Presentata lo scorso mese dall’assessore allo Sviluppo del Territorio di Milano Gianni Verga, la Guida «Conoscere Milano: la Bovisa che cambia» ha lo scopo di far conoscere uno dei luoghi oggetto della trasformazione in atto nella città. La Guida documenta l’evoluzione che lo storico quartiere ha conosciuto negli ultimi tre anni sotto la guida del Politecnico di Milano. «La Bovisa è sempre stata uno dei luoghi d’eccellenza della città: le teleferiche della Ceretti & Tanfani che vi venne fondata più di 110 anni fa, nel 1894, diventarono presto conosciute in tutto il mondo; e da tutto il mondo oggi vengono a studiare al Politecnico. E proprio agli alloggi degli studenti fuori sede abbiamo destinato l’area comunale di Via Baldinucci, che ne accoglierà più di 200», spiega l’assessore Verga.
La guida si apre con le mappe del Catasto teresiano che mostravano, nella zona, la Cascina Bovisa all’epoca presente nell’area; quindi descrive la storia dei primi grandi impianti industriali giunti nell’area subito dopo la costruzione delle stazioni delle Ferrovie dello Stato e delle Ferrovie Nord; si conclude con le immagini delle progettate nuove sedi dell’Istituto Mario Negri e dell’Accademia di Brera. La prima azienda a insediarsi nell’area per produrre acido solforico nel 1882 fu la Candiani, seguita dalla Ceretti & Tanfani per la produzione di impianti di trasporto, di sollevamento e di teleferiche, e da tante ancora, tra cui Carlo Erba, Brill, Sessa Cantù, Lorilleux, Edoardo Piatt, Montecatini, Smeriglio, Paccagnini, Officine Brogli; e all’inizio del 1900 l’Officina del Gas, per la produzione fino a 3 milioni di metri cubi al giorno, per lo stoccaggio e la distribuzione del gas.
Nell’ex Ceretti & Tanfani il Politecnico Bovisa ha ora organizzato il Campus Durando, dal nome della via che fronteggia la facciata liberty rimasta intatta. La presenza del Politecnico si articola in una serie di sedi, alcune attive da vari anni, altre in corso di realizzazione e altre ancora in progetto. «Siamo nella Bovisa dal 1989, quando il Politecnico vi trasferì alcuni corsi in un capannone avuto in comodato d’uso dalla Fbm–racconta il rettore del Politecnico prof. Giulio Ballio–. Nel 1994 fu la volta della Ceretti & Tanfani; nel 1997, ancora nella ex Fbm in Via La Masa, dove furono avviati i corsi della Facoltà di Ingegneria industriale. Oggi gli studenti che frequentano le due sedi della Bovisa sono oltre 12 mila e il nostro intento è quello di ottenere la più grande integrazione possibile con il quartiere, facendo in modo che abitanti e studenti dividano i servizi, anche quelli che il Politecnico ha in corso di realizzazione».
Alle Facoltà di Architettura civile e ai Dipartimenti di Progettazione architettonica e Industrial design presenti oggi in Via Durando, e alla Facoltà di Ingegneria industriale con i Dipartimenti di Ingegneria aerospaziale, energetica e meccanica di Via La Masa per un totale di 117 mila metri quadrati, si aggiungeranno entro il 2007 altri edifici per ospitare il Dipartimento di Ingegneria gestionale e il Consorzio Mip, più i servizi come una grande biblioteca e spazi comuni aperti al quartiere e agli abitanti.
Resta il progetto di un ulteriore insediamento nell’area dei gasometri, costituito dalla Città politecnica, con ambienti per le attività dell’ateneo, un parco scientifico, strutture per attività ricreative e culturali prevalentemente dedicate ai giovani, strutture ricettive, residenziali, di terziario e produttive per oltre 400 mila metri quadrati. Lo scorso mese sono state organizzate visite guidate per far conoscere la nuova Bovisa, con la collaborazione della Porsche Haus che ne è sponsor e che nel Laboratorio Last del Campus Durando, in uno speciale stand dedicato al design delle proprie auto, ha presentato la Cayenne.
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