli italiani si confrontano
con apocalitici e integrati di Umberto Eco


Un’opera senza titolo di Simone Berti, esposta al Maxxi di Roma

Dal 29 marzo, nelle suites espositive del Museo delle Arti del XXI secolo (Maxxi) a Roma, la mostra «Apocalitici e integrati: utopia nell’arte italiana di oggi» presenta circa ottanta opere (disegni, tele, video, fotografie, sculture e installazioni) di 24 artisti italiani emersi intorno agli anni Novanta, tra cui Simone Berti, Pierpaolo Campanini, Monica Carocci, Alice Cattaneo, Paolo Chiasera, Sarah Ciracì, Francesco De Grandi, , Elisabetta Di Maggio, Giuseppe Gabellone, Giovanni Kronenberg. Il titolo della mostra fa riferimento a un testo di Umberto Eco pubblicato nel 1964, che individua due categorie di atteggiamenti nei confronti della cultura di massa. Spiega il curatore Paolo Colombo: «Il titolo non ha la leggerezza di un gioco, piuttosto è un’esortazione a individuare caratteristiche all’interno di una stessa opera che oscillano da una più marcata visione apocalittica alla più blanda consapevolezza di una profonda turba psicologica insita nella realtà sociale, fino a un desiderio dai tratti solari e positivi di appropriarsi delle nuove opportunità che il caos del presente offre all’individuo». Contemporaneamente, nella suite Aldo Rossi del Maxxi, sarà inaugurata il 17 maggio la mostra Holland-Italy: 10 Works of Architecture, a cura del Servizio di Architettura contemporanea della Darc e della Reale Ambasciata d’Olanda a Roma.

System Error: a Palazzo delle Papesse di Siena è di scena la guerra

«La guerra è una forza che ci dà significato?», si domandano gli artisti di «System Error», a Siena fino al 6 maggio

Siena è di scena il mondo: il Centro d’Arte contemporanea di Palazzo delle Papesse apre il primo ciclo espositivo del 2007 presentando la collettiva System Error - Errore di sistema, curata da Lorenzo Fusi e dall’artista Naeem Mohaiemen. Le opere di oltre 40 artisti internazionali mostrano i conflitti transnazionali ponendo delle questioni: la guerra è una forza che dona significato all’umanità? Esiste una forma di dipendenza da uno stato prolungato di guerra? Queste ed altre osservazioni emergono dalle opere, concentrate sulla natura del conflitto come concetto «morbido», sulla macabra seduzione di bandiere, inni patriottici e nazionalismi vari e sul fascino esercitato sulla cultura popolare dalla violenza sanguinaria. La selezione degli artisti spazia dalla generazione di pionieri internazionalmente riconosciuti (Alfredo Jaar, Chris Marker, Walid Raad, Lebbeus Woods) ad artisti emergenti (Chris Naka, Rheim AlKadhi, Yara El-Sherbini). Verranno presentati lavori scoperti dai curatori durante manifestazioni di protesta, concerti, navigazioni sui siti YouTube e Flickr. Particolare attenzione verrà dedicata ai lavori che utilizzano nuovi media quali animazioni, parodie hollywoodiane, satira televisiva, t-shirt, fumetti, videogiochi, ricostruzione di biblioteche, musical, performance di strada, pirateria radiofonica. L’attenzione sarà anche portata su avvenimenti dimenticati e su conflitti considerati minori dall’opinione pubblica: la guerra civile in Libano, i campi profughi del Darfur, i voli illegali della Cia, la strage di Beslan, la distruzione delle biblioteche di Timor Est, il caos iracheno, il conflitto bosniaco, i monaci che si sono dati fuoco in Vietnam, il film 9/11 di Oliver Stone, la presa dell’ambasciata iraniana, la rivoluzione delle rose in Thailandia, i conflitti dei diamanti africani. Degna di nota un’iniziativa del Palazzo delle Papesse, che gestisce la prima e unica radio esclusivamente dedicata all’arte in Italia, www.radiopapesse.org.

A Roma entrare nelle biblioteche inaccessibili ora si può:
attraverso l’occhio e la fotografia di Massimo Listri


Massimo Listri, «Seiten Spetten», 1997. Stampa su plexiglas, pezzo unico

Massimo Listri debutta come artista con «Biblioteche e fisiognomica» nella Galleria OnePiece di Roma ove la sua mostra resta sino al 31 marzo. Collaboratore di riviste prestigiose quali AD e FMR, Listri ha curato monografie su ville, palazzi storici e grandi giardini; appassionato di case arredate all’antica, si è specializzato nel ritrarre gli interni di palazzi storici, primo fra tutti Palazzo Colonna, lavoro effettuato su commissione dei principi romani. L’artista mostra una considerevole quantità di immagini di biblioteche catturando la bellezza architettonica e l’ermeneutica di un interno. Toscano di nascita, cosmopolita per scelta e impellenza lavorativa, Listri è noto per aver fatto conoscere e apprezzare luoghi di difficile accesso. La scelta di mostrare, ora, una personale visione delle biblioteche del ’600 e ’700 si rivela la naturale conseguenza di una coerente attività di approfondimento.

