|
chiudi |
| RETROSPECCHIO
|
| Edifici a prova di bomba |
. Lo staff tecnico del Gruppo veneto Permasteelisa ha sperimentato nella base militare Spadeadam di Gilsland, in Scozia, l’avanzamento della tecnologia delle facciate Bomb Blast, studiate per difendere o limitare il ferimento degli occupanti di un edificio colpito dall’esplosione di un ordigno posto esternamente. 17 porzioni di facciata a grandezza naturale sono state sottoposte a esplosioni programmate per carica e per distanza. «Il risultato dei test confermerà se il software sviluppato per il calcolo delle deformazioni della facciata è completo o dovrà essere perfezionato; grazie a esso potremo applicare la tecnologia Bomb Blast su qualunque tipo di facciata», spiega l’ing. Alberto Franceschetti, responsabile della Ricerca della Permasteelisa. Produrre facciate Bomb Blast standard è l’obiettivo del Gruppo veneto, come ultima tappa di un impegno che negli ultimi anni ha portato alla realizzazione in tutto il mondo di sette edifici con queste caratteristiche e a brevettare la soluzione. «Grazie al nostro sistema le facciate dovranno essere snelle, non dovranno usare grandi masse ma materiali elastici», precisa l’arch. Luca Bartolini, direttore Marketing dell’azienda. La trovata della Permasteelisa risiede nel realizzare facciate che, anziché resistere, si deformino assorbendo la potentissima onda scaturita dall’esplosione, evitandone la diffusione all’interno dell’edificio, salvando gli occupanti, provocando meno danni possibili, riducendo al minimo i frammenti di vetro e controllando la loro traiettoria.
chiudi |