Di scena a Roma le scene
della Compagnia Odin Teatret


Maschera per lo spettacolo Talabot, scolpita da Klaus Tams e decorata
dagli attori

Dal 16 marzo al 15 aprile la Casa dei Teatri di Roma accoglie «Odin Teatret. Immagini di un’avventura teatrale», un focus sulla celebre compagnia teatrale che nel 2007 compie 43 anni. Curata da Piera Storari e Silvia Ruffini, la mostra racconta la storia della compagnia fondata nel 1964 dal regista Eugenio Barba, che da Oslo la portò in Danimarca. Noto come allievo e amico di Jerzy Grotowski, Barba è considerato da molti l’ultimo grande maestro occidentale vivente il quale, oltre ad aver modificato il concetto di lavoro dell’attore, ha stravolto il rapporto fra l’offerta e la domanda nella relazione tra spettatore e attore, realizzando una pratica teatrale assoluta e totalizzante che porta l’attore a contatto con la propria formazione esistenziale al di là della tecnica.

Bologna: Dove si sedevano
i nostri antenati?


Seggiolone in scala del XVI secolo

Dal 17 marzo al 5 aprile la Galleria Antiquaria di Maurizio Nobile a Bologna espone le «Sedie italiane dal XV al XX secolo», un’accurata selezione di «sedute» delle più rappresentative regioni italiane dal XV secolo fino alla produzione del design industriale del XX secolo. Il soggetto ha due illustri precedenti: l’esposizione, nel Musée des Arts Décoratifs di Parigi del 1947, «Chaises françaises du Moyen Age à nos jours»; e la mostra, curata da Licia Collobi Ragghianti, «La sedia italiana nei secoli», tenutasi alla Triennale di Milano nel 1951. Con Maurizio Nobile hanno collaborato gallerie antiquarie italiane che hanno fornito i pezzi, artisti contemporanei con opere pittoriche sul tema e Tiziana Sassoli che ha fornito dipinti antichi.

Lodi: tutta l’attività
del critico Tino Gipponi

A Lodi, nella Bipitalia City, dal 15 aprile al 20 maggio con la mostra «Da Funi a Capogrossi» si rende omaggio a Tino Gipponi, scrittore, critico d’arte e collezionista.

A Bologna il mondo urbano
immortalato da Garuti

Fotografo e architetto, fino al 3 aprile Andrea Garuti propone, nella Galleria Forni di Bologna, «Views», una lettura inedita del paesaggio urbano contemporaneo attraverso scatti panoramici effettuati nelle città di tutto il mondo aventi ad oggetto vedute architettoniche e urbane, immortalate fra il 2003 e il 2006. Si tratta di luoghi molto noti, come il centro di Tokyo, la Piazza Rossa di Mosca, la Torre Eiffel, che egli rende speciali grazie a una sapiente tecnica di scomposizione eseguita in fase di stampa e senza ricorrere al fotoritocco digitale. In concomitanza si tiene nella Galleria una mostra pittorica di Alessandro Giusberti «L’incrocio dei sogni».

Milano: Affidato
agli acquerelli il cuore
di un racconto di Miller


Ragnar Kjartansson, acquerelli
dall’opera «The quest of Shelley’s heart», ispirata a un racconto di Miller

La galleria Riccardo Crespi di Milano presenta fino al 2 aprile il secondo appuntamento di «The Smile at the Foot of the Ladder», curato da Marianna Vecellio e ispirato a un breve racconto di Henry Miller. Con la storia di Augusto, clown geniale e disperato, Miller parla del vero artista e della sua faticosa vita: «Il sorriso ai piedi della scala», scritto negli anni parigini (1947-1948) su richiesta di Fernand Léger, è influenzato dai quadri sul circo di Rouault, Miró, Chagall, Seurat e Max Jacob. Tre giovani artisti, Tamy Ben-Tor, Planning to Rock e Ragnar Kjartansson, presentano opere ispirate al racconto di Miller. Kjartansson, in particolare, nell’opera «Hot Shame-The Quest of Shelley's Heart» composta da 400 acquerelli, narra la leggenda della sepoltura del cuore, separato dal corpo, del poeta romantico Percy Bysshe Shelley.

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